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Cos’è l’interposizione fittizia in ambito fiscale?

13 Dicembre 2021
Cos’è l’interposizione fittizia in ambito fiscale?

Cosa succede quando si intesta un bene a un altro soggetto allo scopo di evadere il Fisco?

Hai comprato un appartamento con giardino e una bella piscina. Per non dare nell’occhio, ti sei messo d’accordo affinché nell’atto di compravendita dell’immobile apparisse, quale intestatario del bene, il nome di un’altra persona. In questo articolo ti spiego, in particolare, cos’è l’interposizione fittizia in ambito fiscale e quali sono le conseguenze.

Devi sapere che il fenomeno di trasferire, solo in modo apparente, dei beni ad altri soggetti è molto comune. In pratica, si simula un atto spostando, solo fittiziamente, gli effetti dello stesso su un altro soggetto allo scopo di non pagare le tasse. Tuttavia, non vanno assolutamente sottovalutati i rischi derivanti da una simile operazione.

Cos’è l’interposizione di persona?

Nel linguaggio giuridico, l’interposizione di persona è un’espressione utilizzata per indicare un accordo simulatorio – ampiamente diffuso nelle compravendite immobiliari – tra un soggetto interposto (anche detto prestanome o uomo di paglia) e un soggetto interponente. Il primo, l’interposto, risulta intestatario del bene, mentre il secondo, l’interponente, paga il prezzo ed è, a tutti gli effetti, il reale proprietario. Ti faccio un esempio.

Tizio e Caia sono sposati in regime di separazione dei beni. L’uomo ha intenzione di acquistare un grande appartamento, ma per motivi fiscali non vuole che il bene risulti a suo carico. Pertanto, Tizio si accorda con la moglie affinché l’immobile sia intestato solo a quest’ultima.

Come vedi nell’esempio che ti ho riportato, Caia è il soggetto interposto ossia il titolare apparente dell’appartamento. Tuttavia, a pagare il prezzo è solamente Tizio, l’interponente, nei cui confronti si produrranno gli effetti della compravendita dell’immobile.

Quindi, in buona sostanza, l’interposizione di persona altro non è che una pratica evasiva in cui un’altra persona è titolare di un bene solo in modo apparente.

Interposizione fittizia e interposizione reale: qual è la differenza?

L’interposizione di persona può essere fittizia o reale. Nel primo caso, si verifica una simulazione e il soggetto interposto, nell’esempio di prima della compravendita immobiliare, risulta come acquirente, mentre la proprietà è trasferita in favore dell’interponente. Quindi, la simulazione coinvolge tre soggetti: il contraente apparente, il contraente effettivo e la controparte.

Nel secondo caso dell’interposizione reale, invece, non c’è alcuna simulazione, in quanto l’interposto, d’accordo con l’interponente, contratta con il terzo in nome proprio ed acquista i diritti nascenti dal contratto, salvo l’obbligo di trasferirli all’interponente con un successivo negozio. Quindi, il terzo è estraneo all’accordo tra interposto e interponente.

In sintesi, la differenza sta nella volontà dei soggetti interessati. Se l’interposto interviene in modo passivo, ci troveremo nell’ipotesi dell’interposizione fittizia; se, invece, assume un ruolo attivo nella gestione dell’operazione, allora si verifica il fenomeno dell’interposizione reale.

Cos’è l’interposizione fittizia in ambito fiscale?

Abbiamo visto che nell’interposizione fittizia si verifica una simulazione soggettiva, nel senso che l’interposto figura come parte del contratto, mentre gli effetti dello stesso si verificano nei confronti dell’interponente. In tutto ciò, il terzo contraente è perfettamente consapevole e aderisce all’accordo. Ebbene, in tale ipotesi, dal punto di vista tributario, si configura un’evasione fiscale. Ti faccio un altro esempio.

Tizio cede un’area edificabile ad Alfa s.r.l. al prezzo di 100 mila euro. Nella stessa giornata, Alfa s.r.l. vende il medesimo terreno alla società Beta s.r.l. ad un prezzo maggiorato.

Nell’esempio riportato, la società Alfa s.r.l., prima acquirente del terreno, è il soggetto interposto tra tizio e la società Beta s.r.l. L’intera operazione è stata messa in atto per avere un notevole risparmio di imposta.

Va precisato che il fenomeno dell’interposizione fittizia è molto diffuso anche a livello internazionale. È ormai nota la pratica di creare apposite società, le cosiddette “conduit company”, allo scopo di ottenere alcuni benefici fiscali che in condizioni normali non sarebbero riconosciuti.

Quali sono i vantaggi dell’interposizione fittizia?

In ambito tributario, come avrai intuito, l’interposizione fittizia è una pratica molto diffusa per sfuggire ai creditori o comunque al Fisco.

Più precisamente, per l’interessato (ossia l’interponente) si producono i seguenti vantaggi:

  • il patrimonio non viene aggredito dai creditori. Infatti, è difficile individuare i beni perché sono intestati a un soggetto diverso;
  • dall’operazione ne deriva un risparmio d’imposta visto il regime fiscale applicabile al soggetto interposto (pensa, ad esempio, ai cosiddetti paradisi fiscali).

L’accertamento dell’interposizione fittizia

Nell’ipotesi dell’interposizione fittizia è necessario dimostrare il possesso di redditi per interposta persona. In altre parole, occorre fornire la prova effettiva – anche tramite presunzioni gravi, precise e concordanti – che tali redditi siano da imputare all’interponente, anche se formalmente dichiarati dal soggetto interposto (prestanome).

In sintesi, i presupposti necessari affinché possa parlarsi di interposizione fittizia di persona sono i seguenti:

  • una divergenza tra due situazioni: in una il contraente appare essere il soggetto interposto e nell’altra il contraente dell’atto negoziale è il soggetto interponente;
  • la prova dell’effettiva disponibilità del reddito in capo al soggetto interponente;
  • la partecipazione all’accordo simulatorio anche del terzo contraente.

Va detto che il contratto simulato, una volta accertato, non produce effetti tra le parti e che la legge prevede che il contribuente possa fare due cose, vale a dire:

  • presentare un’istanza di interpello ordinario al fine di ottenere una risposta da parte dell’amministrazione;
  • presentare un’istanza di rimborso qualora si accorga di aver pagato imposte su redditi imputati ad altri soggetti. In tale ipotesi, l’amministrazione finanziaria provvede al rimborso nei limiti dell’imposta accertata e liquidata al soggetto interposto.

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