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Prepensionamento degli esuberi

15 Dicembre 2021 | Autore:
Prepensionamento degli esuberi

Isopensione, assegno straordinario, contratto di espansione, Ape sociale: le prestazioni di accompagnamento alla pensione.

Considerato, da un lato, l’inasprimento dei requisiti per la pensione e, dall’altro, il forte incremento della disoccupazione dovuto alla crisi, nel nostro ordinamento, sono stati previsti, già da tempo, diversi strumenti per sostenere il reddito dei lavoratori più anziani sino alla pensione. Come funziona il prepensionamento degli esuberi?

Le regole sono diverse, in base alla misura attivata dall’azienda: con l’isopensione [1], ad esempio, il lavoratore ha diritto a un’indennità pari alla pensione, ma calcolata al momento dell’uscita dal lavoro, oltreché al versamento dei contributi per il periodo di esodo.

Con l’assegno straordinario, l’interessato ha invece diritto a un’indennità di prepensionamento calcolata, allo stesso modo della pensione, al momento dell’uscita dal lavoro, già maggiorata però dalla contribuzione spettante sino al raggiungimento del diritto al pensionamento ordinario, anticipato o di vecchiaia. Ha inoltre diritto al versamento della contribuzione correlata, sino al raggiungimento del primo diritto a pensione.

Con il contratto di espansione, infine, l’interessato ha ugualmente diritto a un’indennità pari alla pensione, calcolata al momento dell’uscita dal lavoro e non maggiorata; ha il diritto al versamento della contribuzione solo se il primo diritto a pensione raggiunto riguarda il pensionamento anticipato ordinario.

Infine, un altro strumento di accompagnamento alla pensione è l’Ape sociale, che riguarda però i soli lavoratori appartenenti a categorie tutelate, che hanno diritto a un’indennità di accompagnamento alla pensione che, calcolata come il trattamento pensionistico, non può superare 1.500 euro mensili: la misura è a carico dello Stato e non spettano i contributi.

Di quanto si anticipa il pensionamento?

Attraverso le indennità di accompagnamento alla pensione, l’anticipo massimo rispetto alla data di pensionamento è di 7 anni. In particolare:

  • l’isopensione consente al dipendente di uscire dal lavoro con un anticipo massimo di 7 anni rispetto alla data in cui matura la pensione di vecchiaia ordinaria o la pensione anticipata ordinaria;
  • l’assegno straordinario consente al dipendente di uscire dal lavoro con un anticipo massimo di 5 anni rispetto alla data in cui matura la pensione di vecchiaia ordinaria o la pensione anticipata ordinaria;
  • il contratto di espansione consente al dipendente di uscire dal lavoro con un anticipo massimo di 5 anni rispetto alla data in cui matura la pensione di vecchiaia ordinaria o la pensione anticipata ordinaria; l’interessato, se il primo diritto a pensione è quello per il pensionamento di vecchiaia, al momento dell’uscita dal lavoro deve essere già in possesso di 20 anni di contributi e deve avere diritto ad un assegno pensionistico almeno pari a 1,5 volte l’assegno sociale (quest’ultimo requisito si applica solo se il dipendente non ha contributi al 31 dicembre 1995);
  • l’Ape sociale consente al dipendente di uscire dal lavoro con un anticipo massimo di 4 anni rispetto alla data in cui matura la pensione di vecchiaia ordinaria: l’interessato deve essere però in possesso di almeno 30 anni di contributi se disoccupato di lungo corso, caregiver o invalido dal 74%, di 36 anni di contributi se addetto ai lavori gravosi; le donne hanno diritto a una riduzione del requisito contributivo pari a 1 anno per ogni figlio, sino a un massimo di 2.

Quali sono i costi per il datore di lavoro?

Gli oneri, per il datore di lavoro che attiva una di queste procedure, sono i seguenti:

  • per l’isopensione: costo dell’indennità, calcolata allo stesso modo della pensione, ma all’uscita dal lavoro, più costo della contribuzione correlata, che è determinata applicando l’aliquota di finanziamento del fondo di appartenenza alla media della retribuzione mensile degli ultimi 4 anni;
  • per l’assegno straordinario: costo dell’indennità, calcolata allo stesso modo della pensione, ma all’uscita dal lavoro e maggiorata dai futuri versamenti contributivi spettanti nel periodo di esodo, più costo della contribuzione correlata, che è determinata applicando l’aliquota di finanziamento del fondo di appartenenza alla media della retribuzione mensile degli ultimi 4 anni;
  • per il contratto di espansione: costo dell’indennità, calcolata allo stesso modo della pensione, ma all’uscita dal lavoro, più, per i soli dipendenti accompagnati alla pensione anticipata, costo della contribuzione correlata, che è determinata applicando l’aliquota di finanziamento del fondo di appartenenza alla media della retribuzione mensile degli ultimi 4 anni. I costi sono abbattuti dall’importo della Naspi teoricamente spettante al lavoratore e dall’importo della contribuzione figurativa Naspi spettante al lavoratore, per un massimo di 24 mesi. Le aziende di oltre mille dipendenti che assumono almeno 1 dipendente ogni 3 prepensionati hanno diritto a un ulteriore abbattimento per 12 mesi aggiuntivi, calcolato sulla base dell’ultima Naspi mensile teoricamente spettante;
  • per l’Ape sociale: non ci sono costi.

Chi può chiedere il prepensionamento?

Va sottolineato che l’attivazione dell’isopensione, dell’assegno straordinario e del contratto di espansione richiede lo svolgimento di complesse procedure (vedi: Scivolo per la pensione). Inoltre, il contratto di espansione prevede la ristrutturazione o la riorganizzazione dell’azienda, unitamente ad un piano formativo volto all’acquisizione di nuove competenze.

Occorre aggiungere che:

  • l’isopensione può essere chiesta dalle aziende con un organico medio (riferito al semestre precedente) superiore a 15 dipendenti;
  • il contratto di espansione può essere chiesto dalle aziende con almeno 100 dipendenti;
  • l’assegno straordinario può essere attivato dalle sole aziende iscritte a specifici fondi di solidarietà.

Sino a quando si può chiedere il prepensionamento?

Le misure di prepensionamento non sono tutte strutturali, infatti alcune possono essere attivate entro un certo termine; nel dettaglio:

  • l’isopensione è una misura permanente, ma dal 2024 consentirà (salvo proroghe) un anticipo nell’uscita dal lavoro non più pari a 7 anni, ma a 4 anni;
  • l’assegno straordinario è una misura strutturale, ma varia a seconda del regolamento del fondo di appartenenza;
  • le uscite dal lavoro con contratto di espansione possono essere richieste solo sino al 30 novembre 2021; è stata però presentata una proposta di legge per rendere la misura strutturale e per estenderla alle aziende con almeno 50 dipendenti;
  • l’Ape sociale può essere richiesta, tardivamente, sino al 30 novembre 2021, ma dovrebbe essere prorogata al 2022, o essere resa strutturale.

note

[1] Art. 4 co. 1- 7 ter L. 92/2012.

[2] Artt. 26-40 D.lgs. 148/2015.

[3] Art. 41 D.lgs. 148/2015.

Autore immagine: pixabay.com


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