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Pensione di vecchiaia agevolata

13 Dicembre 2021 | Autore:
Pensione di vecchiaia agevolata

Pensionamento per vecchiaia con 5 o 15 anni di contributi o con deroga del requisito anagrafico: tutte le eccezioni.

La pensione di vecchiaia si ottiene soltanto con 67 anni di età e 20 di contributi, più l’importo soglia minimo per chi non ha contribuzione al 31 dicembre 1995? In realtà, no. Esistono infatti diverse tipologie di trattamenti pensionistici per vecchiaia erogati dall’Inps. La pensione di vecchiaia agevolata può prevedere un numero minore di anni di contributi rispetto ai 20 ordinariamente previsti: è il caso delle cosiddette deroghe Amato [1], che danno diritto al trattamento pensionistico con soli 15 anni di contributi.

Anche la pensione di vecchiaia contributiva Fornero [2] dà diritto a un requisito contributivo scontato, pari a soli 5 anni di versamenti: questa pensione si ottiene però con 71 anni di età ed è riservata alle persone prive di contributi ante 1996, o che hanno optato per il computo presso la gestione Separata.

Per quanto riguarda il requisito di età, la pensione di vecchiaia anticipata per invalidità dà diritto ad ottenere il trattamento con un minimo di 56 anni per le donne e 61 per gli uomini, con l’attesa di una finestra di 12 mesi. Un requisito anagrafico ancora più basso è previsto per i non vedenti. Peraltro, le deroghe al requisito anagrafico e contributivo si possono combinare.

Requisito anagrafico più leggero, grazie all’applicazione di peculiari agevolazioni, anche per gli appartenenti al comparto Difesa, sicurezza e soccorso, per alcuni iscritti all’ex Enpals e per determinate categorie di lavoratori, quali autoferrotranvieri, marittimi, appartenenti al Fondo volo.

Per gli addetti ai lavori gravosi con 30 anni di contributi e non beneficiari dell’Ape sociale, il requisito anagrafico è bloccato al 2019 e pari a 66 anni e 7 mesi di contribuzione.

Chiude il cerchio la pensione di vecchiaia in regime di totalizzazione, ma non inganni: il requisito di età alleggerito, pari a 66 anni, è in realtà appesantito da una finestra di attesa di 18 mesi. Ma approfondiamo meglio alcune di queste deroghe alla pensione di vecchiaia.

Pensione di vecchiaia in regime di cumulo

Una prima agevolazione, riguardo alla possibilità di ottenere la pensione di vecchiaia, riguarda la possibilità di maturare il requisito contributivo per il trattamento in regime di cumulo [3]. Grazie al cumulo, è possibile sommare la contribuzione maturata presso gestioni di previdenza obbligatoria differenti, comprese le casse dei liberi professionisti. Può essere così ottenuta la pensione di vecchiaia con:

  • almeno 67 anni di età;
  • almeno 20 anni di contributi;
  • per coloro che non possiedono contribuzione al 31 dicembre 1995, con un importo minimo di pensione almeno pari a 1,5 volte l’assegno sociale [4].

Pensione di vecchiaia con 15 anni di contributi

Il requisito contributivo per la pensione di vecchiaia, normalmente pari a 20 anni, in determinati casi, può essere ridotto a 15 anni.

Possono ottenere questo speciale beneficio i destinatari delle cosiddette deroghe Amato, ossia coloro che hanno almeno 15 anni di contributi al 31 dicembre 1992, che possiedono l’autorizzazione al versamento dei contributi volontari entro la stessa data oppure che, avendo almeno 15 anni di contribuzione da lavoro dipendente e 25 anni di anzianità di iscrizione, hanno svolto per almeno 10 anni lavoro discontinuo (più precisamente, devono figurare almeno 10 anni non integralmente contribuiti).

Peraltro, qualora l’interessato sia iscritto presso gestioni diverse, ma che contemplano tutte le deroghe al requisito contributivo, è possibile ottenere il trattamento con 15 anni di contributi in regime di cumulo.

