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Quanto costa tradire il coniuge?

30 Settembre 2021
Quanto costa tradire il coniuge?

Tradimento, risarcimento e assegno di mantenimento: che rapporti ci sono?

Un nostro lettore ci chiede quanto costa tradire il coniuge: quali sono le conseguenze per l’infedeltà coniugale e quali le ricadute a livello economico? La domanda è però frutto di un equivoco in cui spesso si cade. Cerchiamo di chiarire meglio come stanno le cose. 

L’adulterio è causa di risarcimento?

Nonostante l’adulterio sia illecito e vietato dalla nostra legge, esso non giustifica alcuna richiesta di risarcimento (salvo in ipotesi limite che vedremo più avanti). Questo significa che il marito che ha l’amante o la moglie che tradisce il marito non deve versare all’altro i danni derivanti dalla fine del matrimonio, neanche a titolo di mantenimento. 

Ed è questo il principale equivoco nel quale si cade spesso: ritenere il diritto all’assegno di mantenimento collegato a una colpa dell’ex coniuge. Non è affatto così. La ragione è semplice e la spiegheremo qui di seguito.

Perché viene riconosciuto il mantenimento?

Il mantenimento viene accordato solo in presenza di una disparità di reddito tra i due coniugi (disparità non dovuta a colpa) ed è quindi rivolto a garantire l’autosufficienza del coniuge meno abbiente. L’assegno mensile ha quindi una funzione assistenziale e perequativa, ma non anche risarcitoria. 

Risultato: chi viola i doveri del matrimonio non è, solo per questo, tenuto a versare gli alimenti all’ex. Ben si potrebbe pertanto avere la situazione in cui un marito, pur avendo tradito la moglie, non debba pagarle il mantenimento perché quest’ultima ha un proprio lavoro (ad esempio, quello di insegnante) ed è pertanto autonoma.

Le sanzioni per il tradimento

Ciò posto, ecco che riaffiora la domanda del nostro lettore: quanto costa tradire il coniuge? Quali sono le eventuali sanzioni? L’unica conseguenza – di carattere peraltro civilistico e non penale – per chi si macchia di adulterio è il cosiddetto “addebito”. Con la dichiarazione di addebito, il giudice che decide la causa di separazione o divorzio, non fa che accertare e dichiarare che il matrimonio è finito per colpa di uno dei due coniugi, per aver questi violato uno dei doveri del matrimonio (appunto fedeltà, convivenza, rispetto, assistenza morale e materiale). Dall’addebito però non scaturiscono obblighi di risarcimento, ma solo la perdita di due diritti, semmai vantati:

  • il diritto al mantenimento;
  • il diritto all’eredità dell’ex.

Quanto al primo punto, se anche è vero (come abbiamo appena detto) che chi tradisce non deve, solo perciò, versare il mantenimento, è altresì vero che non può giammai chiederlo per sé. Sarebbe assolutamente ingiusto – e presterebbe il fianco alla possibilità di abusi – che una moglie, dopo essere andata via di casa con l’amante, si faccia anche mantenere dall’ex marito. Chi inizia una nuova relazione senza essersi ancora separato non può sperare di ottenere gli alimenti dal precedente coniuge. 

Lo stesso dicasi per i diritti successori: il coniuge infedele non può rivendicare pretese sul patrimonio dell’ex, qualora questi dovesse morire. Si tenga a tal fine presente che l’intervento della sentenza di separazione non elimina, di regola, i diritti successori tra coniugi: la moglie che si separa dal marito resta sua erede legittimaria qualora questi, prima del divorzio, dovesse decedere. Salvo ovviamente che abbia appunto subito l’addebito, nel qual caso non potrebbe pretendere nulla. Il divorzio, invece, cancella definitivamente ogni rapporto matrimoniale, ivi compresi i diritti successori.

Quando il tradimento non è una colpa

Torniamo al tradimento. L’unica ipotesi in cui il tradimento non è causa di addebito è quella in cui esso sia la conseguenza di una situazione di crisi matrimoniale già intervenuta e imputabile ad altre cause pregresse. Si pensi al marito che tradisce la moglie perché è stato a sua volta tradito o alla moglie che tradisce il marito perché questi la umilia e non ha più con lei alcun tipo di rapporto. Si pensi anche al caso della donna che, abbandonata dal marito, in attesa della sentenza di separazione faccia entrare un altro uomo in casa. 

In tutti questi casi, però, è il coniuge infedele che, per difendersi dall’addebito, deve dimostrare che l’adulterio non è stato la causa scatenante della separazione ma che la stessa è da addebitarsi a pregresse ragioni.

Quando il tradimento dà diritto al risarcimento

In apertura si è detto che solo eccezionalmente il tradimento può costare un risarcimento: ciò succede quando la condotta si manifesta in modo plateale, tale cioè da ledere la reputazione del coniuge. Il che significa che il diritto leso, in questo caso, è l’onore. Ed allora sarà possibile ottenere un indennizzo congruo sulla base dell’entità della lesione.  



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