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Un immobile abusivo blocca l’eredità?

1 Ottobre 2021 | Autore:
Un immobile abusivo blocca l’eredità?

È possibile fermare una pratica di successione perché un solo fabbricato, a differenza degli altri, presenta delle irregolarità?

I tuoi genitori non ci sono più e, dopo un certo tempo, decidi che è arrivato il momento di dividere il patrimonio tra te e i tuoi fratelli, in quanto eredi legittimi. Un patrimonio non indifferente, visto che è formato non solo dai soldi lasciati in banca e dai titoli investiti ma anche da alcune case. Nel fare la pratica di successione, però, salta fuori un problema: uno degli immobili che risultano di proprietà di tuo padre presenta delle irregolarità: ci sono dei locali ricavati in un terrazzo che non sono stati dichiarati al catasto. Il tribunale decide così di fermare tutto e di non procedere nemmeno alla divisione degli altri beni. Se ne deve dedurre che un immobile abusivo blocca l’eredità?

La Cassazione si è pronunciata recentemente su un caso come quello appena esposto e, a dispetto di quanto stabilito in altri gradi di giudizio, ha disposto che se nell’asse ereditario c’è una casa con delle irregolarità, il resto del patrimonio da dividere non deve essere messo in discussione. Vediamo come spiega la Suprema Corte la sua decisione.

Eredità: quando può essere chiesta la divisione?

Il Codice civile [1] stabilisce che la divisione dell’asse ereditario può essere chiesta in qualsiasi momento dai coeredi (da tutti o anche da un solo erede). Ma pone anche dei vincoli.

In primis, il Codice prevede la possibilità che tra le persone chiamate legittimamente a ereditare una parte del patrimonio ci sia qualche minorenne. In questo caso, può succedere che il testatore (cioè, il defunto) abbia disposto che la divisione non venga fatta prima che sia trascorso un anno dalla maggiore età dell’ultimo nato. In altre parole, che il minore degli eredi abbia almeno 19 anni.

Non solo: può anche decidere che il patrimonio non venga diviso tra i suoi eredi prima che trascorra un determinato tempo dal suo decesso, periodo che, comunque, non può superare i cinque anni.

In entrambi i casi, però, se c’è una motivazione urgente che lo richiede, un giudice può decidere di anticipare quelle scadenze e di provvedere alla divisione dell’asse ereditario prima dei termini stabiliti.

La normativa stabilisce anche un altro importante vincolo: nel caso in cui tra gli eredi ci sia un nascituro in arrivo, la divisione del patrimonio non può avvenire prima che il bambino sia nato [2]. Allo stesso modo – continua il Codice civile – «la divisione non può aver luogo durante la pendenza di un giudizio sulla filiazione di colui che, in caso di esito favorevole del giudizio, sarebbe chiamato a succedere, né può aver luogo durante lo svolgimento della procedura amministrativa per l’ammissione del riconoscimento».

Anche in questo caso, un giudice può autorizzare la divisione per opportuni motivi e fissando le dovute cautele.

Eredità: che succede in caso di immobile abusivo?

Ammesso e non concesso che la divisione possa avere luogo perché ci sono i requisiti previsti dalla normativa, che succede se nell’asse patrimoniale spuntano degli abusi edilizi su uno degli immobili contenuti tra i beni da ereditare?

Secondo una recente sentenza della Cassazione [3], il fatto che ci siano degli immobili abusivi nel patrimonio ereditario non ostacola la divisione giudiziale degli altri beni. Significa, dunque, che se, ad esempio, il padre lascia agli eredi tre case e solo su una vengano riscontrati degli abusi, le altre due possono essere divise tra i figli.

Nello specifico, la Suprema Corte ha esaminato il caso che riguardava una successione alla quale erano stati chiamati nove fratelli. Tre di loro hanno agito in tribunale per chiedere di procedere alla divisione dell’eredità del padre.

Accolta la domanda di scioglimento della comunione dei beni da ereditare, e disposte le relative quote, la Corte d’appello ha bloccato tutto perché la divisione e l’assegnazione delle quote era preclusa dall’accertamento della natura abusiva dei vani costruiti sulla terrazza di copertura di uno dei fabbricati, circostanza rilevata solo durante il giudizio, appunto, d’appello.

La vicenda è arrivata così in Cassazione, dove è stato sancito che la regolarità edilizia di un immobile consente la richiesta di divisione del patrimonio ereditario e che un giudice non può provocare con la sua pronuncia un effetto maggiore e diverso rispetto a ciò che è permesso alle parti nell’ambito della loro autonomia negoziale.

In buona sostanza, se tra i vari immobili da ereditare solo uno risulta abusivo, gli eredi hanno il diritto di ricevere le proprie quote su tutti gli altri, sempre che siano in regola. Non può un solo fabbricato compromettere la successione del resto del patrimonio conforme alla legge. Resterà fuori dalla divisione dei beni solo l’immobile che presenta degli abusi.


note

[1] Art. 713 cod. civ.

[2] Art. 715 cod. civ.

[3] Cass. sent. n. 26563/2021 del 30.09.2021.


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