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Età per la pensione

11 Dicembre 2021 | Autore:
Età per la pensione

Requisito anagrafico per il diritto alla pensione: qual è, come aumenta nel tempo, durata del blocco degli adeguamenti periodici.

Che cos’è l’età pensionabile? Si tratta del requisito anagrafico per accedere alla pensione: solitamente, quando si parla di età per la pensione ci si riferisce al requisito necessario per raggiungere la pensione di vecchiaia ordinaria [1], ad oggi pari a 67 anni.

La pensione di vecchiaia, però, non è l’unico trattamento che preveda dei requisiti di età. Una soglia anagrafica minima è prevista, ad esempio, per la pensione anticipata contributiva, pari a 64 anni, per la pensione quota 100, pari a 62 anni, per la pensione di vecchiaia anticipata per invalidità, per il pensionamento per vecchiaia in regime di totalizzazione, per l’opzione donna…

Puoi osservare tutti i requisiti anagrafici attualmente previsti in Guida Inps ai requisiti per la pensione.

L’età pensionabile, peraltro, non rimane sempre uguale, ma viene incrementata in base agli adeguamenti alla speranza di vita media.

Gli adeguamenti alla speranza di vita si applicano non solo alle pensioni per il cui conseguimento è prevista un’età minima, ma anche alle pensioni che prevedono il solo requisito contributivo, come la pensione anticipata ordinaria: in questi ultimi casi, naturalmente, ad aumentare non è l’età, ma sono gli anni di contributi.

Gli adeguamenti periodici non si applicano ai lavoratori per i quali viene meno l’abilitazione allo svolgimento della specifica attività lavorativa per il raggiungimento di un determinato limite di età. Questo è quanto accade, ad esempio, in merito agli autoferrotramvieri: qualora, a seguito del giudizio d’idoneità, il titolo abilitante non sia rinnovato, l’età per la pensione di vecchiaia è pari a 60 anni e sono applicate finestre di attesa pari a 3 mesi.

Bisogna poi osservare, per quanto riguarda le gestioni di previdenza dei liberi professionisti, che gli adeguamenti alla speranza di vita si applicano in modo differente, a seconda di quanto stabilito negli specifici regolamenti degli enti.

Come si calcola l’aspettativa di vita?

I requisiti per la pensione sono collegati alla speranza di vita media [2]: in sostanza, parallelamente all’incremento dell’aspettativa di vita registrato periodicamente dall’Istat sono incrementati, di conseguenza, i requisiti (di età o contribuzione, a seconda della tipologia di trattamento) richiesti per la pensione.

A partire dal 2021, l’aspettativa è calcolata considerando la media del biennio immediatamente precedente, confrontata con la media del biennio ancora anteriore.

Nel caso in cui si riscontri una diminuzione della speranza di vita media, il decremento è scomputato dall’incremento che sarà eventualmente verificato per il biennio successivo: non si realizza quindi un calo dell’età pensionabile, ma solo un congelamento dei requisiti. L’adeguamento dell’età di pensionamento alla speranza di vita, in ogni caso, viene verificato ogni due anni.

Come aumenterà l’aspettativa di vita?

L’elevato numero di morti per la pandemia ha causato un brusco calo della speranza di vita, che si è ridotta di 1,2 anni nel 2020, attestandosi a 79,7 anni per gli uomini e 84,4 anni per le donne.

La nuova speranza di vita media bloccherà gli adeguamenti dei requisiti per la pensione, che resteranno gli attuali sino al 31 dicembre 2024. I requisiti dovrebbero poi salire di due mesi nel biennio 2025/2026.

Qual è ad oggi l’età pensionabile?

