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Green pass in condominio: quando è obbligatorio

29 Settembre 2021 | Autore:
Green pass in condominio: quando è obbligatorio

Ci vuole la certificazione per partecipare all’assemblea? Portiere e custode sono tenuti ad esibirlo? Chi controlla quello dell’amministratore?

La regola dell’obbligo del Green pass nel mondo del lavoro vale anche per il condominio. Anche se il decreto che ha imposto praticamente ovunque la certificazione verde anti-Covid lascia ancora qualche lacuna (in particolare, in occasione dello svolgimento dell’assemblea), ci sono dei punti fermi su chi è tenuto ad avere in tasca l’ormai famoso «lasciapassare» dotato di QR Code.

Il punto di partenza resta sempre il decreto firmato dal Governo che impone, dal 15 ottobre e fino al 31 dicembre 2021 (giorno in cui, per ora, scade lo stato di emergenza) l’obbligo di essere in possesso e di esibire il Green pass per eseguire qualsiasi attività lavorativa, di formazione o di volontariato nei luoghi di lavoro, che si tratti di dipendenti, collaboratori, autonomi o addetti di una ditta esterna. La norma dice che il controllo della certificazione spetta al datore.

Come deve essere applicata questa regola in ambito condominiale? L’amministratore, nella veste di datore di lavoro, deve verificare che i dipendenti dello stabile abbiano la certificazione. Ciò significa che il portiere o il custode sono obbligati ad avere il Green pass e a mostrarlo all’amministratore su richiesta di quest’ultimo, dal 15 ottobre al 31 dicembre, per i dovuti controlli.

Diverso il caso degli addetti di un’impresa esterna che esegue dei lavori o delle prestazioni per il condominio. Si pensi, ad esempio, alla ditta che ha in appalto la sistemazione della facciata, del tetto o di un’altra parte dell’edificio, oppure a chi arriva ogni tanto a mettere a posto il giardino condominiale, ecc. In questi casi, la verifica del Green pass spetta al titolare della ditta esterna per la quale lavorano gli operai. Tuttavia, l’associazione che riunisce gli amministratori di condominio (Anaci) consiglia di chiedere «in via cautelativa alle imprese dichiarazione scritta che i loro dipendenti inviati presso il condominio siano muniti di Green pass».

In sintesi, l’amministratore di condominio, come datore di lavoro, è tenuto dal 15 ottobre al 31 dicembre 2021 a:

  • controllare che i dipendenti del condominio (portiere, custode, ecc.) siano in possesso del Green pass;
  • controllare che sia in possesso del Green pass anche chi svolge all’interno del condominio, su incarico dell’amministratore, un’attività lavorativa, di formazione o di volontariato.

Non è invece tenuto a controllare il possesso della certificazione verde dei dipendenti delle imprese esterne che svolgono dei lavori in condominio su suo incarico: le verifiche spetteranno ai datori di lavoro.

Detto questo, l’amministratore deve avere il Green pass per entrare in condominio? E, in caso affermativo, chi lo controlla? Il decreto ed i successivi chiarimenti del Governo dicono che «il libero professionista quando accede nei luoghi di lavoro pubblici o privati per lo svolgimento della propria attività lavorativa viene controllato dai soggetti previsti dal decreto-legge 127/ 2021». In qualità di libero professionista, dunque, è obbligato ad avere la certificazione. Lo stesso vale per i dipendenti del suo studio professionale. L’amministratore, in occasione dell’assemblea di condominio, dovrà mostrare il Green pass al presidente in qualità di responsabile della riunione.

Per quanto riguarda i condòmini, l’amministratore non deve controllare le loro certificazioni se l’assemblea si svolge in un luogo esterno al condominio: in tal caso, le verifiche saranno a carico dei titolari, dei proprietari o dei gestori di tali luoghi (un centro culturale o ricreativo, un ristorante, un centro sociale, ecc.). Nulla è detto finora, però, sull’obbligo di Green pass per partecipare ad un’assemblea che si tiene in un locale condominiale anche se, non trattandosi di una riunione di lavoro, sarebbe lecito pensare che l’obbligo non esista.



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