Diritto e Fisco | Articoli

Cambio destinazione d’uso in condominio: cambiano le regole

17 Giugno 2014
Cambio destinazione d’uso in condominio: cambiano le regole

Parti comuni: per variare la destinazione l’avviso di assemblea va affisso almeno 30 giorni prima; la convocazione deve arrivare per raccomandata o per mail certificata.

Maggioranza speciale e regole di convocazione dell’assemblea differenti rispetto a quelle ordinarie per il cambio di destinazione d’uso in condominio. Con la riforma [1] è diventato più difficile che in passato variare la finalità a cui sono adibiti locali e porzioni di immobili comuni. Si pensi, ad esempio, al cambio di destinazione d’uso dei locali di portineria e alloggio del portiere, quando sia stato soppresso il servizio di portierato.

Regole per approvare la variazione d’uso

Nel regime anteriore alla riforma, la modifica avveniva con la stessa maggioranza dei condomini oltre ai due terzi dei millesimi.

Da un anno il quadro è cambiato. Ora il codice stabilisce che la destinazione d’uso delle parti comuni possa essere modificata “con un numero di voti che rappresenta i quattro quinti dei partecipanti al condominio e i quattro quinti del valore dell’edificio”.

Pertanto è necessaria la maggioranza per i cambi di destinazione d’uso.

Anche la nuova norma, comunque, ribadisce comunque che il cambio è permesso solo se non reca pregiudizio alla stabilità o sicurezza del fabbricato, al pari godimento di tutti i condomini e a patto che non ne alteri il decoro.

Il risultato è che oggi il riuso di spazi condominiali non più utilizzati è ostacolato, piuttosto che agevolato.

Regole per convocare l’assemblea per decidere sul cambio di destinazione

Oltre alle maggioranze, sono più difficili rispetto alla situazione antecedente anche i termini di convocazione dell’assemblea.

L’avviso d’indizione deve essere affisso per non meno di 30 giorni consecutivi nei “locali di maggior uso comune o negli spazi a tale fine destinati”.

La comunicazione ai singoli proprietari, invece, deve arrivare mediante lettera raccomandata o mezzi telematici equipollenti con almeno 20 giorni di anticipo. Ciò significa che non dovrebbe essere ammesso un semplice fax o la consegna a mano.

Infine, all’interno della convocazione è necessario indicare quali siano le parti comuni oggetto della modificazione e quale la nuova destinazione d’uso proposta. Pena la nullità della convocazione.

Sulla conseguente e logica nullità anche della delibera (eventualmente approvata nel corso di una riunione nulla) non c’è, invece, ancora chiarezza. Ma quasi certamente toccherà alla magistratura offrire chiarimenti.


note

[1] L. 11 dicembre 2012, n. 220, entrata in vigore il 18 giugno del 2013.

Autore immagine: 123rf com


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube