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Postepay: come difendersi da operazioni non autorizzate?

4 Ottobre 2021 | Autore:
Postepay: come difendersi da operazioni non autorizzate?

Valanga di segnalazioni dei nostri lettori su prelievi abusivi dalla carta di Poste Italiane: cosa fare e come evitare le truffe.

L’allarme è scattato verso la metà del 2021. Molti titolari della carta di pagamento Postepay si sono trovati il proprio conto prosciugato a colpi di piccole operazioni di circa 4,20 euro più 5 centesimi di commissioni per operazioni non fatte o richieste da loro. Lo dimostrano le decine di testimonianze che le vittime di questi prelievi non autorizzati hanno lasciato commentando alcuni articoli pubblicati tempo fa da La Legge per Tutti. Praticamente, tutti parlano di diversi addebiti tra i 4,20 e i 4,40 euro (ce n’è anche qualcuno che supera i 7 euro) effettuati a nome di Google Play. Eppure, giurano i malcapitati possessori della carta, non è stato fatto alcun acquisto dallo store della «grande G». Che cosa sta succedendo? E, per chi è titolare di una carta Postepay, come difendersi da operazioni non autorizzate?

Scrive uno dei nostri lettori: «Appena scoperto, 6 addebiti da 5 dollari in un minuto di notte, Postepay svuotata. Nessun addebito anomalo su PayPal e Amazon, non ho metodi di pagamento abilitati su Google, nessun acquisto fatto di notte, niente phishing, niente sms farlocchi, niente contactless (dormivo), credenziali e tessera sempre al sicuro. Antivirus aggiornati e niente ingenuità da click compulsivo. L’unico uso recente del CVV2 è stato per pagare il bollo sul sito della Regione. Oppure hanno raccolto i dati di molti utenti nei mesi precedenti e li hanno attaccati solo adesso».

Non può essere un caso il fatto che sia partito un attacco massiccio proprio ai titolari di questo tipo di carta di pagamento e utilizzando lo stesso metodo, cioè presunti acquisti tramite Google Play, quasi sempre per la stessa cifra ripetendo l’operazione più volte fino a svuotare il conto. A questo punto, la prima cosa da sapere è come comportarsi quando si scopre che qualcuno sta utilizzando senza complimenti i soldi contenuti nella propria Postepay, come difendersi da operazioni non autorizzate e che cosa si può chiedere a Poste Italiane.

Postepay: come evitare pagamenti indesiderati

Per evitare dei pagamenti indesiderati con la propria Postepay occorre innanzitutto giocare in difesa, proteggendo il più possibile la carta. A tal proposito, è possibile aderire al Sistema Sicurezza web che consente di autorizzare tutte le transazioni sui siti di Poste Italiane e sui siti esterni convenzionati al protocollo 3D Secure con una password dinamica inviata tramite Sms al numero di cellulare indicato alle poste.

Significa, dunque, che non si avrà una password fissa da utilizzare sempre per ogni transazione: ogni volta che si avrà bisogno di effettuare un’operazione, si dovrà inserire quella ricevuta sul proprio telefonino. Va da sé che, in questo caso, occorrerà stare attenti a non farsi rubare anche il cellulare, altrimenti siamo punto e a capo.

In pratica, per garantire maggiore sicurezza alla Postepay, si può:

  • associare un numero di cellulare alla carta presso uno sportello Atm Postamat oppure in un ufficio postale. Il numero può essere modificato in ogni momento;
  • abilitare la carta sia dal telefono associato sia online per consentire le transazioni sui siti di Poste Italiane o su quelli convenzionati al protocollo 3D Secure ed eliminando l’autorizzazione a pagamenti verso siti o servizi indesiderati (ad esempio, giochi o scommesse che fanno gola ai ladri ma che al titolare della carta non interessano).

Postepay: la querela alle forze dell’ordine

Come per qualsiasi atto illecito che si subisce su una carta di credito, di debito o prepagata, quando si scoprono delle operazioni non autorizzate sulla Postepay, la prima cosa da fare è bloccare la carta segnalando l’accaduto all’apposito numero verde di Poste Italiane, 800.00.33.22, attivo 24 ore su 24. Da questo momento, non sarà più possibile compiere operazioni con essa. Dopodiché, bisogna andare in una stazione dei Carabinieri o in un commissariato di Polizia per effettuare la relativa querela.

