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Quali sono gli obblighi del venditore?

16 Dicembre 2021 | Autore:
Quali sono gli obblighi del venditore?

La legge prevede garanzie ad hoc per chi acquista il diritto di proprietà di un bene o un altro diritto.

La compravendita (o più semplicemente la vendita) è un contratto che prevede il trasferimento della proprietà di una cosa o il trasferimento di un altro diritto verso il corrispettivo di un prezzo [1]. La sua funzione, quindi, è quella di ottenere il risultato economico di scambiare un bene qualsiasi per un certo prezzo. Nella vendita, si possono individuare due parti: il venditore (o alienante), cioè chi trasferisce il diritto, e il compratore (o acquirente), ovvero chi si obbliga a pagare un prezzo, espresso in una somma di denaro. A carico di entrambi questi soggetti il Codice civile prevede determinati vincoli. In particolare, quali sono gli obblighi del venditore?  

Gli obblighi del venditore sono essenzialmente tre: consegnare la cosa al compratore; fargli acquistare la proprietà della cosa o il diritto, se l’acquisto non è effetto immediato del contratto; garantire il compratore dall’evizione e dai vizi della cosa [2].

Per quanto attiene, invece, al compratore, la sua obbligazione principale è quella di pagare il prezzo nel termine e nel luogo stabilito dal contratto. Quindi, si tratta di un’obbligazione pecuniaria. In mancanza di accordo, il pagamento deve essere effettuato al momento e nel luogo della consegna, altrimenti al domicilio del venditore. Il prezzo deve essere certo, cioè determinato dalle parti al momento della stipula del contratto, o quanto meno determinabile.

Inoltre, sul compratore gravano tutte le spese della vendita – come ad esempio l’onorario del notaio nell’ipotesi in cui la vendita sia stata redatta nella forma dell’atto pubblico – salvo che non sia stato diversamente concordato tra le parti. Per saperne di più, prosegui nella lettura di questo articolo.

Obbligo di consegnare il bene venduto: in cosa consiste?

L’obbligo di consegnare la cosa consiste nel dovere del venditore di assicurare al compratore la disponibilità materiale del bene nello stato in cui esso si trovava al momento della conclusione del contratto. In altri termini, l’alienante deve consegnare non solo la cosa ma anche gli accessori, le pertinenze e i frutti dal giorno della vendita, tranne se le parti si sono accordate in modo differente. Il venditore deve, altresì, consegnare i titoli e i documenti relativi alla proprietà e all’uso della cosa venduta. Ad esempio, Angelo vende la propria Fiat 600 ad Andrea. In tal caso, deve consegnargli non solo l’auto ma anche il libretto di circolazione.

Se la consegna avviene in un momento successivo a quello dell’acquisto, il venditore è tenuto a custodire il bene.

Obbligo di far acquistare la proprietà al compratore: cos’è?

L’obbligo di far acquistare la proprietà al compratore assume rilievo nell’ipotesi in cui il contratto di vendita non opera il trasferimento immediato del diritto. Ad esempio, si pensi all’ipotesi di una vendita di cosa altrui dove il bene venduto, al momento della conclusione del contratto, non è di proprietà del venditore. Il diritto, quindi, non si trasferisce immediatamente al compratore. In tal caso, il venditore deve impegnarsi ad acquistare la proprietà del bene da chi ne è il reale proprietario per, poi, trasferirla all’acquirente.

Obbligo di garantire dall’evizione/vizi del bene: di cosa si tratta?

Per capire l’obbligo di garantire il compratore dall’evizione bisogna conoscere il significato della parola “evizione”. Nel linguaggio giuridico, detto termine indica la perdita del diritto acquistato dal compratore a seguito di una sentenza che accerta che il titolare del diritto oggettivo di compravendita non era il venditore ma un terzo. In parole più semplici, si ha evizione quando il compratore viene privato del bene acquistato in conseguenza di una sentenza che dichiara che il proprietario del bene è un terzo soggetto e non il venditore.

Il venditore deve, perciò, garantire l’acquirente da questo genere di pericolo, deve cioè assicurare il compratore sul fatto di essere titolare del diritto di proprietà pieno ed esclusivo del bene venduto.

Come può essere l’evizione?

L’evizione può essere totale, se è riferita all’intera cosa venduta, o parziale, se è relativa soltanto ad una parte di essa.

Nel primo caso, il compratore perde completamente la proprietà del bene acquistato. Quindi, il venditore, in conseguenza della garanzia, deve restituire il prezzo ricevuto, rimborsare tutte le spese sostenute e risarcire il danno subito dall’acquirente.

Nella seconda ipotesi, invece, il compratore perde una parte della proprietà del bene acquistato. Pertanto, può chiedere la risoluzione del contratto solo se risulta che non avrebbe acquistato il bene senza quella parte di cui non è divenuto proprietario. Può comunque ottenere una riduzione del prezzo oltre al risarcimento del danno.

Obbligo di garantire dai vizi della cosa: cos’è?

Nella compravendita, il bene venduto, al momento della conclusione del contratto, deve essere immune da vizi, ovvero da difetti che lo rendono inidoneo all’uso a cui è destinato oppure che ne diminuiscono in modo apprezzabile il valore. Si deve trattare di vizi occulti, cioè non conosciuti dal compratore né facilmente riconoscibili.

Pertanto, qualora la cosa venduta presenti difetti, il compratore può:

  1. chiedere la risoluzione del contratto, con conseguente restituzione della cosa al venditore e rimborso del prezzo pagato e delle spese sostenute (azione restitutoria);
  2. chiedere una riduzione del prezzo tale da compensare i difetti scoperti (azione estimatoria).

Il compratore deve denunciare, cioè deve far presente al venditore, i vizi entro otto giorni dalla loro scoperta e deve chiamare in giudizio il venditore comunque entro un anno dalla consegna della cosa [3].


note

[1] Art. 1470 cod. civ.

[2] Artt. 1476 e succ. cod. civ.

[3] Art. 1495 cod. civ.


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