Diritto e Fisco | Articoli

Accordo verbale con l’avvocato: ha valore?

24 Settembre 2021
Accordo verbale con l’avvocato: ha valore?

Se non c’è una “carta scritta”, il cliente è tenuto a pagare il professionista? 

Ha valore l’accordo verbale con l’avvocato? Se il professionista concorda “a voce” l’ammontare della propria parcella con il cliente e quest’ultimo, al termine del mandato, non vuole rispettare la parola data, può sottrarsi al pagamento richiamandosi appunto all’oralità del precedente patto? 

Se, in linea di massima, un accordo verbale ha lo stesso valore di uno scritto, atteso che l’ordinamento non prescrive obblighi di forma per la stipula di contratti, questo principio non vale in pochi casi. Tra questi vi sono, ad esempio, i contratti stipulati con la banca e quelli con i professionisti. A ricordare tali regole è stata una recente ordinanza della Cassazione [1]. 

Cerchiamo allora di capire meglio che valore ha un accordo verbale con l’avvocato.

Accordo avvocato-cliente: come deve essere?

Spesso, il fatto di non aver firmato alcun documento è l’appiglio di molte persone per non pagare i propri debiti. In realtà, i contratti sono validi anche se stipulati oralmente. Pertanto, una volta fornita la prova della loro esistenza (prova che può essere costituita anche dall’espletamento della prestazione non contestato dall’avversario), il creditore potrà esigere il compenso. E se non c’è certezza sull’entità del prezzo, sarà il giudice a stabilirlo secondo usi e consuetudini.

Detto ciò, vediamo invece come deve essere l’accordo avvocato-cliente. Come anticipato in apertura, ogni professionista ha l’obbligo di presentare un preventivo scritto al proprio cliente prima che questi gli conferisca mandato. Il preventivo deve indicare analiticamente le voci di spesa che l’assistito andrà a sostenere, distinguendole dagli onorari. 

Spettando al professionista la prova di aver rispettato tale obbligo, e quindi di aver fornito un preventivo scritto al cliente, sarà opportuno – sebbene non richiesto dalla legge – che questi firmi il documento; è dunque su di esso che si forma l’accordo tra le parti. 

Tali regole valgono anche per gli avvocati: il legale, incaricato di avviare una causa o di predisporre una difesa, di eseguire un contratto o erogare una consulenza, di gestire una pratica stragiudiziale di risarcimento o di inviare una lettera di diffida, deve sempre consegnare al cliente un preventivo scritto del proprio compenso.

A stabilire questa regola è l’articolo 2233 Cod. civ. a norma del quale «Sono nulli, se non redatti in forma scritta, i patti conclusi tra gli avvocati ed i praticanti abilitati con i loro clienti che stabiliscono i compensi professionali». 

A ribadire tale regola, in via più generale a tutti i professionisti, è anche l’art. 13, comma 2, della l. n. 247/2012; quest’ultima norma stabilisce infatti che il compenso spettante al professionista sia pattuito di regola per iscritto.  

È valido l’accordo verbale tra avvocato e cliente?

Che succede se il preventivo presentato dall’avvocato non è scritto ma verbale? Quale obbligo di pagamento può essere rivendicato dal professionista che abbia indicato solo oralmente l’entità del proprio futuro compenso? Può essere questo un valido appiglio per non pagare? 

Per la Cassazione, l’accordo tra cliente e avvocato per la determinazione del compenso richiede la forma scritta a pena di nullità.  

Attenzione però: ad essere nullo non è il conferimento dell’incarico ma il patto per la determinazione del compenso. E difatti, sempre secondo la Cassazione [2], è ben possibile dare un mandato a un avvocato non solo oralmente ma anche con comportamenti concludenti. L’incarico al professionista può essere conferito in qualsiasi forma idonea a manifestare la volontà di avvalersi dei servigi del lavoratore intellettuale.

La volontà di conferire l’incarico e la relativa accettazione ben possono essere provate per testi e per presunzioni. 

Una volta chiarito che il requisito della forma scritta è prescritto a pena di nullità, la Cassazione ricorda poi le regole generali:

  • la scrittura non può essere sostituita da mezzi probatori diversi, neanche dalla confessione, né è applicabile il principio di non contestazione;
  • per provare il contratto, la prova testimoniale è ammissibile nella sola ipotesi di perdita incolpevole del documento;
  • l’inammissibilità della prova, diversamente da quanto avviene quando il contratto deve essere provato per iscritto, è rilevabile d’ufficio e può essere eccepita per la prima volta anche in Cassazione.

Accordo non scritto con l’avvocato: bisogna pagare?

Quanto appena detto non significa che, in caso di accordo verbale con l’avvocato, il cliente non debba pagare. Al contrario, laddove la prestazione sia stata comunque erogata, il professionista avrà diritto al compenso per l’opera svolta e per il vantaggio procurato all’assistito. 

L’entità della parcella però, non potendo riferirsi all’accordo verbale (che come detto è nullo per assenza della forma scritta – sarà determinato dal giudice. Giudice che si atterrà alle vecchie parcelle professionali previste per gli avvocati da un Decreto Ministeriale del 2014 (i vecchi “minimi tariffari”).

Quindi, se le parti non riescono a trovare un accordo sul compenso da versare al professionista, ciascuna delle due può rivolgersi al giudice affinché ne determini l’ammontare.

A riprova del fatto che, comunque, il mandato si può anche concludere verbalmente c’è da considerare che, secondo la Cassazione, una volta ricevuto l’incarico a voce dal cliente (che magari gli ha consegnato i documenti e le carte per lo svolgimento dell’incarico), l’avvocato non può far scadere i termini solo appellandosi al fatto che non è stato ancora firmato il mandato processuale. 


note

[1] Cass. ord. n. 24213/2021.

[2] Cass. ord. n. 25941/21.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube