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Dove si possono sparare i fuochi d’artificio?

15 Dicembre 2021 | Autore:
Dove si possono sparare i fuochi d’artificio?

Le norme per accendere articoli pirotecnici ed i consigli di Vigili del fuoco e forze dell’ordine per evitare che la festa si trasformi in tragedia.

Non solo Capodanno: un matrimonio, una festa di laurea, un compleanno «a cifra tonda», una festa paesana. Le occasioni per fare uno spettacolo pirotecnico casalingo non mancano, quando si ha voglia di chiudere un evento con mille luci colorate in cielo in mezzo ad un rumore assordante. Per fare queste cose, però, bisogna esserne capaci. E anche sapere dove si possono sparare i fuochi d’artificio per evitare che la festa si trasformi in qualcosa di molto spiacevole, per non dire in tragedia: un incendio, una scottatura, delle ferite gravi, un decesso.

Esagerato? A guardare le statistiche non sembrerebbe. La notte di Capodanno 2021, ad esempio, il morto ci è scappato ad Asti (un ragazzino di 13 anni). I feriti sono stati 79, con 23 di loro ricoverati (tra l’altro nel bel mezzo della pandemia, con le strutture sanitarie che – è il caso di dirlo – scoppiavano). Eppure, ogni anno, vengono fatte le stesse raccomandazioni. La più importante di tutte: chi non è capace di utilizzare queste potenziali armi, meglio che le lasci a chi se ne intende e sa come e dove si possono sparare i fuochi d’artificio. Ecco tutto ciò che bisogna sapere, con i consigli di Vigili del Fuoco e Carabinieri.

Fuochi d’artificio: cosa sono?

Troppo riduttivo dire che i fuochi d’artificio sono quella specie di petardi che, quando si accende la miccia, volano in cielo e si scompongono in tante forme e colori facendo rumore. Detta così sembra talmente semplice da indurre chiunque ad avvicinare un accendino alla miccia per concludere una festa «col botto».

Troppo riduttivo anche fare di ogni erba un fascio e non distinguere tra i vari prodotti pirotecnici. Ci sono, infatti, i fuochi d’artificio che tutti sono abituati a vedere (e a sentire, compresi i poveri cani che diventano matti dallo spavento e dall’agitazione ogni notte di Capodanno). Ma ci sono anche gli articoli pirotecnici teatrali ed altri ancora più sofisticati. Senza dimenticare che esistono anche diversi tipi di fuochi e di articoli pirotecnici.

Ecco la classificazione ufficiale proposta dai Carabinieri. Quattro le categorie di fuochi d’artificio, in base alla loro pericolosità e al luogo in cui possono essere sparati:

  • categoria 1: fuochi d’artificio a rischio potenziale estremamente basso e livello di rumorosità trascurabile, destinati ad essere utilizzati in spazi confinati, compresi i fuochi d’artificio destinati ad essere usati all’interno di edifici d’abitazione;
  • categoria 2: fuochi d’artificio a basso rischio potenziale, basso livello di rumorosità e destinati a essere usati al di fuori di edifici in spazi confinati; (se singoli artifici scoppianti, crepitanti o fischianti con una carica di effetto non superiore a 150 mg; se singoli artifizi ad esclusivo effetto luce colore con una massa netto non superiore a gr. 120; se singoli coni non superiore a 60 gr.);
  • categoria 3: fuochi d’artificio a rischio potenziale medio e destinati ad essere usati al di fuori di edifici in grandi spazi aperti e il cui livello di rumorosità non è nocivo per la salute umana;
  • categoria 4: fuochi d’artificio professionali a rischio potenziale elevato e destinati ad essere usati esclusivamente da «persone con conoscenze specialistiche» e il cui livello di rumorosità non è nocivo per la salute umana.

Due, invece, le categorie dei cosiddetti articoli pirotecnici teatrali:

  • categoria T1: articoli pirotecnici per uso scenico, che presentano un rischio potenziale ridotto;
  • categoria T2: articoli pirotecnici professionali per uso scenico che sono destinati esclusivamente all’uso da parte di persone con conoscenze specialistiche.

Infine, ci sono altre due categorie di articoli pirotecnici diversi dai fuochi d’artificio e da quelli teatrali, divisi a seconda della loro pericolosità, cioè:

  • categoria P1: a rischio potenzialmente ridotto;
  • categoria P2: destinati ad essere manipolati o utilizzati solo da persone con conoscenza specialistiche.

Fuochi d’artificio: quali acquistare legalmente?

I fuochi d’artificio non sono a disposizione di chiunque e, soprattutto, non tutti sono acquistabili in negozio. Come spiega l’Arma dei Carabinieri, è possibile comprare solo quelli che riportano sulla confezione:

  • un’etichetta con il numero del decreto ministeriale che ne autorizza il commercio;
  • il nome del prodotto;
  • la ditta produttrice;
  • la categoria d’appartenenza;
  • le modalità d’uso.

Inoltre, i fuochi più innocui possono essere venduti in tutti gli esercizi che sono in possesso di licenza per la vendita di giocattoli (tabaccherie, supermercati, cartolerie, ecc.) e possono essere acquistati solo da chi ha almeno 14 anni.

Quelli, invece, classificati come «artifici e prodotti affini negli effetti esplodenti» possono essere venduti solamente in negozi autorizzati, muniti di licenza prefettizia, e possono essere acquistati da persone maggiori di anni 18 e munite di porto d’armi. Per accenderli è necessaria la denuncia alle forze dell’ordine e, comunque, dietro autorizzazione o licenza.

I fuochi professionali (categoria 4) possono essere fabbricati, utilizzati e venduti da ditte pirotecniche munite di licenze e patentino per il mestiere di fochino. In ogni caso, l’accensione di tali fuochi deve essere autorizzata dall’autorità di pubblica sicurezza.

Ci sono, poi, sul mercato alcuni fuochi estremamente pericolosi la cui vendita è rigorosamente vietata. È reato, ad esempio, vendere e acquistare prodotti come «il pallone di Maradona» o la «bomba Osama Bin Laden», così come le cosiddette «cipolle», considerate dei veri e propri ordigni. La legge punisce, quindi, sia il venditore sia l’acquirente.

Fuochi d’artificio: dove vanno accesi?

A parte i fuochi d’artificio di categoria 1 (o F1), che sono i più innocui e possono essere scoppiati anche all’interno di un edificio adibito ad abitazione, tutti gli altri prodotti devono essere utilizzati con la massima cautela in luoghi in cui non rappresentino un rischio per le cose e per le persone. E magari tenendo a portata di mano un estintore, non si sa mai.

In particolare, come ricordano le forze dell’ordine e i Vigili del Fuoco, vanno accesi «all’aperto, lontano da case, automobili e dalla scatola degli altri fuochi per limitare il rischio di incendio e incidenti. Occorre fare attenzione che non ci siano delle persone nella direzione in cui vengono lanciati». Pertanto – si legge sulle raccomandazioni dei pompieri, di Carabinieri e di Polizia – «non vanno lanciati verso zone buie né da balconi né da finestre».

Altra considerazione importante: i fuochi non vanno mai fatti scoppiare in un qualsiasi tipo di contenitore, men che meno se in ferro, perché l’esplosione può generare la dispersione di schegge che si trasformerebbero in tanti piccoli e pericolosi «proiettili».

Non vanno mai bagnati con acqua: alcuni fuochi, anche legali, contengono alluminio. Questo metallo, a contatto con l’acqua, potrebbe andare in autocombustione provocando uno scoppio inatteso.

Fuochi d’artificio: consigli utili

Oltre a quanto già elencato, Vigili del fuoco e forze dell’ordine tengono a raccomandare i seguenti comportamenti per evitare il rischio di incendio o di ferimento delle persone quando vengono accesi i fuochi d’artificio:

  • non lasciare mai sui balconi tende, teli di plastica, scope, contenitori di carta o plastica, tappeti, panni stesi, o qualsiasi materiale combustibile quando qualcuno sta per far scoppiare vicino dei petardi o dei fuochi;
  • non indirizzare mai i fuochi verso bidoni dell’immondizia, auto, addobbi natalizi;
  • non collocare mai i fuochi d’artificio nelle vicinanze di luoghi abitati o dove siano depositi di paglia, di grano, fienili, boschi;
  • in caso di vento, evitare di sparare quelli a razzo e comunque non lanciarli mai controvento;
  • i fuochi d’artificio devono stare ad una certa lontananza dagli spettatori (se posizionati a terra a non meno di 15 metri, se con sistema a razzo a non meno di 30 metri dalla zona di sparo), onde evitare possibili incidenti;
  • accendere sempre un artifizio alla volta, avendo l’accortezza di tenere gli altri lontano e al riparo da eventuali scintille;
  • non avvicinare mai il viso all’artifizio pirotecnico;
  • accendere la miccia allungando il braccio, tenendo il petardo a distanza dal busto;
  • evitare di trasportare materiale pirotecnico in macchina e, se proprio si deve, non caricarlo mai nell’abitacolo;
  • i fuochi pirotecnici che, una volta accesi, si spengono non devono più essere toccati per almeno 30 minuti.


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