Diritto e Fisco | Articoli

Pensione e malattia

10 Dicembre 2021 | Autore:
Pensione e malattia

I periodi di assenza dal lavoro per malattia incidono sul diritto e sull’ammontare del trattamento pensionistico?

Il lavoratore in malattia, nella generalità dei casi, ha il diritto di ricevere lo stipendio come se fosse normalmente in servizio. Viene infatti riconosciuta dall’Inps un’indennità per i periodi di malattia, nonché la contribuzione figurativa, che non viene versata dal datore di lavoro, ma accreditata dall’ente previdenziale. Ma, in merito alla pensione, la malattia può influire negativamente? Ci si domanda, in particolare, se i contributi accreditati per i periodi di assenza del lavoratore ammalato siano utili sia ai fini del diritto che dell’ammontare del trattamento pensionistico.

Non esiste un’unica risposta per questa domanda, in quanto l’utilità ai fini della pensione dei periodi di malattia varia a seconda della tipologia della pensione desiderata.

Inoltre, per il diritto agli accrediti figurativi per malattia è necessario soddisfare dei requisiti contributivi minimi, nonché una durata minima dell’assenza.

Ricordiamo che l’indennità di malattia spettante al lavoratore può arrivare sino all’80% della retribuzione media giornaliera e che, normalmente, è integrata dal datore di lavoro, fino ad arrivare al 100% della contribuzione.

Riguardo ad alcune categorie di lavoratori, è soltanto il datore di lavoro a corrispondere l’indennità di malattia: si può osservare, ad esempio, che la retribuzione per malattia a carico dell’Inps spetta per gli impiegati del Commercio ma non per quelli dell’Industria.

Quando sono riconosciuti i contributi per malattia?

Il requisito necessario al riconoscimento della copertura figurativa dei periodi di malattia è che vi sia almeno un contributo settimanale obbligatorio versato o dovuto, non prescritto, precedente la data di inizio dell’assenza. Il requisito si intende soddisfatto anche se il contributo è accreditato in una gestione speciale dei lavoratori autonomi.

Si noti, però, che non sono considerati utili per il diritto alla copertura figurativa i contributi versati presso enti previdenziali di Stati esteri con cui vige il sistema di convenzione internazionale.

Inoltre, i periodi di malattia sono accreditabili solo se risultano di durata non inferiore a 7 giorni consecutivi.

Quanti contributi figurativi per malattia si possono accreditare?

In passato, fino alla data del 31 dicembre 1996, l’accredito dei contributi figurativi per malattia era consentito al massimo per 12 mesi in tutta la vita assicurativa.

A partire dal 1° gennaio 1997, il periodo massimo accreditabile è passato a 22 mesi, in maniera graduale, cioè con un aumento di 2 mesi accreditabili ogni 3 anni, in modo da completarsi nel 2009.

Dal 1° gennaio 1997 al 31 dicembre 1999, il periodo accreditabile massimo è stato di 61 settimane, ossia 52 settimane (che corrispondono a 12 mesi) più 9 settimane (che corrispondono ai due mesi aggiuntivi per gli eventi morbosi successivi al 31 dicembre 1996).

Dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2002, il periodo accreditabile massimo è stato di 70 settimane, ossia 52 settimane (che corrispondono a 12 mesi) più 9 settimane (che corrispondono ai due mesi aggiuntivi per gli eventi morbosi successivi al 31 dicembre 1996) e ulteriori 9 settimane (che corrispondono ai due mesi aggiuntivi per gli eventi morbosi successivi al 31 dicembre 1999).

Per ogni triennio successivo al 2002 è stato applicato lo stesso incremento pari a 2 mesi, sino al 1° gennaio 2009, data a partire dalla quale il periodo massimo accreditabile è di 22 mesi (96 settimane).

Il limite dei contributi per malattia accreditabili si applica agli invalidi?

Non viene applicato il limite di 22 mesi di contributi figurativi accreditabili per malattia, a partire dall’insorgenza dello stato di inabilità.

Hanno diritto all’agevolazione, in particolare, i lavoratori che abbiano conseguito uno stato di inabilità (riduzione del 100% della capacità lavorativa) a seguito di infortunio sul lavoro.

Che cosa succede se i periodi di malattia eccedono il numero massimo di settimane?

Se i periodi di malattia accreditati nell’estratto conto Inps eccedono il totale massimo accreditabile, è opportuno, per il lavoratore, individuare quali contributi risultino più favorevoli ai fini della pensione. A questo proposito, bisogna sapere che l’accredito dei periodi di malattia avviene in ordine cronologico: l’eventuale eccedenza si verifica dunque con il riconoscimento dei contributi più recenti.

Qualora l’accredito dei contributi per malattia venga effettuato interamente al momento di liquidare la pensione, l’Inps utilizza le prime o le ultime settimane riconoscibili, dopo aver individuato la sequenza più favorevole per l’interessato.

L’interessato può comunque richiedere la sostituzione di periodi già accreditati, alla condizione che non siano stati già utilizzati per una prestazione, comprese:

  • le operazioni di riscatto dei periodi non contribuiti;
  • le neutralizzazioni dei periodi applicate per la ricerca del requisito contributivo necessario all’autorizzazione al versamento dei contributi volontari.

La sostituzione è applicata d’ufficio dall’Inps quando i periodi di malattia più recenti risultano determinanti ai fini del diritto a pensione.

I periodi di malattia sono utili alla pensione?

I contributi accreditati per malattia sono utili a perfezionare il diritto e a determinare l’ammontare della generalità delle pensioni.

Fanno eccezione le pensioni di anzianità e anticipate: per il diritto a tutte queste pensioni, oltre al requisito contributivo complessivamente richiesto, deve essere soddisfatto il requisito di 35 anni di contribuzione al netto degli accrediti per malattia, infortunio e disoccupazione [1]. Il requisito non è previsto per gli iscritti alle gestioni esclusive dell’assicurazione generale obbligatoria Inps, come i dipendenti pubblici.

Per il diritto alla pensione anticipata con opzione quota 100 Franco, dipendente del settore privato, entro il 31 dicembre 2021 deve ottenere un minimo di 38 anni di contributi, di cui di 35 anni al netto degli accrediti per malattia, infortunio e disoccupazione. Giovanna, dipendente pubblica, non deve invece verificare di avere 35 anni al netto degli accrediti per malattia, infortunio e disoccupazione. Deve comunque possedere i 38 anni di contributi richiesti per la quota 100.

I contributi per malattia sono comunque sempre utili all’ammontare della pensione.

I contributi per malattia sono utili per ottenere l’autorizzazione ai versamenti volontari?

I contributi figurativi per malattia non sono utili ai fini del requisito di contribuzione per la prosecuzione volontaria, cioè per ottenere dall’Inps l’autorizzazione al versamento dei contributi volontari.

Gli accrediti per malattia non sono utili nemmeno per la determinazione dell’ammontare di altri contributi figurativi.

Approfondimenti

Per approfondire, leggi la guida all’indennità di malattia.


note

[1] Art.22, co.1, L. 153/1969; circ. Inps 180/2014.

Autore immagine: pixabay.com


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube