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Daltonico: può fare o rinnovare la patente?

13 Dicembre 2021 | Autore:
Daltonico: può fare o rinnovare la patente?

Il Regolamento di attuazione del Codice della strada dice una cosa, il Codice vero e proprio e la normativa europea non riportano alcun divieto.

Un disturbo alla vista che risale a più di 220 anni fa. Correva l’anno 1794, quando il chimico e fisico inglese John Dalton descrisse un difetto che prese il suo nome e di cui si parla oggi: il daltonismo. Dopo più di 220 anni, ancora si discute in ambito legale su alcune delle cose che può e non può fare chi ha questa anomalia visiva, consistente in un’alterata percezione dei colori, totale o parziale, ed in un’elevata sensibilità alla luce. Una delle annose discussioni su cui resta un po’ di confusione è questa: un daltonico può fare o rinnovare la patente?

Se questa domanda venisse posta in Europa, la risposta sarebbe «sì», senza troppe esitazioni. In Italia, invece, dove ogni tanto si fa fatica a superare il vizio di complicarsi la vita, si tende a rispondere «nì». Colpa dell’interpretazione troppo stretta che si fa del Regolamento di attuazione del Codice della strada, un decreto del presidente della Repubblica risalente al 1992, in cui si dice che, per ottenere i requisiti visivi adatti alla guida di un veicolo, occorre superare il test sul daltonismo. Il fatto è che il Codice vero e proprio non dice nulla in proposito. E che, come detto, l’Unione europea non pone alcun ostacolo al daltonico per fare o rinnovare la patente. Cerchiamo di fare chiarezza.

Daltonismo: che cos’è?

Il daltonismo è un’anomalia visiva che consiste in una percezione alterata dei colori. Può essere totale o parziale: nel primo caso, la persona affetta da questo disturbo non distingue alcun colore e manifesta un’elevata sensibilità alla luce. Nel secondo, invece, si riscontra una mancanza di percezione a uno o pochi colori, la cosiddetta discromatopsia.

Nel daltonismo si può avvertire:

  • la protanopia o insensibilità al rosso. Se il difetto non è totale ma parziale, si parla di protanomalia;
  • la deuteranopia, vale a dire l’insensibilità totale o parziale al colore verde;
  • la tritanopia, caratterizzata dall’insensibilità al blu. Se il difetto è parziale, viene chiamato tritanomalia.

Daltonismo e patente: cosa dice la legge?

A dire la verità, il Codice della strada (all’articolo 119, in cui si fa riferimento ai requisiti psicofisici per conseguire o rinnovare il permesso) non dice alcunché sul fatto che una persona affetta da daltonismo possa guidare o meno. È il Regolamento di attuazione del Codice [1] che spiega quali sono i requisiti visivi richiesti per poter fare o rinnovare la patente. Ed è lì che si trova il paragrafo «incriminato» che fa pensare ad un possibile limite per i daltonici.

Dice il Regolamento: «Per il conseguimento, la conferma di validità o la revisione della patente di guida per motoveicoli ed autoveicoli di qualsiasi categoria è necessario che il richiedente possegga campo visivo normale e senso cromatico sufficiente per distinguere rapidamente e con sicurezza i colori in uso nella segnaletica stradale, una sufficiente visione notturna e la visione binoculare».

Letto così, la norma sembra perentoria: per fare o per rinnovare la patente occorre essere in grado di distinguere i colori della segnaletica stradale. E bisogna dimostrarlo superando un test sul daltonismo, dove bisogna rispondere in modo corretto quando vengono mostrati dei disegni colorati. Sarà il medico ad avere l’ultima parola, cioè a decidere se dare il via libera al conseguimento o al rinnovo del permesso di guida oppure a negarlo. Spesso, viene rilasciato o rinnovato ai daltonici quando si tratta di una normale patente B, mentre se a richiederlo è un professionista della strada che ha bisogno di una patente lavorativa è più probabile sentirsi rispondere di no.

Tuttavia, secondo le norme dell’Unione europea [2], non c’è alcun motivo per negare la patente di guida di qualsiasi veicolo a una persona daltonica. Nell’’allegato III delle direttive Ue in materia, si legge che la certificazione dei requisiti esclude la valutazione del senso cromatico, mentre include altri parametri: acutezza visiva, campo visivo, visione crepuscolare, sensibilità all’abbagliamento e al contrasto, diplopia e tutte quelle funzioni visive che possono compromettere la guida sicura. Di problemi a distinguere i colori, nemmeno una parola.

Daltonismo: perché può essere rilasciata la patente?

Come detto, alla fine, è il medico che valuta i requisiti del candidato per decidere se una persona che soffre di daltonismo è adatta a guidare o meno un veicolo e, quindi, ad ottenere o rinnovare la patente.

Considerato quanto scritto sul Regolamento di attuazione del Codice della strada, perché rilasciare la patente a un daltonico? Sostanzialmente, per una questione di buon senso.

Quando una persona va alla scuola guida per prepararsi al conseguimento della patente, impara ad esempio che un semaforo è fatto di tre luci di altrettanti colori: rosso, giallo e verde. Ma impara anche che il rosso è collocato sopra, il giallo in mezzo e il verde sotto. Quindi, a una persona che ha difficoltà a distinguere i colori o che non li distingue per niente, basterà sapere che si deve fermare quando è accesa la luce in alto del semaforo, che deve rallentare per fermarsi quando è accesa la luce in mezzo e che può attraversare un incrocio se è accesa la luce in basso. Non è così complicato.

C’è chi dice che il vero problema si pone quando si trova un cantiere in cui un addetto mostra una paletta rossa da una parte e verde dall’altra per indicare un ostacolo: se fa vedere il lato rosso, l’automobilista in arrivo si deve fermare, altrimenti può proseguire la marcia. Anche in questo caso, ci si affida al buon senso: di solito, l’operaio del cantiere non si limita a mostrare il colore della paletta ma fa anche segno di fermarsi o di proseguire.

In sostanza: non ci sono dei motivi apparenti per poter negare la patente a chi soffre di daltonismo. Tutto dipende dall’interpretazione che il medico fa del Regolamento di attuazione del Codice della strada.


note

[1] Art. 322 Regolamento att. cod. str.

[2] Direttive 2006/126/CE e 2009/113/CE.

Autore immagine: canva.com/


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