Diritto e Fisco | Articoli

Come dimostrare i messaggi vocali

30 Settembre 2021
Come dimostrare i messaggi vocali

Messaggi audio in chat: valgono come prova in un processo?

Ci viene chiesto: come dimostrare i messaggi vocali? Come ormai noto, gli screenshot delle chat costituiscono prova documentale in un processo, sia esso civile che penale. A tali conclusioni è più volte arrivata la Cassazione che, in tal modo, ha sdoganato l’uso in giudizio delle immagini rappresentanti il display del computer o del cellulare. Per giurisprudenza ormai costante, dunque, chi vuol dimostrare una lesione dei propri diritti può limitarsi a produrre le immagini della conversazione come alternativa alla consegna materiale dello stesso smartphone su cui è custodito il dato informatico.

Il problema si pone tuttavia nei casi in cui, al posto del tradizionale messaggio di testo, facilmente leggibile e rappresentato in modo pedissequo dallo screenshot, venga invece inviato un messaggio audio. Quest’ultimo, come noto, non rappresenta graficamente le parole in esso racchiuse; pertanto – a meno di aprire il file, e quindi di avere tra le mani il dispositivo elettronico su cui esso è stato trasmesso o inviato – non è possibile comprenderne il contenuto. Di qui il problema: come dimostrare i messaggi vocali? 

La questione potrebbe essere agevolmente risolta nel momento in cui il dato informatico non venga cancellato e sia quindi ancora presente nella memoria del device. In tal caso, infatti, basterà esibire lo smartphone al giudice o a un perito incaricato di trascrivere le conversazioni, per poter documentare, e quindi provare, le dichiarazioni contenute nel messaggio vocale in questione. La trascrizione è infatti il modo più semplice e veloce, seppur non immediato come lo screenshot, per dimostrare il messaggio audio.

Maggiori problemi possono invece presentarsi nel caso in cui il messaggio venga cancellato dal mittente, così come consentito da alcune app o piattaforme (si pensi a una chat su Instagram o su WhatsApp). Come agire in questi casi?

A svelare indirettamente come dimostrare i messaggi vocali è stata una recente sentenza della Cassazione, emessa a seguito delle indagini e del successivo giudizio a carico di un uomo per il reato di pornografia minorile. La soluzione, per quanto banale, merita comunque di essere condivisa.

L’imputato aveva inviato dei messaggi a una minore di 16 anni chiedendole delle foto di sé stessa nuda. Alcuni di questi, però, erano messaggi vocali che l’uomo, forse spinto da un ripensamento, aveva poi cancellato. Tuttavia, prima di ciò, la madre della minorenne, venuta in possesso del suo cellulare, aveva aperto i file audio e li aveva ascoltati. Il giudice l’ha ascoltata come testimone e proprio sulla base delle sue dichiarazioni, è pervenuto alla condanna dell’uomo.

Dunque, quando il dato informatico sia andato completamente disperso e non sia più possibile recuperarlo, è comunque ammesso dimostrare i messaggi audio tramite la testimonianza di chi li abbia aperti e ascoltati, chiunque esso sia (un amico, un parente, un genitore, il coniuge, ecc.). E, nel processo penale, è ammessa anche la testimonianza della stessa vittima (non anche quella dell’imputato).

Certo, chi è scaltro potrà anche fare una registrazione del file audio tramite un secondo dispositivo, prima che il messaggio venga cancellato, in modo da immortalarlo su un altro supporto. Ad esempio, potrebbe utilizzare un ulteriore cellulare e, in modalità video, riprendere tutta l’azione dell’apertura della chat e della lettura del messaggio vocale. Il file video dunque potrà supplire alla prova del file audio eventualmente cancellato e non più riproducibile. 


note

[1] Cass. pen., sez. III, ud. 6 luglio 2021 (dep. 28 settembre 2021), n. 35625.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

1 Commento

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube