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Come scaricare le spese universitarie dalle tasse

16 Giugno 2014
Come scaricare le spese universitarie dalle tasse

La guida sulle detrazioni per atenei pubblici e privati, prove di selezioni, università telematiche e conservatori musicali pubblici; sconti fiscali anche per le spese dovute a canoni di locazione.

Le tasse universitarie consentono un risparmio fiscale del 19% in quanto possono essere oggetto di detrazione Irpef in sede di dichiarazione dei redditi (in termini pratici, ciò significa uno sconto sulle tasse da pagare l’anno successivo).

Per le università pubbliche non ci sono limiti di spesa, mentre per i corsi privati è previsto un tetto, rappresentato dalla misura massima delle tasse e dei contributi versati agli istituti statali italiani. Il tetto non tiene conto di eventuali riduzioni o facilitazioni legate all’Isee.

Rientrano nell’ambito dell’agevolazione anche i contributi per eventuali prove di selezione, a condizione che sia richiesta dall’ordinamento universitario.

Il bonus spetta ugualmente per l’iscrizione e la frequenza di università telematiche, purché riconosciute dal Miur, e di conservatori musicali (esclusi quelli privati).

Non hanno invece detrazioni i contributi per il riconoscimento della laurea conseguita all’estero.

È bene ricordare che non è previsto nessun risparmio d’imposta per oneri diversi da quelli per la frequenza: qualunque altra spesa, ad esempio per vitto, trasporto, seminari, testi e altro materiale didattico, anche se idoneamente documentata, non può essere detratta.

Per stabilire l’anno in cui vale la detrazione si applica il principio di cassa: per cui conta l’anno in cui la spesa è stata materialmente sostenuta, mentre non rilevano né l’età né la durata del corso.

Il bonus vale quindi anche per gli studenti fuori corso o lavoratori, e se lo studente è a carico di altri, ad esempio i genitori, della detrazione possono usufruirne questi ultimi.

Le spese devono essere ripartite con riferimento al loro effettivo sostenimento, annotando sul documento la quota di riparto, se diversa dal 50%. In caso di coniuge a carico dell’altro, quest’ultimo può considerare l’intera spesa.

Altri benefici oltre alla detrazione

Gli sconti sulle tasse non esauriscono i benefici fiscali per gli studenti universitari. Un’ulteriore possibilità di risparmio consiste nella detrazione, sempre nella misura del 19%, sulle spese sostenute per alloggiare fuori sede.

Vi sono innanzitutto i canoni dei contratti di ospitalità, o relativi agli atti di assegnazione in godimento o locazione stipulati con enti per il diritto allo studio, università, collegi universitari legalmente riconosciuti, enti senza fine di lucro e cooperative.

A questi si affiancano poi i contratti di locazione stipulati o rinnovati per studenti universitari.

Oltre alla tradizionale locazione a canone libero di 4 anni rinnovabile per altri 4, vi sono quelle a canone concordato di tre anni rinnovabile per altri due, per le quali occorre l’approvazione di un apposito accordo territoriale tra le organizzazioni della proprietà e degli inquilini.

Rientrano nell’agevolazione anche le locazioni transitorie, da un minimo di 6 mesi a un massimo di due anni.

Lo sconto fiscale spetta anche se la locazione riguarda una sola stanza di un appartamento, ma non in caso di subaffitto.

Una delle condizioni per ottenere l’agevolazione, richiede poi che l’ateneo si trovi in un Comune distante almeno 100 chilometri da quello di residenza dello studente e appartenga a una provincia diversa.

La detrazione deve essere calcolata su un massimo di 2.633 euro annui e può essere fruita anche se l’onere è sostenuto nell’interesse di familiari a carico.

Se il contratto di locazione è intestato a uno dei genitori che sostiene la spesa, quest’ultimo può avere il beneficio fiscale, purché il figlio si trovi nelle condizioni richieste dalla norma.

L’importo di 2.633 euro, inoltre, costituisce il tetto di spesa di cui può beneficiare ciascun contribuente, anche nell’ipotesi di un genitore che sostiene la spesa per più contratti in riferimento a più di un figlio.

Qualora il contratto sia stipulato da entrambi i genitori, presumendo che la spesa sarà ripartita in parti uguali, la detrazione spetterà nella misura di 1.316,50 euro ciascuno, mentre se l’intestatario del contratto è il figlio valgono le regole generali (spese divise in base all’effettivo sostenimento, annotando sul documento la percentuale di ripartizione, se diversa dal 50%).

In caso di coniuge a carico dell’altro, quest’ultimo può portare in detrazione l’intera spesa. Nell’ipotesi infine di due figli universitari titolari ciascuno di un distinto contratto di locazione e a carico di entrambi i genitori, ognuno di questi ultimi potrà beneficiare della detrazione del 19% sull’importo massimo di 2.633 euro.


note

Autore immagine: cassazione. net


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