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Cosa si può modificare sull’auto?

26 Settembre 2021
Cosa si può modificare sull’auto?

Tuning: luci, vetri oscurati, modifiche al motore, alla centraline e alla marmitta. Come personalizzare l’auto alla Fast&Furious senza violare la legge. 

«Personalizzare» è la parola d’ordine per non confondersi con la mischia. E ciò non riguarda solo l’abbigliamento e l’oggettistica da passeggio: c’è chi vorrebbe modificare l’auto con un colore particolare, con vetri oscurati, con lo spoiler, le minigonne, con una modifica alla centralina, con un impianto stereo da far invidia a una discoteca o con le luci che si proiettano verso terra. In gergo, si chiama tuning e consiste proprio nella modifica estetica o meccanica di un veicolo, adeguandolo ai propri gusti personali. Si tratta di una pratica che, negli Stati Uniti, era nota già negli anni ’60 e che, di recente, è stata rinverdita un po’ ovunque grazie al successo della saga cinematografica Fast&Furious.

Ma non tutto ciò che è tecnicamente possibile è anche lecito per la legge. Il più delle volte, le modifiche all’auto vanno comunicate alla Motorizzazione che deve provvedere alla loro omologazione. Chi non lo fa, rischia una sanzione amministrativa e, nei casi più gravi, il ritiro della carta di circolazione. 

Ecco allora cosa si può modificare sull’auto e quali procedure è necessario adottare per rispettare la legge.

Si può cambiare colore all’auto?

Partiamo dalle cose più semplici. È possibile cambiare il colore all’auto senza autorizzazioni o particolari procedure burocratiche. Il colore, infatti, non è un dato essenziale per individuare il veicolo e non è neppure riportato sul libretto di circolazione. Del resto, se una multa, nel descrivere il mezzo su cui è avvenuta l’infrazione, indica per errore, un colore diverso da quello effettivo, il verbale è comunque valido. Basta la targa a identificare il veicolo in modo univoco.  

È quindi possibile, in qualsiasi momento, modificare il colore dell’auto utilizzando qualsiasi gradazione, anche le tinte matte. Né si è vincolati ad un unico colore: se ne possono usare di svariati sullo stesso mezzo, a patto però che non si imiti la macchina della polizia, carabinieri, guardia di finanza, polizia locale, forestale o di altre autorità pubbliche. 

A questo proposito è possibile anche fare dei disegni sul veicolo, ad esempio una bella margherita sulla cappotta. 

Allo stesso modo, chi acquista un’auto usata e non gradisce il colore utilizzato dal vecchio proprietario può serenamente cambiarlo.

Sul mercato, è possibile trovare numerosi prodotti per il car wrapping che consiste nel rivestire la carrozzeria di un’apposita pellicola, senza bisogno riverniciarla. È un’alternativa valida, più economica della verniciatura tradizionale e utile sia per cambiare colore sia per proteggerla dagli agenti atmosferici e dalle intemperie.

Chi sceglie il car wrapping, però, deve sapere che non può utilizzare pellicole luminescenti o cromate su ampie superfici del veicolo: sono ammessi piccoli spazi, senza esagerare, perché potrebbero abbagliare gli altri conducenti. Le pellicole luminose e le cromature non devono mai essere apposte sulle targhe, sui finestrini anteriori e sul parabrezza perché altererebbero la visibilità interna ed esterna; per gli stessi motivi, non si possono mai coprire con pellicole i fari e gli indicatori di direzione. Chi non rispetta queste regole rischia una pesante multa per «modifiche delle caratteristiche costruttive del veicolo» che va da 431 a 1.734 euro più il ritiro della carta di circolazione.

Si possono aggiungere accessori non di serie all’esterno dell’auto?

Veniamo ora all’aspetto del tuning estetico, le modifiche che aggiungono all’auto alcune parti non di serie come specchietti, minigonne, spoiler e marmitte. Tutto ciò per personalizzare la vettura in modo marcato, magari renderla più grintosa, unica rispetto alle altre dello stesso modello. 

È possibile modificare l’aspetto estetico dell’auto aggiungendo o sostituendo accessori rispetto a quelli di serie? C’è una distinzione importante da fare tra il tuning estetico, che riguarda la carrozzeria, e tuning meccanico, che comprende invece le parti del motore, compresa la marmitta (di cui parleremo nel prossimo punto). 

Qui ci si scontra contro le rigide regole sull’omologazione del veicolo: si tratta di un’approvazione predefinita che ciascun modello, predisposto dalle case costruttrici, deve rispettare per circolare su strada (una Ferrari di Formula 1 non può appunto camminare su una comune via del centro urbano, non essendo tale modello omologato per questo tipo di circolazione).

Tutto questo significa che è possibile apportare all’auto tutte le modifiche che si vuole solo se la si usa per competizioni in aree chiuse; se invece la si adopera per circolare sulle comuni strade ed autostrade è necessario mantenere inalterate le caratteristiche indicate sul libretto di circolazione e sul certificato di conformità del veicolo (che può essere richiesto alla casa madre).

