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I genitori litigano: il giudice nomina un curatore per aiutare il minore a crescere

16 Giugno 2014
I genitori litigano: il giudice nomina un curatore per aiutare il minore a crescere

Il tribunale di Milano indica un avvocato per la tutela dei bambini con problemi comportamentali qualora mamma e papà risultino inadeguati.

Si fa spazio l’istituto della “curatela dei minori”, un sistema entrato di recente in uso presso il Tribunale di Milano nell’ipotesi in cui i mamma e papà risultino inadeguati al loro ruolo genitoriale e litighino in continuazione. In tali casi, il giudice, di propria spontanea iniziativa – e senza che sia necessariamente una delle parti a chiederlo – potrà nominare un curatore speciale a tutela del bambino con problemi comportamentali certificati dai servizi sociali.

Il decreto è stato di recente pubblicato dalla nona sezione civile del tribunale meneghino [1].

È nel codice civile [2] che si trova la disposizione all’origine di tale potere del giudice. La norma stabilisce che, se manca la persona a cui spetta la rappresentanza o l’assistenza del minore, e vi sono ragioni d’urgenza, può essere nominato un curatore speciale che rappresenti o assista l’incapace finché subentri colui al quale spetta la rappresentanza o l’assistenza.

Alla luce di ciò, il giudice può eleggere, di propria iniziativa, un terzo imparziale che rappresenti il minore. Insomma, la nomina del curatore speciale ben può avvenire senza istanza di parte.

L’avvocato-curatore chiamato a tutelare il minore ne assume la rappresentanza per tutti gli atti indicati dal giudice e, in particolare, ha il compito di rappresentare il fanciullo anche nel processo pendente. Egli sarà quindi un vero e proprio difensore del minore, nel cui interesse si costituirà in causa, depositando memorie in difesa del proprio “cliente”.

Il vantaggio di nominare un avvocato è proprio che il legale può costituirsi direttamente in giudizio per il fanciullo.

Ovviamente, la condizione perché ciò avvenga è che il bambino mostri delle difficoltà a crescere, a causa dell’inadeguatezza dei genitori, dei loro dissidi relazionali e dell’incapacità di individuare insieme ciò che è meglio per il figlio.


note

[1] Trib. Milano, presidente Gloria Servetti, estensore Rosa Muscio.

[2] Art. 78 cod. proc. civ. I poteri officiosi del giudice scaturiscono direttamente dall’articolo 9 della Convenzione europea sull’esercizio dei diritti dei fanciulli, fatta a Strasburgo il 25 gennaio 1996, ratificata e resa esecutiva in Italia dalla legge 77/2003.

Autore immagine: 123rf com


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1 Commento

  1. Essendo il curatore nominato dal Tribunale su input dei Servizi Sociali in realtà farà l’interesse dei servizi e non del minore con tutte le problematiche connesse ai conflitti di interesse di psicologi, psichiatri e case famiglia che vivono e guadagnano sulla pelle del minore. Tanto il tutore alla fine farà gli interessi di chi lo paga… e il minore non ha soldi per pagare.

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