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Conto cointestato: il superstite può disporre di tutta la somma?

11 Dicembre 2021
Conto cointestato: il superstite può disporre di tutta la somma?

Alla morte del coniuge, il superstite può prelevare tutti i soldi depositati in banca?

Tuo marito è morto da pochi giorni a causa di un male incurabile. Eri preparata al peggio fin dall’inizio, ma adesso devi prendere in mano le redini della situazione. Ci sono, infatti, tanti aspetti burocratici da risolvere, uno dei quali riguarda i soldi depositati in banca di cui sei contitolare. In questo articolo faremo il punto della situazione sul conto contestato: il superstite può disporre di tutta la somma? Cosa prevede la legge?

In circostanze del genere, vale a dire quando si verifica il decesso di uno degli intestatari, la banca, a seconda dei casi, congela il conto o la quota fino alla chiusura della successione. Ma procediamo con ordine e cerchiamo di sciogliere ogni dubbio sulla questione.

Conto cointestato: cosa vuol dire?

Prima di addentrarci nell’argomento, devi sapere che un conto è cointestato quando due o più persone sono contitolari di una somma di denaro per una quota uguale (ad esempio, 50% e 50%) o diversa (ad esempio, 30% e 70%).

Il conto cointestato può essere:

  • a firma congiunta: vuol dire che per disporre delle somme depositate è necessario ottenere la firma e il consenso di tutti gli altri intestatari;
  • a firma disgiunta: in tal caso, ciascun contitolare può effettuare qualsiasi operazione autonomamente, cioè senza prima chiedere il permesso agli altri.

Il conto cointestato può avere anche natura ibrida, nel senso che i contitolari possono stabilire che alcune operazioni vengano effettuate congiuntamente ed altre disgiuntamente.

Conto cointestato: che succede in caso di morte del contitolare?

Partiamo da un esempio.

Tizio e Caia sono sposati e hanno aperto un corrente cointestato per depositare i loro risparmi. Un giorno, però, Tizio muore a causa di un incidente stradale.

Ebbene, nell’esempio riportato, possono verificarsi due situazioni:

  • se il conto è a firma disgiunta, il contitolare superstite (nell’esempio Caia) potrà disporre della sua quota (ad esempio, il 50%), mentre l’altra metà sarà congelata dalla banca in attesa che si concluda la pratica di successione;
  • se il conto è a firma congiunta, l’intero conto sarà bloccato fino alla conclusione del procedimento di successione.

Pertanto, si provvede alla liquidazione dei soldi giacenti in banca al momento del decesso solo dopo aver accertato chi sono gli eredi del contitolare ormai defunto. In altre parole, la banca dapprima riceve la copia della dichiarazione di successione (ossia il documento che contiene l’elenco di tutti i beni compresi nell’eredità da presentare all’Agenzia delle Entrate per il pagamento delle relative imposte) e, successivamente, sblocca il conto per distribuire le rispettive quote. Si tratta, in buona sostanza, di una precauzione onde evitare che qualcuno si appropri indebitamente dei soldi depositati.

Tuttavia, la dichiarazione di successione non va presentata nei seguenti casi:

  • se l’eredità è devoluta al coniuge (moglie o marito) ed ai parenti in linea retta del defunto (nonni, genitori, figli e nipoti). Inoltre, è necessario che l’intero valore dell’asse ereditario non superi i 100 mila euro e non comprenda beni immobili o diritti reali immobiliari. In tal caso, occorre presentare alla banca un documento che certifica la qualità di eredi ed attesti l’esonero dalla presentazione della dichiarazione di successione;
  • se, prima della scadenza di un anno dalla morte del de cuius, i chiamati hanno rinunciato all’eredità oppure hanno chiesto la nomina di un curatore.

Conto cointestato: il superstite può disporre di tutta la somma?

In presenza di un conto corrente bancario intestato a due persone, in particolare a due coniugi, si presume che entrambe siano titolari del rapporto. Tuttavia, bisogna fare delle precisazioni.

In caso di decesso di uno dei contitolari, se il conto è a firma disgiunta la banca non può impedire al singolo cointestatario, anche dopo la morte dell’altro titolare del rapporto, di poter disporre delle somme depositate. Naturalmente, vi è la necessità, da parte dell’istituto, di verificare la correttezza di tale attività nell’ambito dei rapporti interni tra il cointestatario superstite e gli eredi del deceduto.

Secondo l’orientamento giurisprudenziale prevalente, in presenza di un conto cointestato con facoltà degli intestatari di compiere operazioni sia attive che passive anche in maniera disgiunta, la banca non può impedire al contitolare superstite di disporre dell’intera somma presente sul conto, ossia anche di quella destinata alla successione.

Ne consegue che eventuali eredi del defunto, al fine di tutelare i propri diritti successori, devono agire unicamente nei confronti del cointestatario, ma non nei confronti della banca.

Inoltre, potrebbe accadere che il conto sia stato alimentato solamente dallo stipendio del correntista deceduto. In tal caso, si parla di contitolarità simulata. Pensa, ad esempio, al conto intestato sia al marito sia alla moglie, ma che in realtà è alimentato solamente dal primo. In questa ipotesi, le somme presenti sul conto cointestato passeranno in successione e il superstite non potrà vantare alcuna titolarità su tali importi. Gli eredi, però, devono dimostrare che le somme depositate siano il frutto dei redditi di un solo cointestatario.

 



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