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“Addetto all’ufficio legale”: per i laureati in giurisprudenza non solo l’avvocatura

16 Giugno 2014
“Addetto all’ufficio legale”: per i laureati in giurisprudenza non solo l’avvocatura

Al top gli addetti negli uffici legali e negli studi: una nuova figura professionale come sbocco alla laurea in legge.

Non solo avvocati. In ogni settore o ambito di business, tutte le aziende con un ufficio legale rappresentano, potenzialmente, dei datori di lavoro per i laureati in giurisprudenza. E così la mansione di addetto alla divisione legal diviene uno degli sbocchi più importanti per chi decide oggi di intraprendere un percorso in ambito giuridico.

“La mansione di addetto all’ufficio legale – spiega Ilaria Ioppa, national recruitment specialist junior Talent First di Gi Group – prevede in ingresso, un’attività di supporto alle figure più senior dell’ufficio. Un’attività che riguarda gli aspetti legali legati, in prevalenza, al core business dell’azienda di riferimento, al diritto societario e al diritto del lavoro”.

Il primo obiettivo degli addetti junior consiste proprio nel mettere in relazione le strategie di business della propria azienda con lo scenario legale di riferimento, fruendo della collaborazione di studi specializzati per le questioni più delicate.

Il percorso di carriera “classico” prevede la possibilità di passare da addetto legale junior ad addetto legale senior e, infine, a responsabile ufficio legale. Secondo gli esperti di Gi Group, è possibile poi adottare un percorso di carriera orizzontale che permette agli addetti legali, con 2/4 anni di esperienza, di mettere le proprie competenze al servizio delle funzioni aziendali che per ragioni diverse richiedono più spesso il contributo dell’ufficio legale (come gli uffici acquisti, crediti e commerciale).

“Le caratteristiche trasversali richieste sono capacità di relazione, di mediazione e di conciliazione” conclude Ioppa. La retribuzione annua lorda varia a seconda della tipologia di inserimento: se non si parla di stage ma di forme contrattuali, va dai 20.000 ai 26.000 euro circa.

Oltre agli uffici e studi legali attraverso il classico percorso di praticantato, ci sono altri due settori in cui la laurea in giurisprudenza è richiesta in misura uguale a quella in economia: quello assicurativo e quello bancario. E poi, ancora, l’ambito commerciale, delle risorse umane e della consulenza. Luigi Rondanini, responsabile placement della Liuc rileva: “Da qualche anno, anche in concomitanza con la crisi economica, abbiamo constatato che i laureati in giurisprudenza sono sempre più aperti alle opportunità che vengono loro offerte dalle imprese e spesso da subito preferiscono questa strada a quella più classica del praticantato per le professioni legali”.

Tra i requisiti essenziali dei “giuristi d’impresa“, troviamo in testa l’inglese giuridico, preferibilmente “testato” attraverso le opportune certificazioni europee.



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1 Commento

  1. COMPLIMENTI OTTIMA OPPORTUNITA’ SONO ANCH’IO LAUREATO IN GIURISPRUDENZA CON VAROCORSI E ATTESTATI, CREDO CHE SIA UN OTTIMO SBOCCO PER NOI GIOVANI GRAZIE

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