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Come si paga la tassa sul capital gain?

18 Dicembre 2021
Come si paga la tassa sul capital gain?

Come funziona la tassa sulle plusvalenze finanziarie? Come si calcola e come si paga?

Se hai investito delle somme sui mercati finanziari o se sei intenzionato a farlo, ti sarai sicuramente domandato come vengono tassati i tuoi guadagni. Questa domanda è più che legittima e assolutamente attuale. Anche grazie al trading online è sempre maggiore il numero di persone che investe delle somme in strumenti finanziari. Una volta ottenuti dei guadagni, è bene sapere come muoversi a livello fiscale e, quindi, come si paga la tassa sul capital gain.

Come in tanti altri settori, è importante che tu sappia quali sono gli adempimenti necessari per essere in regola con il Fisco. Anche nel settore degli investimenti i controlli da parte delle autorità sono frequenti e non è assolutamente una buona idea quella di farsi trovare impreparati. In questo articolo ti spiegherò quindi come calcolare l’importo da versare all’Erario e come si paga la tassa sul capital gain.

Cos’è la tassa sul capital gain?

La tassa sul capital gain, conosciuta anche come tassa sulle plusvalenze finanziarie, è un’imposta che va a colpire esattamente le plusvalenze finanziarie che realizzi nel corso dell’anno.

Ti faccio un esempio.

Se hai acquistato sui mercati finanziari delle azioni a 10.000€ e le hai rinvenute per un valore di 12.000€, hai realizzato una plusvalenza finanziaria. In questo modo, hai generato una base imponibile di 2.000€.

La plusvalenza finanziaria viene assoggettata dallo Stato italiano ad un’imposta del 26%. Ciò significa che dei 2.000€ che hai guadagnato dal tuo investimento, 520€ dovranno essere versati a favore dell’erario.

Questa imposta è prevista dal Tuir, il Testo unico delle imposte sui redditi.

Come si paga la tassa sul capital gain?

Come hai visto nel paragrafo precedente, i cittadini che realizzano delle plusvalenze finanziarie devono dichiararle affinché vengano sottoposte ad un’imposta del 26%.

La dichiarazione deve essere fatta nel quadro RT del modello Redditi, in particolare nella Sezione 2, indicata come “plusvalenze assoggettate a imposta sostitutiva del 26%“.

Ti anticipo che in questa sezione dovrai dichiarare esattamente quanto hai guadagnato dai tuoi investimenti, quindi è bene che ti faccia affiancare da un esperto in materia. Questo anche perché è importante conservare la documentazione che comprova quanto tu hai dichiarato.

Vediamo più nel dettaglio come compilare le voci della sezione 2 del quadro RT.

Come si compilano le voci del quadro RT?

Nella sezione 2 del quadro RT troverai 9 voci da compilare, le quali vanno da RT21 fino a RT29.

Nella prima voce (RT21), dovrai indicare il totale delle somme che hai ricevuto come corrispettivo degli investimenti fatti. Non si tratta quindi della sola plusvalenza ma di tutto ciò che è tornato nelle tue tasche a fine investimento (quindi, il capitale iniziale a cui si sommano le plusvalenze).

Nella voce RT22, dovrai inserire la somma totale che hai investito mentre in quella successiva, la RT23 vanno riportate le plusvalenze complessive che hai generato.

Le voci RT24, RT25 e RT26 sono dedicate alle minusvalenze. Qui potrai indicare le minusvalenze relative anche agli anni precedenti. Il motivo te lo spiegherò nel prossimo paragrafo.

Per ultimo, dovrai compilare la voce RT27. In questo caso, si tratta di calcolare l’imposta dovuta, quindi dovrai inserire in questo campo il 26% dell’importo riportato nel campo delle plusvalenze. L’unica accortezza che dovrai prendere è che se negli anni precedenti hai dichiarato delle minusvalenze, allora questo importo potrà essere ridotto. Non si tratterà più di calcolare il 26% delle plusvalenze bensì di calcolare la stessa percentuale ma sulle plusvalenze ridotte dalle minusvalenze degli anni precedenti.

Come devo agire in caso di minusvalenze?

Ti potrebbe essere capitato che alcuni investimenti non siano andati a buon fine ed abbiano quindi realizzato delle minusvalenze. In questo caso, ovviamente, non dovrai versare alcuna imposta poiché non hai generato una plusvalenza. Sarai felice di sapere, invece, che dalle plusvalenze deriva un credito d’imposta. Questo credito, se inserito nel quadro RT, può essere utilizzato per ridurre la tassazione delle plusvalenze. Il credito d’imposta può essere dichiarato ed utilizzato per i quattro anni successivi rispetto a quello in cui la minusvalenza si è realizzata.

Al riguardo, ti preciso solamente che non tutte le minusvalenze possono essere recuperate. In particolare, tra queste non rientrano gli investimenti che generano “redditi di capitale”, ad esempio gli etf, le cedole delle obbligazioni e i dividendi delle azioni.

Come fare nel caso di modello 730?

Se sei un dipendente oppure un pensionato avrai notato che nel modello 730 non è presente il quadro RT.

In questo caso, hai due alternative. La prima è quella di integrare il modello 730 con il modello Redditi. In questo caso, consegnerai entrambi i modelli ma del secondo dovrai compilare, ovviamente, solo il quadro RT. La seconda possibilità è quella di utilizzare il modello Redditi PF invece del modello 730.



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