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Differenza tra perizia asseverata e giurata

17 Dicembre 2021 | Autore:
Differenza tra perizia asseverata e giurata

Due concetti spesso alternati e per questo confusi: cosa deve fare di diverso il professionista che redige e firma la relazione?

Ci sono determinate situazioni in cui bisogna accertare lo stato di un bene per ottenere qualcosa. Ad esempio, valutare per conto di una banca il valore di un immobile per poter avere un mutuo, verificare l’entità del danno subìto da un’auto o di una persona coinvolta in un incidente per calcolare il risarcimento, constatare se effettivamente il vicino ha provocato un danno da infiltrazioni in un appartamento, eccetera. In questi casi, viene richiesta una perizia, cioè uno studio realizzato da un professionista che riguarda un certo bene o un certo contesto. In altre parole, si tratta di un parere rilasciato da un tecnico specializzato nel settore per il quale è richiesta la sua analisi. Parere che può essere reso in maniera semplice oppure attraverso altre due modalità simili ma non uguali: asseverata o giurata. Ma qual è la differenza tra perizia asseverata e giurata?

Sono questi i due termini che generano maggior confusione. Proprio perché, come si diceva, sono concetti simili ma non uguali. Ma anche perché spesso lo stesso legislatore ha utilizzato questi due aggettivi, «asseverata» e «giurata» alternandoli per la stessa cosa senza chiarire se ci sia o meno una differenza concettuale fra entrambi. E la differenza tra perizia asseverata e giurata c’è. Vediamo qual è.

Che cos’è la perizia semplice?

Cominciamo dalla perizia semplice, che è quella che desta meno confusione. Si tratta di un documento che contiene la relazione scritta e firmata da un tecnico abilitato esperto in un determinato settore, elaborata sulla base delle informazioni da lui raccolte attraverso sopralluoghi ed ispezioni.

Viene chiamata «semplice» perché non occorre alcuna asseverazione sul contenuto della relazione e perché il tecnico non è responsabile della veridicità delle informazioni da lui raccolte o fornite dal committente della perizia.

Che cos’è la perizia asseverata?

A differenza della perizia semplice, la perizia asseverata deve essere «certificata» dal tecnico che la redige. In altre parole, il professionista assevera la veridicità e la correttezza o la professionalità dimostrata nello svolgere il proprio compito. Pertanto, il tecnico incaricato si assume tutte le responsabilità sul fatto che quanto riportato nella perizia corrisponde al vero. Quest’ultimo aspetto viene attestato in un’apposita dichiarazione riportata nella perizia stessa.

In questo modo, il tecnico risponde penalmente per un eventuale falso ideologico o materiale contenuto nella relazione.

Che cos’è la perizia giurata?

Qui si va ancora un passo più avanti nel carattere formale del documento. Ma anche sul fronte legale, perché in questo caso il tecnico rischia di più se viene riscontrata una falsa attestazione.

In pratica, la perizia giurata contiene tutto ciò che è scritto nella perizia asseverata, compresa la dichiarazione con cui si certifica la veridicità di quanto scritto nel documento. Ma la differenza sta nel fatto che il professionista dovrà firmare la relazione davanti ad un pubblico ufficiale, che si tratti del cancelliere di un tribunale o di un notaio. Il tecnico dovrà giurare personalmente la perizia.

In calce, viene redatta una formula di giuramento di «aver bene e fedelmente adempiuto all’incarico affidatogli al solo scopo di far conoscere la verità», reso dal professionista davanti al cancelliere, ai sensi dell’art. 5 del R.D. n° 1366/22, o ad un notaio, ai sensi dell’art. 1, comma 1, punto n° 4, del R.D. n° 1666/37.

Come si diceva, nel caso in cui emerga dal documento una falsa attestazione, il tecnico rischia di dover rispondere del reato di falsità ideologica commessa da privato in atto pubblico [1], punito con la reclusione fino a due anni. In tal caso, dovrà essere fatta una nuova asseverazione correttiva.

Perché fare la perizia giurata e non asseverata?

Potrebbe stupire il fatto che ad un professionista venga chiesto di asseverare o, addirittura, di giurare quello che lui stesso ha scritto. In realtà, non si tratta di un fatto puramente formale: con il giuramento, la perizia assume un valore legale molto più elevato nelle mani di chi deve valutarla, come ad esempio quelle di un giudice, proprio per il fatto che chi l’ha redatta si prende ogni responsabilità penale sul contenuto. Come a dire: di fronte a questo rischio, è assai improbabile che uno non scriva la verità.

La perizia giurata può essere fatta da qualsiasi professionista iscritto ad un albo: un medico, un ingegnere, un commercialista, un geometra, ecc. L’importante è che rispetti la procedura citata in precedenza e che, quindi, presti giuramento con la formula che abbiamo riportato davanti ad un cancelliere del tribunale (non occorre che sia dello stesso Comune in cui risiede il committente) o ad un notaio.


note

[1] Art. 483 cod. pen.


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