Diritto e Fisco | Articoli

Condomino non convocato partecipa all’assemblea

28 Settembre 2021
Condomino non convocato partecipa all’assemblea

Omessa o tardiva convocazione in assemblea di condominio: che succede se ci si presenta?

Che succede se un condomino non convocato partecipa all’assemblea? 

Come noto, l’assemblea di condominio deve essere preceduta da un avviso, spedito a cura dell’amministratore almeno 5 giorni prima della riunione, contenente la data e l’ora della riunione in prima e seconda convocazione nonché l’ordine del giorno. 

L’omessa o tardiva convocazione invalida le eventuali decisioni prese in detta occasione. Tuttavia, a poter contestare tale vizio non sono tutti i condomini ma solo quello interessato al difetto di convocazione, colui cioè che non ha ricevuto l’avviso o che lo ha ricevuto senza il rispetto dei 5 giorni. Gli altri condomini non si possono sostituire a lui.

Ci si è posto il dubbio se, per impugnare la delibera, sia anche necessario non presentarsi in assemblea o se, invece, si possa comunque essere presenti, anche solo al fine di far rilevare il vizio e di metterlo a verbale. E, allora, che fare se il condomino non convocato partecipa all’assemblea? La risposta è stata fornita da una recente sentenza della Corte di Catanzaro, in linea con la precedente giurisprudenza [1]. Ecco cosa è stato detto in questa occasione.

Che fare se non si riceve l’avviso di convocazione all’assemblea condominiale?

Sicuramente, può impugnare l’assemblea condominiale chi, non avendo ricevuto la convocazione o avendola ricevuta in ritardo, ha deciso di non partecipare alla riunione. È suo diritto farlo anche se è stato avvisato di essa informalmente dall’amministratore o dagli altri condomini con il passaparola. L’avviso scritto è infatti una garanzia ineliminabile che serve a rendere edotto il condòmino dell’oggetto della discussione e dell’eventuale voto da adottare in tale occasione.

Chi è stato assente, dunque, può rivolgersi al giudice entro 30 giorni da quando ha avuto conoscenza della delibera ossia da quando l’amministratore gli ha spedito il verbale della riunione.

Al contrario, la presenza del condomino in assemblea sana l’omessa, tardiva o incompleta convocazione, a meno che questi si limiti a partecipare solo per contestare il vizio, quindi senza prendere parte alle votazioni.

Potrebbe succedere che l’interessato, avendo avuto comunque notizia informale della riunione di condominio, si presenti per far rilevare l’errore in cui è incorso l’amministratore. In tale occasione, sarà compito del presidente dell’assemblea verificare la correttezza di tali affermazioni e, conseguentemente, interrompere subito la riunione. Del resto, dovrebbe essere proprio il presidente stesso, prima di dare inizio alle discussioni, a verificare non solo il rispetto dei quorum ma anche la correttezza delle comunicazioni. Comunicazioni che, si ricorda, possono essere fatte con raccomandata a.r., fax, pec o lettera consegnata a mani. Tutte le altre forme sono illegittime (si pensi all’avviso posto nella cassetta delle lettere o sul portone condominiale, all’e-mail semplice o all’sms).

È tesi ormai consolidata in giurisprudenza quella secondo cui, pur a fronte del vizio dell’avviso di convocazione, la presenza del condomino in assemblea costituisce una sorta di tacita acquiescenza che elimina il vizio stesso, impedendo la contestazione in un successivo momento dinanzi al giudice. Tuttavia, se il condomino si limita a partecipare solo per evidenziare l’omessa, tardiva od incompleta convocazione non si ha alcun effetto sanante. 

Approfondimenti

Per ulteriori informazioni leggi i seguenti articoli:


In tema di impugnazioni di delibere condominiali, la presenza del condomino all’assemblea sana una convocazione omessa, tardiva o incompleta, solo nel caso in cui il condomino partecipi all’assemblea senza contestare il vizio della convocazione, perché solo in tal caso si forma l’acquiescenza sanante.

note

[1] C. App. Catanzaro, sent. n. 808/21 del 1.06.2021.

