Servizi pubblici: disattivate tutte le password

27 Settembre 2021 | Autore:
Servizi pubblici: disattivate tutte le password

Arriva l’obbligo dello Spid per comunicare con i portali Internet della Pubblica Amministrazione. Il passaggio non interessa per ora professionisti e aziende.

Da venerdì 1° ottobre 2021, senza lo Spid (il Sistema pubblico di identità digitale) non è possibile accedere ai servizi online della Pubblica Amministrazione. Restano, infatti, disattivate tutte le password utilizzate fino a quel giorno per comunicare via Internet con gli Enti pubblici (Agenzia delle Entrate, Inail, Inps, Comune, ecc.). Le uniche due alternative allo Spid sono la carta d’identità elettronica e la carta nazionale dei servizi (la tessera sanitaria) che, però, possono richiedere degli appositi lettori.

Questa «rivoluzione» delle credenziali interessa per adesso solo i cittadini. Professionisti e aziende devono ancora attendere la data in cui dire addio alle attuali password e utilizzare solo lo Spid, data che arriverà con un Dpcm o con un decreto del ministero dell’Innovazione tecnologica. Vediamo che cosa cambia dal 1° ottobre.

Che cos’è lo Spid?

Spid significa Sistema pubblico di identità digitale. Si effettua un login collegato a una casella di posta elettronica che consente l’accesso ai servizi online della Pubblica Amministrazione: dal 730 precompilato sul sito dell’Agenzia delle Entrate al cassetto previdenziale dell’Inps, alla prenotazione via Internet di una visita medica tramite il proprio fascicolo sanitario. L’accesso è fattibile sia da computer sia da tablet o da smartphone.

Inoltre, con lo Spid è possibile ricevere le comunicazioni digitali del Comune, dell’Inps, dell’Agenzia delle Entrate e di tutte le altre amministrazioni.

Come ottenere lo Spid?

Lo Spid viene rilasciato da uno dei cosiddetti identity provider, cioè delle società accreditate dall’Agenzia per l’Italia digitale che forniscono e gestiscono questo tipo di credenziale, previa identificazione del cittadino. Ciò significa che la richiesta dello Spid non può essere delegata a qualcuno ma deve essere fatta dal diretto interessato sia in presenza sia a distanza.

Gli identity provider ai quali è possibile, ad oggi, richiedere lo Spid, sono:

  • Sielte;
  • InfoCert S.p.a;
  • Poste Italiane S.p.a;
  • Intesa;
  • Namirial;
  • Aruba;
  • it;
  • Telecom Italia Trust Technologies Srl.

Ciascuno di loro fornisce diverse modalità di registrazione, gratuite o a pagamento.

Verrà richiesto per il rilascio dello Spid:

  • un indirizzo e-mail;
  • il numero del cellulare che viene utilizzato normalmente;
  • un documento di identità valido e con foto (quindi, uno tra: carta di identità, passaporto, patente);
  • la tessera sanitaria con il codice fiscale.

Spid: i livelli di sicurezza

Ci sono tre livelli di sicurezza dello Spid:

  • primo livello: permette di accedere ai servizi online attraverso un nome utente e una password scelti dal cittadino;
  • secondo livello: permette l’accesso attraverso un nome utente e una password scelti dal cittadino e attraverso la generazione di un codice temporaneo di accesso (one time password) o l’uso di un’app, fruibile attraverso un dispositivo (come uno smartphone);
  • terzo livello: prevede l’utilizzo di ulteriori soluzioni di sicurezza e di dispositivi fisici (ad esempio, una smart card) che vengono erogati dal gestore dell’identità.

Spid: chi lo deve usare dal 1° ottobre?

Come detto all’inizio, dal 1° ottobre 2021, le vecchie credenziali per comunicare con la Pubblica Amministrazione sono disattivate ed è necessario utilizzare lo Spid. Il passaggio, però, interessa i singoli cittadini, cioè le persone fisiche, mentre imprese e professionisti dovranno aspettare la comunicazione della data dello switch off.



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