In concreto, quanto al tuning meccanico, non puoi mai rimuovere il Fap (filtro antiparticolato), modificare la centralina o i sistemi di frenatura, montare gomme eccedenti i limiti riportati sul libretto, sostituire il motore con uno più potente o ad alimentazione diversa tranne che la modifica dell’impianto sia effettuata nelle officine autorizzate, riportando la variazione sul libretto (esempio modifica dell’alimentazione da benzina a gpl o metano). A tal fine, è quindi sempre necessario un passaggio dalla Motorizzazione che deve procedere all’omologazione delle modifiche.

Più libero, invece, è il tuning estetico: è possibile cambiare gli specchietti, i paraurti e le luci, anche in questi casi però annotando sulla carta di circolazione i cambiamenti fatti se i nuovi pezzi montati hanno caratteristiche diverse da quelle di serie. Soprattutto i fari devono avere dei requisiti minimi di visibilità che non è possibile superare né in difetto né in eccesso. La macchina non può diventare un “albero di Natale”: le luci sono ammesse solo negli appositi spazi previsti per quel veicolo. Ecco perché le luci che si proiettano a terra non sono consentite.

Gli spoiler o le minigonne possono essere montati se non hanno bordi spigolosi o taglienti e se le loro dimensioni non eccedono la sagoma dell’autovettura (non devono quindi sporgere fuori in larghezza e neppure sovrastare l’altezza della macchina).

Anche qui le sanzioni sono severe: le modifiche di tuning non consentite o non autorizzate costano una multa di 430 euro più il ritiro del libretto.

Si può modificare l’impianto di scarico dell’auto?

È possibile sostituire l’impianto di scarico dell’auto? Se sì, a quali condizioni?

Le modifiche all’impianto di scarico rientrano nel tuning meccanico di cui abbiamo appena parlato: è quindi possibile cambiare i componenti con altri più potenti e “sportivi” nello scarico a condizione di utilizzare prodotti compatibili con l’omologazione del modello e sempre aggiornando la carta di circolazione. 

Attenzione alle marmitte: via libera alla modifica, sostituendole con altre più grandi e potenti, soltanto se si rientra nei limiti di rumorosità stabiliti dalla normativa. È necessario evitare quelle non filtrate e non silenziate, che sono valide solo per le macchine da competizione e non per quelle che circolano sulle strade.

Anche per queste modifiche, se non sono omologate e autorizzate, la multa è la stessa dei casi precedenti: una sanzione pecuniaria che parte da 431 euro e in aggiunta il ritiro della carta di circolazione.

Si possono modificare gli interni dell’auto?

Ultime tipiche domande di chi fa tuning: è possibile modificare i sedili dell’auto, ad esempio, inserendo la roll cage all’interno dell’abitacolo? È lecito svuotare l’auto internamente (ad esempio, i sedili posteriori allo scopo di alleggerire l’auto)?

Le modifiche agli interni dell’auto sono un po’ più libere di quelle esterne, ma non del tutto: anche qui ci sono dei vincoli da rispettare, primo fra tutti quello di non modificare le caratteristiche funzionali della vettura. 

Ad esempio, chi vuol rimuovere del tutto i sedili posteriori per creare più spazio nell’abitacolo può farlo solo temporaneamente, come nel caso di un trasloco, altrimenti il veicolo cambierebbe classe (da trasporto di persone a trasporto di cose).

Ovviamente, non è legale eliminare i sedili anteriori, quello del conducente e del passeggero a fianco, a meno che si non voglia guidare alla Mr. Bean, con la differenza che si rischierebbe il sequestro del mezzo. 

I nuovi modelli dei sedili scelti non devono mai compromettere la visibilità interna per il guidatore e la sua capacità di manovrare i comandi della macchina.

Chi vuol mettere la roll cage, la barra protettrice, deve preoccuparsi di farlo con un modello già omologato e non con un prodotto di costruzione artigianale. La progettazione richiede calcoli tecnici riservati agli ingegneri ed altri specialisti.

Per installare la roll cage a bordo dell’auto, si deve avere il nulla osta della propria Motorizzazione provinciale, che verificherà scrupolosamente le caratteristiche ed anche l’imbullonatura o saldatura, per preservare la sicurezza degli occupanti del veicolo; spesso, non è facile ottenere l’autorizzazione per questi prodotti, che comunque sono sconsigliati per le automobili normali e sono utili solo sulle macchine da rally in quanto proteggono da urti e ribaltamenti.

Si possono oscurare i vetri?

I vetri oscurati tutelano la privacy ma soprattutto danno l’idea che, all’interno dell’auto, vi sia un personaggio importante o famoso. Tuttavia, in Italia, non è consentito circolare con cristalli che oscurino del tutto l’interno dell’abitacolo. Inoltre, i vetri che interessano la visuale del conducente per 180 gradi (parabrezza, finestrini laterali anteriori) non possono essere né oscurati, né coperti. I vetri oscurati sono pertanto ammessi, purché consentano di vedere all’interno dell’auto.

È possibile utilizzare delle pellicole sui vetri laterali posteriori e sul lunotto posteriore (a patto che siano presenti i retrovisori su entrambi i lati della vettura), sempre che sia presente il marchio identificativo del costruttore e che siano omologate per il vetro sulle quali sono applicate. 



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