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Chi ha la pensione può fare lavori socialmente utili?

15 Dicembre 2021 | Autore:
Chi ha la pensione può fare lavori socialmente utili?

Lsu: come funziona il contratto di occupazione temporanea, chi può beneficiarne, che cosa succede se si è titolari di trattamento pensionistico.

I lavori socialmente utili (Lsu) sono delle attività istituite per offrire una tutela ai lavoratori cosiddetti sospesi (in cassa integrazione straordinaria); negli anni, i lavori socialmente utili sono stati estesi anche ai lavoratori in mobilità, ai disoccupati da oltre 24 mesi, ai percettori di prestazioni previdenziali, agli inoccupati in cerca di prima occupazione ed ai disoccupati del settore edile. La legge [1] definisce i lavori socialmente utili non come un vero e proprio rapporto subordinato, ma come attività finalizzate alla formazione e all’assistenza. Ci si domanda allora se, vista la particolare finalità assistenziale della misura, chi ha la pensione può fare lavori socialmente utili.

La risposta è stata fornita di recente dalla Cassazione, con una nuova sentenza [2]: la Corte, in particolare, chiarisce se i lavori socialmente utili siano assimilabili a un rapporto di lavoro subordinato, di per sé non incompatibile con la percezione di redditi di pensione (se escludiamo alcuni particolari trattamenti non cumulabili o limitatamente cumulabili, come quota 100 e le pensioni di invalidità o reversibilità), oppure se debbano essere assimilati a misure assistenziali, incompatibili con la contemporanea percezione di redditi di pensione.

A tal proposito, dobbiamo innanzitutto considerare che i Lsu sono delle attività che hanno per oggetto la realizzazione di opere e la fornitura di servizi di utilità collettiva, svolte da particolari categorie di persone.

Dei lavori socialmente utili si è fatto largo utilizzo nel tempo, soprattutto verso la fine degli anni ’90: visto l’elevato numero degli impiegati nei Lsu ed i notevoli costi a carico della collettività, dal 2000 in poi, si è deciso di bloccare i nuovi accessi a questo tipo di tutela e di stabilizzare chi era già stato inserito nei progetti relativi.

I Lsu costituiscono un rapporto di lavoro subordinato?

I lavori socialmente utili, secondo la legge [1], non integrano un rapporto di lavoro subordinato, in quanto l’utilizzazione delle persone in stato di bisogno coinvolte non determina l’instaurazione di un rapporto lavorativo, ma realizza un rapporto speciale, con finalità assistenziali e formative, dirette alla riqualificazione, che coinvolge più soggetti.

In particolare, ad essere coinvolti nel contratto sono, oltre al lavoratore socialmente utile, l’amministrazione pubblica beneficiaria dello svolgimento dell’attività, la società datrice di lavoro, l’ente previdenziale erogatore della prestazione di integrazione salariale.

La finalità formativa diretta alla riqualificazione del personale è volta ad una possibile ricollocazione del lavoratore tutelato, cioè all’inserimento in un nuovo posto di lavoro.

Che cosa succede se il lavoratore non viene formato o riqualificato?

Le finalità formative e assistenziali del contratto relativo ai Lsu sono fondamentali: ma, nel momento in cui al lavoratore questa tutela non sia garantita, da Lsu può essere trasformato in dipendente?

Come chiarito già da tempo dalla Cassazione [3], anche nel caso in cui l’attività svolta sia difforme dal programma originario o in contrasto con le norme poste a tutela del lavoratore, non si costituisce un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, ma trova applicazione solo la disciplina sul diritto alla retribuzione [4].

I lavoratori socialmente utili hanno diritto ai contributi?

Il lavoratore socialmente utile ha diritto all’accredito della contribuzione figurativa da parte dell’Inps (contributi figurativi Lsu finanziati da enti utilizzatori), se:

  • il progetto nel quale è impegnato il lavoratore socialmente utile risulta approvato dalla competente Commissione regionale per l’impiego (Cri) anteriormente all’entrata in vigore del decreto di riforma sugli Lsu [5];
  • le attività socialmente utili risultano svolte da ciascun lavoratore senza soluzione di continuità;
  • i lavori socialmente utili risultano dalle delibere di istituzione del progetto e dalle eventuali singole delibere di proroga delle attività adottate dall’ente utilizzatore.

Gli accrediti figurativi sono relativi ai periodi di lavoro effettivo; non costituiscono interruzioni che implicano la fuoriuscita dal bacino dei Lsu i periodi di sospensione, nonché le assenze previste dalla normativa sui lavori socialmente utili, che non hanno comportato la sospensione dal sussidio.

È possibile svolgere lavori socialmente utili per i pensionati?

La legge sui Lsu [6], abrogata dal decreto di riordino della normativa in materia di servizi per il lavoro e di politiche attive, prevede l’incompatibilità dell’assegno per i lavori socialmente utili con le pensioni dirette (pensione di vecchiaia, anticipata, di anzianità, assegno ordinario di invalidità…):

  • a carico dell’Assicurazione generale obbligatoria Inps per l’invalidità, la vecchiaia ed i superstiti dei lavoratori dipendenti;
  • oppure erogate dagli ordinamenti sostitutivi, esonerativi ed esclusivi dell’assicurazione stessa;
  • o, ancora, riconosciute delle gestioni speciali dei lavoratori autonomi.

In caso di avvio alle attività socialmente utili, i titolari di assegno o di pensione di invalidità possono comunque optare per l’assegno spettante in qualità di Lsu (assegno per i lavori socialmente utili).

Sono invece cumulabili l’assegno per Lsu, gli assegni e le pensioni di invalidità civile, nonché le pensioni privilegiate per infermità contratta a causa del servizio obbligatorio di leva.

Che cosa succede se un pensionato ha svolto un lavoro socialmente utile?

Di recente, la Cassazione si è pronunciata sul caso di un pensionato condannato per truffa, poiché aveva attestato falsamente, al proprio Comune, nelle domande di sussidio per periodi di utilizzazione in Lsu, di non essere titolare e di non aver richiesto alcuna pensione diretta: risultava invece titolare di pensione Inps da quasi 30 anni.

Nonostante il decreto sui Lsu, che prevede l’incumulabilità dell’assegno per lavori socialmente utili con la pensione, sia stato abrogato nel 2015, il divieto di cumulo era in vigore al momento dei fatti. Pertanto, la Cassazione [2] ha confermato la condanna del pensionato.


note

[1] Art. 1 D.lgs. 468/1997.

[2] Cass. sent. 35721/2021.

[3] Cass. sent. 22287/2014.

[4] Art. 2126 Cod. civ.

[5] D.lgs. 81/2000.

[6] Art. 8 Co. 5 D.lgs. 468/1997.


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