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Invio CV: se non autorizzi il trattamento dei dati…

22 Giugno 2014
Invio CV: se non autorizzi il trattamento dei dati…

Annunci di lavoro e spedizione del curriculum vitae: se non sbarri la casella del “si” sull’autorizzazione al trattamento dati, la società è responsabile.

 

In seguito all’invio di un curriculum vitae, spedito da un giovane in cerca di occupazione, in risposta ad un annuncio di lavoro, è necessario che la società di raccolta mandi ai candidati l’informativa sul trattamento dei dati personali. Infatti, se questi ultimi non hanno inserito, nel suddetto c.v. l’autorizzazione al trattamento dei dati, chi raccoglie i dati altrui può essere multato dal Garante per la privacy. La conferma viene da una sentenza di qualche giorno fa della Cassazione [1].

Il sospetto, evidentemente, è venuto a più di una persona: a che serve questa enorme mole di c.v. che, giornalmente, le società si dicono disposte a ricevere se poi, nessuna azienda è disposta ad assumere? I maliziosi sostengono che si tratti di “profilazione”,ossia creazione di banche dati con i profili personali degli utenti, comprensivi di titoli di studi, età, formazione, aspirazioni. Profili che poi vengono utilizzati per fini commerciali e pubblicitari.

Così, chi consegna nelle mani altrui i propri dati personali deve conoscere le finalità per le quali tali dati vengono utilizzati nonché il modo per controllare detto impiego, chiedendone eventualmente la cancellazione.

Il codice della privacy [2] ha fissato alcune regole che nessuno può permettersi derogare. Ed è proprio da queste regole che la sentenza in commento parte.

La Corte, innanzitutto, ricorda la differenza che c’è tra titolare del trattamento dei dati (ossia la persona o la società cui competono le decisioni riguardo alle finalità e alle modalità del trattamento di dati personali ed agli strumenti utilizzati, compreso il profilo della sicurezza), responsabile (cioè il soggetto preposto dal titolare al trattamento dei dati), e incaricato (le persone fisiche autorizzate a compiere operazioni di trattamento dal titolare o dal responsabile).

Anche la raccolta dei curricula è un’attività che richiede il consenso degli interessati, nonostante questi ultimi li abbiano inviati spontaneamente, a seguito di un annuncio pubblicato su un giornale o sul sito internet della società.

Per esempio, il solo fatto che una banca o un’assicurazione, sul proprio sito, indichi le modalità e il recapito a cui inviare il curricula, sono obbligate comunque a comunicare ai candidati l’informativa sul trattamento dei dati. In essa viene indicato chi sia il titolare dei dati, chi il responsabile e chi l’incaricato. Inoltre nell’informativa si forniscono agli interessati tutte le istruzioni per chiedere la cancellazione dei dati dal database e/o la rettifica.

Anche se la società che raccoglie i curricula delega il trattamento dei dati ad una società di selezione del personale (terzo incaricato), quest’ultima è direttamente responsabile insieme al titolare del trattamento dei dati.

Per cui, in assenza di informativa ricevuta dal candidato, quest’ultimo potrebbe inviare una segnalazione al Garante della Privacy che provvederà a multare la società.


note

[1] Cass. sent. n. 13219/14 dell’11.06.2014.

[2] D.lgs. 196/2003.


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