Avvocati: nuovo potere di autenticare gli atti

16 Giugno 2014
Avvocati: nuovo potere di autenticare gli atti

Si modifica anche l’orario di apertura delle cancellerie e viene introdotto il domicilio digitale dell’avvocato.

 

Rendere più agile ed efficace il processo civile telematico. È questo l’obiettivo degli interventi normativi pensati dal ministro della Giustizia, Andrea Orlando, per risolvere alcune delle criticità segnalate dai tavoli tecnici partecipati da avvocati e magistrati e che in parte hanno trovato spazio nel decreto legge approvato dal Consiglio dei ministri di venerdì scorso.

Si tratta di misure che dovranno passare al vaglio del Parlamento prima di diventare definitive.

Intanto, si consente agli avvocati di autenticare atti e provvedimenti. Il che significa valorizzarne la funzione di pubblico ufficiale – che già gli si è riconosciuta per le notifiche a mezzo posta elettronica certificata – e produce il risultato di rendere interamente telematico il procedimento per ingiunzione: che sarà telematico dal deposito del ricorso all’estrazione di copie autentiche, passando attraverso l’emissione del decreto e (se del caso) la notifica a mezzo posta elettronica certificata.

Inoltre, si modifica l’orario di apertura delle cancellerie e, per l’effetto, si razionalizzano tempi e modi delle attività degli operatori della giustizia civile.

Tra le novità chieste c’è poi l’introduzione del domicilio digitale dell’avvocato, di modo che tutte le comunicazioni e notificazioni nel corso del giudizio vengano effettuate al suo indirizzo di posta elettronica certificata, anche se si tratta di avvocato che patrocina al di fuori del proprio foro di appartenenza e senza aver eletto domicilio.

Si disciplina, poi, la modalità dei depositi di atti e documenti che eccedono la dimensione massima della busta che contiene il deposito telematico. In questo caso, il deposito degli atti o dei documenti potrà essere eseguito inviando più messaggi di posta elettronica certificata.

Gli operatori avevano poi chiesto di eliminare la previsione della firma non digitale del teste o della parte. Questo per poter configurare come telematico anche il verbale di causa e raggiungere il risultato di un processo interamente telematico, dal deposito di atti di parte, al deposito di provvedimenti del giudice, comprendendo – nel mezzo – anche la certificazione delle attività compiute di fronte a quest’ultimo.

Tra le richieste formulate dagli operatori c’è poi l’adozione di accorgimenti tecnici che escludano la visibilità, alla controparte, dell’atto introduttivo di un sub-procedimento cautelare e del provvedimento in esso emanato inaudita altera parte (per evitare che le esigenze sottostanti restino frustrate).

Infine, l’avvocatura ha chiesto di prevedere la possibilità, per il legale del convenuto, di accreditarsi e accedere al fascicolo telematico (per estrarre copia dei documenti di parte attrice) prima della formale costituzione in giudizio.


note

Autore immagine: 123rf com


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