Autore immagine: depositphotos.com

Corte d’Appello Catanzaro, Sezione 1, Civile, Sentenza 1 giugno 2021 n. 808 Data udienza 27 maggio 2021

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

CORTE D’APPELLO DI CATANZARO

SEZIONE PRIMA CIVILE

La Corte di Appello, riunita in Camera di Consiglio, così composta:

1) Dott. Antonella Eugenia Rizzo – Presidente

2) Dott. Antonio Rizzuti – Consigliere

3) Dott. Beatrice Magarò – Consigliere-Relatore

ha pronunciato la seguente

SENTENZA

Nella causa civile in grado d’Appello, iscritta al n. 1411 del Registro Generale degli Affari Contenziosi Civili dell’anno 2015 e vertente

TRA

Condominio “(…)” in persona del suo amministratore pro tempore dott. (…), rappresentato e difeso, congiuntamente e disgiuntamente, dagli avvocati Ro.Ma. e Li.El. ed elettivamente domiciliati in Catanzaro alla via (…), presso lo studio dell’Avv. En.Cu..

appellante

CONTRO

(…), rappresentato e difeso dall’Avv. Fi.Ni., presso il cui studio sito in Cariati, via (…), è elettivamente domiciliato; appellato

OGGETTO: Impugnazione delibera condominiale in appello avverso Sentenza Tribunale di Castrovillari RAGIONI DI FATTO E DI DIRITTO DELLA DECISIONE

Lo svolgimento del processo e le difese svolte dalle parti nel giudizio di prime cure sono adeguatamente compendiati nella sentenza impugnata nei termini che di seguito si trascrivono. Con atto di citazione, notificato il 28.08.2014, il sig. (…) conveniva in giudizio il signor L.F. in qualità di amministratore del palazzo Libero per dichiarare nulla la delibera assembleare dell’ 11.08.2014. Assumeva, in particolare, un difetto di convocazione della predetta assemblea, essendo stato l’avviso inviato ad un indirizzo errato e senza il rispetto dei cinque giorni liberi tra convocazione e adunanza. Lamentava, inoltre, nel merito, l’errata ripartizione delle spese, assumendo che alcuni esborsi posti a suo carico erano stati saldati. Si costituiva in giudizio il convenuto, il quale contestava le avverse deduzioni chiedendo il rigetto della domanda di cui deduceva l’infondatezza e l’improcedibilità.

  

 Con sentenza n. 562/2015, pubblicata in data 28-09-2015, il Tribunale di Castrovillari, definitivamente pronunciando sulla causa in oggetto, così provvedeva:

– “accoglie la domanda e, per l’effetto, annulla la Delib. assembleare del 18 agosto 2014;

– Condanna parte convenuta alla rifusione in favore dell’attore delle spese processuali che liquida in Euro 125,00 per esborsi ed Euro 1.200,00 per compensi, oltre IVA, CAP e rimborso forfettario per legge che distrae, ex art. 93 c.p., in favore del procuratore costituito dichiaratosi antistatario”.

Avverso la predetta decisione proponeva appello il Condominio “(…)”, con atto di citazione notificato in data 27.10.15, deducendo espressamente : a) assoluta infondatezza della sentenza di primo grado; b) travisamento confusionario dei presupposti di fatto e quindi di diritto c) motivazione contraddittoria e fondata su dati inesistenti; d) errata lettura delle prove documentali del giudizio.

Concludeva, pertanto, come in epigrafe.

Ritualmente instaurato il contradditorio, si costituiva (…), il quale contestava le avverse deduzioni, deducendo l’infondatezza e l’inammissibilità dell’appello, nonché, in via preliminare l’inesistenza e/o nullità dell’atto di citazione notificato, concludendo come in epigrafe.

All’udienza del 16.02.21 la causa veniva trattenuta in decisione. L’appello è infondato e non può trovare accoglimento.

Preliminarmente, va esaminata l’eccezione di inesistenza/nullità dell’atto di citazione in appello per mancanza della firma digitale, sollevata dal Sig. (…).

Sotto tale profilo, ritiene la Corte di condividere il principio secondo cui, l’irritualità della notificazione di un atto a mezzo di posta elettronica certificata non ne comporta la nullità se la consegna telematica ha comunque prodotto il risultato della conoscenza dell’atto e determinato così il raggiungimento dello scopo legale (Sez. U, Sentenza n. 23620 del 28/09/2018; Sez. U, Sentenza n. 7665 del 18/04/2016).

Più in generale, però, deve dirsi che anche per le notifiche a mezzo PEC opera il principio della sanatoria della nullità, se l’atto ha raggiunto il suo scopo, ex art. 156 c.p.c., comma 3, (Sez. U, Sentenza n. 7665 del 18/04/2016).

Nel caso di specie , peraltro, l’atto d’appello risulta sottoscritto cosi come la Procura e nella relata di notifica è stata attestata la conformità della copia all’originale.

Quanto al merito, in riferimento all’assemblea di giorno 11.08.2014, tenutasi in seconda convocazione, va evidenziato che l’art. 66 c. 3 disp. att. c.c. – a tal riguardo – dispone che: “L’avviso di convocazione, contenente specifica indicazione dell’ordine del giorno, deve essere comunicato almeno cinque giorni prima della data fissata per l’adunanza in prima convocazione, a mezzo di posta raccomandata, posta elettronica certificata, fax o tramite consegna a mano, e deve contenere l’indicazione del luogo e dell’ora della riunione.

In caso di omessa, tardiva o incompleta convocazione degli aventi diritto, la deliberazione assembleare è annullabile ai sensi dell’articolo 1137 del codice su istanza dei dissenzienti o assenti perché non ritualmente convocati”.

Costituisce, inoltre, ius receptum il principio secondo cui, in tema di impugnazioni di delibere condominiali, la presenza del condomino all’assemblea sana una convocazione omessa, tardiva o incompleta, solo nel caso in cui il condomino partecipi all’assemblea senza contestare il vizio della convocazione, perché solo in tal caso si forma l’acquiescenza sanante.

Diversamente, nel caso in cui, nel corso dell’assemblea emerga detta constatazione, si pone in essere una condotta contraria all’acquiescenza che impedisce la sanatoria.

Orbene, nel caso di specie, dal verbale di assemblea dell’11.08.14 (in seconda convocazione) si evince che (…), seppur presente ha fatto rilevare che l’avviso di convocazione è stato erroneamente inviato a (…), evidenziando di essere “il legittimo proprietario dell’unità adibita a negozio sin dal 30.04.09 e che la lettera del 23.03.13 esibita dall’amministratore, nella quale il (…) dichiara che proprietario del succitato locale è (…), è un falso”.

Pacifica, peraltro, oltre che documentalmente provata è la circostanza che l’avviso sia stato inviato a (…) e non a (…), effettivo titolare dell’unità immobiliare in oggetto

A tale rilievo, relativo all’irritualità della convocazione, consegue la declaratoria di nullità della delibera, dovendosi , pertanto ritenere corretta la decisione impugnata, atteso che l’intempestiva o omessa comunicazione al condomino della data fissata per l’assemblea , implica, ai sensi dell’art. 1137 c.c., contrarietà alla legge della deliberazione assembleare atta a cagionarne l’annullamento , a prescindere dal suo contenuto decisionale o meramente programmatico, poiché risulta viziato il processo formativo per violazione del diritto di intervento e di voto del condominio (cfr. ex plurimis Cass. Civ. 5084/93)

Le spese di giudizio seguono la soccombenza e vengono liquidate come da dispositivo, alla luce dei parametri di cui al D.M. n. 55 del 2014, aggiornati al D.M. n. 37 del 8 marzo 2018, avuto riguardo allo scaglione relativo alle cause di valore compreso tra Euro 1.101,00 ed Euro 5.200,00 con riferimento al fatto che si tratta di controversia di limitata complessità, considerate le seguenti fasi studio controversia (Euro 255,00); introduttiva (Euro 255,00), decisionale (Euro 405,00), per un totale pari ad Euro 915,00.

Il rigetto integrale dell’impugnazione comporta la declaratoria, ai sensi dell’art. 13, comma 1-quater, del D.P.R. n. 115 del 2002, dell’obbligo dell’appellante di pagare l’ulteriore importo, a titolo di contributo unificato, pari a quello eventualmente dovuto per l’appello, mentre restano demandate in sede amministrativa le verifiche sull’effettiva sussistenza dell’obbligo di pagamento (cfr. Cass. Civ. 13055/18).

P.Q.M.

La Corte d’Appello di Catanzaro – I Sezione Civile – definitivamente pronunciando sull’appello proposto dal Condominio “(…)”, avverso la sentenza n. 562/2015 emessa dal Tribunale Ordinario di Castrovillari e pubblicata in data 28.09.2015 ogni contraria istanza, deduzione ed eccezione disattesa – così provvede:

– Rigetta l’appello e, per l’effetto, conferma la sentenza impugnata.

Condanna l’appellante alla rifusione delle spese di lite del presente giudizio che liquida in Euro 915,00, per compenso professionale, oltre accessori di legge.

Dichiara che sussistono i presupposti di cui all’art.13 comma 1-quater del D.P.R. n. 115 del 2002, per porre a carico dell’appellante l’ulteriore importo pari, a titolo di contributo unificato, pari a quello dovuto per l’impugnazione.

Così deciso in Catanzaro il 27 maggio 2021. Depositata in Cancelleria l’1 giugno 2021.

 


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube