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Accettare un tradimento: si può chiedere l’addebito?

15 Dicembre 2021
Accettare un tradimento: si può chiedere l’addebito?

Il fatto di tollerare la continua infedeltà del coniuge esclude la possibilità di richiedere la separazione con addebito.

Non vai più d’accordo con tuo marito da diverso tempo. Certo, con gli anni, siete cambiati entrambi. Lui, però, frequenta da sempre altre donne e si diverte alle tue spalle. Tu, ovviamente, sei a conoscenza di questa situazione, ma tolleri il suo comportamento semplicemente perché non vuoi buttare all’aria il matrimonio e far soffrire i tuoi figli che non hanno alcuna colpa. Pertanto, se si accetta un tradimento si può chiedere l’addebito?

Ebbene, tanto il marito quanto la moglie sono tenuti al rispetto di una serie di doveri, la cui violazione li autorizza a rivolgersi al giudice per chiedere di attribuire la colpa per la fine del matrimonio a uno dei due. In tal caso, basta provare che l’infedeltà coniugale abbia causato la crisi e, quindi, la separazione. Va detto, però, che un eventuale atteggiamento di tolleranza da parte del partner tradito complica ulteriormente le cose. Se vuoi approfondire la questione, ti consiglio di prenderti cinque minuti per proseguire nella lettura di questo articolo.

Dovere di fedeltà: cos’è e cosa comporta?

Prima di toccare il tema principale, facciamo un passo indietro. Devi sapere, infatti, che dal matrimonio derivano alcuni doveri coniugali tra cui quello della fedeltà reciproca. In altre parole, marito e moglie non devono intrattenere delle relazioni sentimentali (anche solo sessuali) con altre persone.

Attenzione però: l’obbligo di fedeltà non vale per le coppie omosessuali che hanno formalizzato il loro legame con l’unione civile. Per una ragione ancora sconosciuta, infatti, due uomini o due donne, in caso di tradimento, non possono andare dal giudice per chiedere l’addebito della separazione e il risarcimento del danno.

Che succede in caso di tradimento?

La violazione del dovere di fedeltà comporta delle conseguenze molto serie nei confronti del coniuge adultero.

In primo luogo, se il tradimento ha determinato l’intollerabilità della prosecuzione della convivenza, è possibile domandare al giudice l’addebito della separazione. In buona sostanza, si chiede di attribuire la colpa per la fine del matrimonio al coniuge traditore. Tale circostanza produce, a sua volta, un duplice effetto: chi subisce l’addebito perde il diritto al mantenimento ed all’eredità dell’altro coniuge. Tuttavia, si ha comunque la possibilità di domandare gli alimenti, cioè una somma di denaro sufficiente per il sostentamento. Chi aspira a un simile beneficio economico deve trovarsi in stato di bisogno altrimenti non ottiene alcunché. Ma non è tutto. Il coniuge tradito può anche domandare il risarcimento del danno se la violazione dell’obbligo di fedeltà è stata tale da offendere l’onore e la reputazione. È il caso, ad esempio, della moglie che, dopo aver scoperto le varie scappatelle del marito, inizia ad andare da uno psicologo per curare la depressione causata dalla crisi coniugale.

Accettare un tradimento: si può chiedere l’addebito?

A questo punto, ti è chiaro che se il tradimento è la causa principale della fine del matrimonio è possibile addebitare la separazione al coniuge colpevole. Ovviamente, è necessario dimostrare al giudice il nesso di causalità, vale a dire che proprio il comportamento contrario ai doveri coniugali ha portato la coppia alla separazione. Infatti, una cosa è quando il matrimonio, al momento del tradimento, è già in crisi da diverso tempo. Pensa, ad esempio, alla coppia di coniugi che non hanno più rapporti intimi da anni ed a malapena si rivolgono la parola. Un’altra cosa è un matrimonio felice che viene rovinato per le varie scappatelle del marito o della moglie. Solo in quest’ultima ipotesi, l’infedeltà giustifica una richiesta di addebito.

Attenzione però: nell’eventualità in cui il coniuge dovesse tollerare il tradimento dell’altro, quindi accettare passivamente l’adulterio, la richiesta di addebito non è più giustificata. La Corte di Cassazione [1], dopo aver ribadito la necessità di accertare il nesso causale tra infedeltà e crisi coniugale, ha precisato che è indispensabile effettuare sempre una valutazione complessiva del comportamento tanto del marito quanto della moglie. Il motivo è semplice: qualora uno dei due coniugi dovesse tollerare la violazione del dovere di fedeltà, ad esempio continuando la convivenza per anni e anni, allora la richiesta di addebito perde ogni fondamento.

Come dimostrare il tradimento?

Come ti ho già anticipato, la pronuncia di addebito della separazione per infedeltà coniugale deve essere dimostrata da parte di chi è stato tradito. Le prove possono consistere in documenti, video, testimoni, fotografie, ecc. In casi del genere, comunque, è sempre consigliabile rivolgersi ad un’agenzia di investigazioni, la quale è in grado di effettuare pedinamenti e appostamenti per lunghi periodi.

Cosa accade dopo la separazione con addebito?

Dopo che il giudice ha pronunciato la separazione con addebito, marito e moglie sono autorizzati a vivere separati. In presenza di figli, è prassi concedere l’affidamento condiviso con collocamento prevalente presso uno dei due genitori.

Di solito, la moglie resta ad abitare nella casa coniugale insieme alla prole e il marito si trasferisce altrove, pur conservando il diritto di frequentare i figli secondo le modalità e i tempi concordati oppure decisi dal tribunale. Si tratta, come puoi intuire, di una fase transitoria, durante la quale si è ancora sposati, ma è possibile violare il dovere di fedeltà. In altre parole, solo durante la separazione legale è consentito al coniuge di avere rapporti sentimentali con altre persone.


note

[1] Cass. ord. 16691/2020 del 05.08.2020.

Autore immagine: pixabay.com


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