L’età pensionabile, presso le gestioni Inps, varia a seconda della tipologia di trattamento richiesto:

  • pensione di vecchiaia (per la quale sono richiesti 20 anni di contributi- 15 in caso di deroga):
    • ordinaria: 67 anni;
    • contributiva: 71 anni (ma con un minimo di 5 anni di contributi);
    • anticipata per invalidità: 56 anni per le donne, 61 per gli uomini;
    • per addetti a lavori gravosi: 66 anni e 7 mesi;
    • in regime di totalizzazione: 66 anni;
  • pensione quota 100 (che richiede 38 anni di contributi): 62 anni;
  • opzione donna (che richiede 35 anni di contributi): 58 anni per le dipendenti, 59 per le autonome; tutti i requisiti devono essere maturati entro il 31 dicembre 2020, salvo future proroghe;
  • pensione anticipata contributiva (che richiede 20 anni di contributi e un importo almeno pari a 2,8 volte l’assegno sociale): 64 anni;
  • pensione di anzianità per addetti a lavori usuranti e ai turni notturni (che richiede 35 anni di contributi):
    • 61 anni e 7 mesi, per addetti ai lavori usuranti e notturni con almeno 78 notti l’anno;
    • 62 anni e 7 mesi, per addetti ai lavori usuranti e notturni con almeno 78 notti l’anno, con contribuzione di lavoro autonomo;
    • 62 anni e 7 mesi, per addetti ai turni notturni con un numero di notti da 72 a 77;
    • 63 anni e 7 mesi, per addetti ai turni notturni con un numero di notti da 72 a 77, con contribuzione di lavoro autonomo;
    • 63 anni e 7 mesi, per addetti ai turni notturni con un numero di notti da 64 a 71;
    • 64 anni e 7 mesi, per addetti ai turni notturni con un numero di notti da 64 a 71, con contribuzione di lavoro autonomo.

Per approfondire: Quali sono i requisiti per andare in pensione?

Futuri aumenti della speranza di vita

Tolto l’attuale blocco della speranza di vita media, dovuto alla pandemia, la tendenza sarà quella di una crescita di questo parametro o di un decremento?

La risposta, in base ai dati attuali, sembrerebbe differire a seconda del reddito.

Pare infatti che stia diffondendosi sempre più, principalmente nei paesi più ricchi dell’occidente, la ricerca di sostanze o modifiche genetiche che possano garantire una vita lunga e soprattutto senza i fastidiosi e invalidanti acciacchi che l’invecchiamento comporta.

Per chi aumenterà la speranza di vita?

I trattamenti anti-invecchiamento, una volta scoperti, saranno- almeno inizialmente- destinati ad un’élite ristretta di ultraricchi, gli stessi che ora stanno investendo capitali cospicui in società ed aziende che stanno cercando di mettere a punto trattamenti di ringiovanimento o di estensione della vita media.

Una società che sta sperimentando nuove tecniche di ringiovanimento e di allungamento della durata della vita è Altos Labs, che ha convinto a finanziare le ricerche perfino Jeff Bezos, il fondatore di Amazon, assieme a Yuri Milner, un miliardario russo investitore di Facebook.

Altos Labs è stata fondata nel 2021 e raccoglie investimenti per trovare tecniche genetiche e farmacologiche di ringiovanimento e crescita della durata della vita, riuscendo fino ad oggi ad ottenere 270 milioni di dollari dagli investitori.

L’obiettivo principale di questa società è quello di ringiovanire le cellule riprogrammandole, per farle regredire ad uno stadio embrionale.

Ma Altos Labs non è la sola a compiere questo tipo di ricerche: altre società stanno tentando di trovare il modo per far ringiovanire le cellule, come Life Biosciences, Turn Biotechnologies, Agex Therapeutics.

Come si può vedere, è nato un vero e proprio importante business nel settore del ringiovanimento: con tutta probabilità, però, i favolosi incrementi della speranza di vita e, di conseguenza, dell’età pensionabile, resteranno tali soltanto per una fascia ristretta della popolazione, non abbastanza numerosa per influire sulla panoramica generale.

Peraltro, bisogna sottolineare che, ad oggi, nessuna azienda è riuscita ad ottenere risultati tangibili sull’allungamento della vita umana senza effetti collaterali: questo, comunque, non scoraggia investitori e scienziati, sempre più convinti dell’importanza delle scoperte per migliorare la qualità della vita delle persone.


note

[1] Art. 24 co. 6 DL 201/2011.

[2] Art. 12, Co. 12-Bis, DL 78/2010; Art.24, Co.13, DL 201/2011.

Autore immagine: pixabay.com


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