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Quando l’autovelox fisso va autorizzato

29 Settembre 2021
Quando l’autovelox fisso va autorizzato

La contestazione differita della multa per eccesso di velocità può avvenire su determinate strade, solo previo provvedimento di autorizzazione del Prefetto. 

In gran parte dei casi, l’autovelox fisso va autorizzato dal Prefetto. In assenza di tale provvedimento (la cui visione rientra tra i diritti dell’automobilista), la contravvenzione è nulla e può essere impugnata innanzi al giudice o allo stesso Prefetto. Ma quando l’autovelox fisso va autorizzato? Ecco cosa prevede, a riguardo, la nostra legge.

L’installazione degli autovelox fissi ai margini della strada – quelli cioè che funzionano anche senza la presenza degli agenti – è soggetta a particolari limitazioni.

La regola generale impone ai poliziotti di fermare il conducente al momento dell’infrazione, in modo da consentirgli di difendersi subito, senza dover poi ricorrere al giudice. Si pensi al caso di un uomo che sta conducendo in ospedale il proprio figlio, gravemente ferito, e che pertanto richiami a propria difesa lo stato di necessità. In questi casi, si parla di «contestazione immediata» proprio perché la multa viene elevata nel momento stesso della commissione dell’illecito. È chiaro però che tale garanzia può operare solo laddove il pubblico ufficiale sia materialmente presente sul luogo. 

Ma, come noto, quando si tratta di autovelox fissi, non c’è nessuno a presidiarne il funzionamento, sicché la rilevazione della velocità avviene in modalità automatica. Gli agenti si limitano a lasciare l’apparecchio funzionante ai margini della strada per poi rilevare, in un momento successivo, le immagini scattate dalla fotocamera e, infine, compilare le multe spedendole a casa dei trasgressori. Si parla, in questo caso, di contestazione differita.

La contestazione differita è tuttavia l’eccezione e resta possibile solo laddove le particolari condizioni della strada non consentono di fermare il trasgressore nel momento stesso dell’infrazione (si pensi a un tratto dove la velocità di percorrenza è elevata, a una strada curvilinea o troppo piccola per consentire la sosta). 

A stabilire quando si possa procedere con la contestazione differita è il Prefetto. Quest’ultimo, infatti, a garanzia dell’automobilista, con apposito provvedimento individua preventivamente i tratti di strada più pericolosi ove possa essere posizionato l’autovelox fisso che operi in modalità automatica. 

L’autorizzazione del Prefetto è prevista però solo per gli autovelox (operanti in modalità automatica, cioè senza la presenza degli agenti) collocati su:

  • strade urbane;
  • strade urbane a scorrimento;
  • strade extraurbane secondarie.

In questi casi, dunque l’autovelox – che può funzionare in modalità automatica, senza la presenza della polizia – va autorizzato dal Prefetto. Solo a tali condizioni non esiste l’obbligo di contestazione immediata. Se così non fosse, ci sarebbe un illegittimo e arbitrario potere dell’amministrazione di installare ovunque e illimitatamente autovelox, senza la possibilità di difesa per i conducenti che vengono multati. 

In ogni caso il verbale elevato dalla polizia deve contenere gli estremi dell’ordinanza prefettizia, a pena di nullità. Inoltre, ogni automobilista, esercitando il proprio diritto di accesso agli atti amministrativi, può prendere visione del provvedimento stesso in originale prima di fare eventualmente ricorso contro la multa. Se poi, in caso di ricorso, la Prefettura non dovesse depositare una copia autentica dell’autorizzazione, il verbale verrebbe annullato.  

In sintesi, la polizia può installare autovelox ai bordi della strada e lasciare che questi funzionino in modalità automatica, senza cioè la presenza degli agenti ed evitando anche la contestazione immediata, solo sulle strade urbane, urbane a scorrimento, extraurbane secondarie e sempre che vi sia la previa autorizzazione del Prefetto. 



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