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Niente Green pass e mascherine: pagano genitori e figli

30 Settembre 2021 | Autore:
Niente Green pass e mascherine: pagano genitori e figli

Senza certificazione non si lavora. Chi rifiuta il dispositivo di protezione, secondo il Tar dell’Emilia-Romagna, non si può mandare il bambino all’asilo o al nido.

L’adulto che di sua spontanea volontà non si procura gli strumenti necessari ad ottenere il Green pass (vaccino o tampone negativo fatto con una certa frequenza) risponde di sé stesso davanti al datore di lavoro e sa di rinunciare agli spazi in cui viene richiesta la certificazione verde. Si può dire, dunque, che è una sua scelta che va rispettata anche da chi non la condivide, purché non venga messa a rischio la salute degli altri.

Se, però, di sua spontanea volontà un adulto non mette la mascherina, non è solo lui ad andarci di mezzo per una sua scelta ma ne rispondono anche i figli più piccoli: verranno esclusi dall’asilo e dal nido. Lo ha deciso il Tar dell’Emilia-Romagna con un’ordinanza pubblicata di recente [1].

In pratica, secondo il Tribunale amministrativo, i genitori che non indossano i dispositivi di protezione individuale previsti dalle norme anti-Covid violano il patto di responsabilità che impegna ad osservare le regole contro il coronavirus anche fuori dalla scuola.

La sintesi, dunque, è questa: il genitore senza Green pass non può presentarsi al lavoro. Il genitore senza mascherina non può mandare il bambino al nido o all’asilo.

Nell’ordinanza in commento, i giudici amministrativi dell’Emilia-Romagna ricordano che esiste un «patto di responsabilità reciproca» tra personale scolastico e famiglie. Un accordo sottoscritto che impegna le parti a rispettare le regole, cioè «ad adottare, anche nei tempi e nei luoghi della giornata in cui il figlio non trascorre a scuola, comportamenti di massima precauzione circa il rischio di contagio».

La domanda sorge spontanea: come fa il personale dell’asilo a sapere che la famiglia di un bambino non indossa la mascherina? Il Tar precisa che, a tal proposito, contano i verbali degli agenti di Polizia municipale che abbiano accertato l’avvenuta trasgressione in più occasioni.

Nel caso specifico, sarebbero stati altri genitori a denunciare gli atteggiamenti di mamma e papà di diversi bambini durante una manifestazione in piazza senza mascherina. E il Tar, senza esitazioni, ha disposto che comportamenti di questo tipo equivalgono ad una violazione degli accordi sottoscritti con il personale scolastico, per cui è «legittimo» escludere i figli dei no-mask da asilo e nido.

Il provvedimento in questione, preso dal Comune di Modena, richiama il decreto Riaperture del 2020 [2] che disciplina le misure di contrasto al Covid. Ad avviso del Tar emiliano, al di là della sua esatta qualificazione giuridica, il patto di responsabilità reciproca sottoscritto da direttore scolastico, educatrici, collaboratrici scolastiche e famiglie «appare ancorato alla tutela di valori costituzionali fondamentali come il diritto alla salute e il principio di solidarietà».


note

[1] Tar Emilia-Romagna ord. n. 444/2021 del 28.09.2021.

[2] Dl n. 33/2020.


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