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Tradimento: incide sull’affidamento dei figli?

30 Settembre 2021
Tradimento: incide sull’affidamento dei figli?

Infedeltà coniugale: la moglie adultera può ottenere l’assegnazione del figlio oppure si considera indegna?

Il marito che scopre l’infedeltà della moglie può chiedere l’affidamento e la collocazione dei figli presso di sé sul presupposto che la madre non sia all’altezza? Il tradimento incide sull’affidamento dei figli? La risposta è stata data più volte dalla giurisprudenza e, di recente, ribadita dalla Corte Europea dei diritti dell’uomo [1].

Il principio tratto dalle aule dei tribunali è il seguente: non è detto che la moglie adultera non sia una buona madre. La meritevolezza dipende da altre valutazioni: quelle relative ai rapporti coi figli e non con l’ex coniuge. Il genitore deve essere un buon genitore e non anche un buon marito o una buona moglie. 

Sicché, l’infedeltà non implica alcuna indegnità sulle capacità genitoriali né può incidere sulla valutazione del giudice relativa al genitore a cui assegnare i bambini. 

Ma procediamo con ordine e vediamo se e quando il tradimento incide sull’affidamento dei figli.

Cos’è l’affidamento?

Spesso, si fa confusione coi termini. Si crede che l’affidamento consista nella decisione relativa al luogo ove i bambini andranno a vivere e a risiedere dopo la separazione o il divorzio dei genitori. Non è così: quest’ultima scelta viene invece chiamata «collocamento». Il collocamento è appunto il tetto ove la prole andrà a risiedere stabilmente dopo che è intervenuta la cessazione del matrimonio. 

Quando si parla di «affidamento», invece, ci si riferisce all’esercizio dei poteri dei genitori che attengono alla potestà genitoriale, ossia all’assunzione delle decisioni più importanti relative alla crescita, educazione, istruzione e salute dei minori. 

Può quindi avere l’affidamento anche il coniuge che non vive coi figli.

Se il collocamento può avvenire presso un solo genitore, non potendo il figlio vivere contemporaneamente in due posti diversi (salvo il caso del collocamento paritario o alternato), l’affidamento può essere congiunto: nulla esclude infatti che le decisioni vengano prese di comune accordo dal padre e dalla madre. Anzi, è proprio questa la regola. Il giudice, se non ci sono ragioni gravemente ostative che possano comportare un pregiudizio per la crescita del minore, deve riconoscere l’affidamento condiviso. Il tutto anche in funzione del «diritto alla bigenitorialità» (ossia ad avere sereni rapporti con entrambi i genitori) riconosciuto ai minori dalla Costituzione. 

A chi spetta l’affidamento?

Se il collocamento viene disposto in favore del genitore maggiormente in grado di assistere i figli e provvedere ai loro bisogni fisici e affettivi, l’affidamento viene concesso ai genitori in relazione al loro grado di maturità. Solo laddove la presenza o le scelte di un genitore possano essere di ostacolo per la crescita della prole, si procederà con l’affidamento esclusivo in capo a un solo genitore. Quest’ultima, dunque, è l’eccezione disposta solo per casi più gravi (si pensi a un detenuto).

Il tradimento incide sull’affidamento dei figli?

Di per sé, il tradimento – che non riveli altri comportamenti borderline e pericolosi del coniuge – non incide mai né sull’affidamento né sulla collocazione dei figli. 

La madre adultera quindi può chiedere (e ottenere) che i figli vengano assegnati a lei, che vadano cioè a vivere nella sua stessa dimora, e rivendicare nello stesso tempo l’affidamento condiviso. Nei fatti, questa è la soluzione più frequentemente adottata dai tribunali: alla moglie colpevole di tradimento vengono spesso affidati i figli che restano anche collocati presso la medesima residenza. 


note

[1] CEDU del 7 settembre 2021, caso M.P. c. Portugal, (ric. 27516/14)

Autore immagine: depositphotos.com


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