Per approfondire, leggi: “Pensione con 15 anni di contributi“.

Pensione di vecchiaia con 5 anni di contributi

I lavoratori privi di contribuzione al 31 dicembre 1995, che non siano riusciti a raggiungere la pensione di vecchiaia ordinaria con 20 anni di contributi, possono ottenere il pensionamento per vecchiaia con soli 5 anni di contributi. In questo caso, però, il requisito anagrafico è fissato a 71 anni di età, sino al 31 dicembre 2024.

5 anni di versamenti devono essere effettivi: non sono considerati, nel requisito, i contributi figurativi. Non è prevista, in questo caso, alcuna soglia minima dell’assegno per ottenere la pensione.

Non è possibile, per chi possiede almeno un contributo al 31 dicembre 1995, ottenere questa pensione aderendo all’opzione contributiva [5], ma soltanto aderendo al computo presso la gestione Separata [6], quindi facendo confluire tutta la contribuzione posseduta presso questa cassa dell’Inps. Ciò che rileva per il diritto alla pensione di vecchiaia agevolata non è, infatti, il solo calcolo integralmente contributivo della pensione, ma l’acquisizione dello status di iscritto dal 1996 in poi, acquisizione che solo il computo offre.

Per approfondire, leggi: “Guida al computo presso la gestione Separata“.

Pensione di vecchiaia anticipata per invalidità

I soli lavoratori subordinati del settore privato, iscritti presso l’Assicurazione generale obbligatoria Inps o presso determinati fondi sostitutivi, possono ottenere la pensione di vecchiaia anticipata con:

  • un minimo di 61 anni di età se uomini, 56 anni se donne;
  • un minimo di 20 anni di contributi (15 anni, se beneficiari delle deroghe al requisito contributivo);
  • una finestra di attesa pari a 12 mesi;
  • il riconoscimento dell’invalidità pensionabile in misura almeno pari all’80%.

Per quanto riguarda il riconoscimento dell’invalidità pensionabile, non basta che il lavoratore sia in possesso del verbale con cui è riscontrata un’invalidità civile pari o superiore all’80%. Devono essere invece effettuati appositi accertamenti dalla commissione medica Inps, che vengono effettuati a seguito della presentazione della domanda di pensione.

Per i non vedenti, il requisito anagrafico minimo è pari a 51 anni per le donne ed a 56 anni per gli uomini. Per approfondire, leggi: “Requisiti per la pensione, guida Inps“.

Pensione di vecchiaia per addetti ai lavori gravosi

Il requisito anagrafico per la pensione di vecchiaia è agevolato, pari a 66 anni e 7 mesi di età, per gli addetti ai lavori gravosi, purché sussistano contemporaneamente i seguenti requisiti:

  • almeno 30 anni di contributi;
  • non risultino beneficiari dell’Ape sociale.

Altre agevolazioni per la pensione di vecchiaia

I requisiti anagrafici per il trattamento di vecchiaia possono risultare agevolati per numerose altre categorie di lavoratori, quali gli sportivi professionisti, militari, marittimi, iscritti al Fondo volo, al fondo trasporti.

Benefici particolari sono poi previsti dalle casse dei liberi professionisti, in base all’ordinamento di appartenenza.

Per approfondire, leggi: “Guida alla pensione di vecchiaia“.


note

[1] Art.2 Co.3 lett. a) e b) D.lgs. 503/1992.

[2] Art. 24 co. 7 DL 201/2011.

[3] Art. 1, co. 239 e ss., L. 228/2012.

[4] Per questi lavoratori, soggetti al calcolo interamente contributivo della pensione, si applica il regime di cumulo del D.lgs. 184/1997.

[5] Art. 1 co. 23 e ss. L. 335/1995.

[6] Art. 3 DM 282/1996.

Autore immagine: pixabay.com


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