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Casa fatiscente: posso rinunciare all’eredità?

18 Dicembre 2021 | Autore:
Casa fatiscente: posso rinunciare all’eredità?

Eredità immobile in rovina: come liberarsene?

La perdita di un parente stretto (marito, moglie, genitori) è un evento doloroso, ma inevitabile. Oltre al dolore ed al lutto, questi eventi generano problemi molto complessi per la sorte del patrimonio del defunto. Tra le questioni che possono sorgere vi è quella legata al degrado dei beni immobili ereditati. Posso rinunciare all’eredità di una casa fatiscente? Oppure sono costretto a sopportare costi e stress collegati ad un immobile che si trova in stato di abbandono?

Bisogna innanzitutto dire che l’erede, cioè la persona che in base alla legge o al testamento è chiamata all’eredità, può anche rinunciare a ciò che gli è stato attribuito. In questo articolo tenteremo di spiegare come funziona la rinuncia all’eredità.

Cercheremo di capire come evitare di ereditare un immobile fatiscente che creerebbe soltanto problemi ed evidenzieremo le regole da applicare quando una persona decide di rinunciare alla quota di eredità che la legge o il testamento gli attribuisce. La conoscenza delle norme è essenziale sia per evitare discussioni e perdite di tempo sia per non sostenere spese ingenti.

Come rinunciare all’eredità?

Se nell’eredità del tuo partner o dei tuoi genitori è compresa una casa in condizioni di degrado che richiederebbe spese considerevoli di ristrutturazione, puoi rinunciare all’eredità.

Prima di tutto, devi sapere che, quando una persona muore, i suoi beni non diventano immediatamente di proprietà degli eredi. Essi devono prima accettare l’eredità per diventare proprietari dei beni (mobili ed immobili) del defunto. Ma possono anche rinunciare all’eredità.

Detto questo, la rinuncia all’eredità:

  • si può fare solo dopo la morte della persona della cui eredità si tratta (e non prima);
  • si realizza con una dichiarazione fatta ad un notaio o al cancelliere del tribunale del luogo dove la persona defunta aveva il suo ultimo domicilio [1];
  • non può contenere né condizioni né termini (non si può dire, ad esempio, che si rinuncia a patto che avvenga un determinato fatto o che si rinuncia a partire da una determinata data) [2];
  • non può essere parziale (cioè non si può rinunciare solo ad alcuni beni; si può solo rinunciare a tutta l’eredità) [3];
  • può essere revocata fino a dieci anni dall’apertura della successione (a meno che, nel frattempo, non sia stata acquistata da altri eredi) [4].

Quindi, se sei erede di un grosso conto in banca e di una casa fatiscente non potrai rinunciare alla casa fatiscente ed ereditare solo il denaro giacente nel conto. O erediti tutto o rinunci a tutto.

La rinuncia parziale all’eredità non è consentita

Cosa accade dopo la rinuncia nella successione testamentaria?

Quali effetti produce la rinuncia all’eredità nel caso di una successione testamentaria? Innanzitutto, chi rinuncia all’eredità si considera come se non fosse stato mai chiamato all’eredità.

Inoltre, la legge [5] stabilisce che se il testatore non ha stabilito una sostituzione (cioè se non ha, già nel testamento, indicato la persona a cui assegnare la quota in caso di rinuncia), allora si applicheranno nell’ordine:

  • le regole sulla rappresentazione;
  • se non si possono applicare le regole sulla rappresentazione, ci sarà il cosiddetto accrescimento;
  • come ultima opzione, la quota di chi ha rinunciato sarà attribuita agli eredi legittimi.

Perciò, se un chiamato all’eredità rinuncia alla sua quota e c’è testamento:

  • si applicano prima di tutto le regole della sostituzione ordinaria; cioè chi ha rinunciato viene sostituito dalla persona che il testatore stesso ha eventualmente indicato nel testamento [6];
  • se il testatore non ha stabilito le regole per la sostituzione, si applicherà la rappresentazione [7] secondo la quale se rinuncia il figlio o il fratello o la sorella del defunto al loro posto subentrano i loro rispettivi discendenti (in questo modo se, ad esempio, rinuncia all’eredità il figlio del defunto, al suo posto subentrano nell’eredità i figli del figlio del defunto);
  • se non si potranno applicare le regole né della sostituzione, né della rappresentazione, allora ci sarà l’accrescimento [8] in base al quale, se ci sono più eredi, la quota degli altri coeredi si accresce inglobando quella di chi ha rinunciato;
  • infine, se nessuna delle regole appena indicate può essere applicata, la quota di chi rinuncia viene assegnata agli eredi legittimi (cioè ai parenti fino al sesto grado) [9].

Se rinunci alla tua quota e quindi alla casa fatiscente, essa sarà attribuita al sostituto eventualmente designato dal defunto nel suo testamento.

In base a queste regole, saprai quindi a chi finirà l’immobile degradato a cui hai rinunciato.

Se rinunci alla tua quota, essa è assegnata innanzitutto al sostituto designato nel testamento.

Cosa accade dopo la rinuncia nella successione legittima?

Cosa succede se un chiamato all’eredità rinuncia all’eredità in una successione legittima (cioè in assenza di testamento)? In questo caso, la legge [10] stabilisce che si dovranno applicare nell’ordine:

  • le regole sulla rappresentazione;
  • se non si possono applicare le regole sulla rappresentazione, ci sarà il cosiddetto accrescimento;
  • infine, come ultima opzione, la quota sarà assegnata ai successivi chiamati per legge.

Per quanto riguarda la rappresentazione e l’accrescimento, valgono le stesse regole indicate nel precedente paragrafo.

Se non è possibile applicare né la rappresentazione, né l’accrescimento ed il rinunziante dovesse essere l’unico erede, allora l’eredità andrà ai successivi chiamati per legge (cioè ai parenti fino al sesto grado e, in loro mancanza, allo Stato).

Questi saranno dunque i soggetti a cui finirà la casa fatiscente a cui hai rinunciato.

La rinuncia all’eredità si fa dal notaio o dal cancelliere


note

[1] Art. 519 cod. civ.

[2] Art. 520 cod. civ.

[3] Art. 520 cod. civ.

[4] Art. 525 cod. civ.

[5] Art. 523 cod. civ.

[6] Art. 688 cod. civ.

[7] Art. 467 cod. civ.

[8] Art. 674 cod. civ.

[9] Art. 677 cod. civ.

[10] Art. 522 cod. civ.


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