Qualche lettore ci ha segnalato che oggi, per la domanda di rimborso, non viene più richiesta la copia della querela alle forze dell’ordine: «Ho già mandato via PEC richiesta di rimborso. Mi hanno detto che non è più necessario fare denuncia preventiva ai Carabinieri per inoltrare il modulo di contestazione. Per essere sicuri di questo – scrive il lettore – ho prima chiesto a due uffici postali che mi hanno confermato questa cosa».

Ciò nonostante, è sempre meglio sporgere la querela non solo per avere il rimborso dei soldi spariti dalla propria Postepay (anche se poi Poste Italiane lo riconoscesse comunque) ma anche per segnalare l’abuso e mettere le forze dell’ordine nelle condizioni di indagare e di trovare i responsabili. Verrà aperto, infatti, un fascicolo «contro ignoti», a meno che la vittima della truffa non sia in possesso del nome del colpevole o del conto corrente su cui sono stati accreditati i soldi prelevati senza autorizzazione dalla carta: in questo caso, il procedimento si instaura contro una persona definita o «da individuare».

Agli inquirenti basterà dimostrare che la somma sia transitata sulla carta elettronica dell’imputato e che questi non sappia dare spiegazioni del fatto. Così ha stabilito la Cassazione [1]: «Ai fini della configurabilità del delitto di ricettazione, la mancata giustificazione del possesso di una cosa proveniente da delitto costituisce prova della conoscenza della illecita provenienza».

Postepay: la richiesta a Poste Italiane

Chi ha scoperto delle operazioni non autorizzate sulla propria Postepay deve avviare, dopo aver presentato la querela alle forze dell’ordine, la procedura di charge back, cioè la richiesta a Poste Italiane in qualità di intermediario finanziario di rimborso delle somme indebitamente prelevate dalla carta.

È sempre la Cassazione [2] ad attribuire la responsabilità alla banca per l’accesso abusivo al conto corrente o alla carta prepagata del cliente. L’istituto di credito è infatti tenuto ad adottare tutte le misure necessarie per evitare operazioni non autorizzate e truffe ai danni del correntista.

La responsabilità della banca o, in questo caso, delle Poste viene meno solo nel momento in cui si riesce a dimostrare che il prelievo non autorizzato è avvenuto perché il titolare del conto o della carta non ha custodito correttamente le credenziali di accesso. Altrimenti, il possessore della carta ha il diritto di riavere i soldi trafugati da terzi. A tal fine, bisogna presentare alle Poste la copia della querela e chiedere, con un’apposita diffida – cui allegare l’estratto conto – la restituzione del denaro.

Ancora la Cassazione ha chiarito che se l’utente comunica l’illecito dopo una «protratta attesa», cioè se non lo segnala subito alle Poste, l’onere probatorio in capo alla società è escluso e dovrà essere il cliente a dimostrare che le operazioni contestate non sono state autorizzate dal titolare della carta Postepay [3].

Postepay: come evitare le truffe?

Ci sono, comunque, alcuni comportamenti con i quali è possibile evitare di rimanere vittima di una truffa Postepay. Ad esempio:

  • tenere sempre la carta nel portafogli o, comunque, in un posto protetto: lasciando la tessera in giro, i dati presenti su di essa e il codice sul retro possono essere facilmente utilizzati per effettuare acquisti online;
  • Poste italiane non chiede mai informazioni via e-mail: se arriva qualche comunicazione per posta elettronica recante il logo delle Poste, è sicuro che si tratta di una truffa;
  • collegarsi al sito Internet delle Poste e attivare la procedura di sicurezza web: così facendo, la Postepay verrà collegata ad un numero di cellulare, di modo che ogni prelievo e operazione effettuata verrà segnalata tempestivamente con un messaggio.

note

[1] Cass. sent. n. 52271/2016.

[2] Cass. sent. n. 2950/17 del 3.02.2017 (leggi Conto in banca, prelievi non autorizzati e truffe online); Trib. Roma, sent. n. 16221/16 del 31.08.2016; Cass. sent. n. 10638/2016 (leggi Furto sul conto: quando la banca rimborsa nonché Addebiti non autorizzati sul conto e truffe).

[3] Cass. sent. n. 26916/20 del 26 novembre 2020.


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84 Commenti

  1. Il fatto di non essere da solo, un po’ mi rincuora. Non sono uno sprovveduto ad aver scaricato qualche app malevola (ho sospettato di quelle per il riconoscimento del green pass). Comunque non serve andare dai carabinieri perchè la denuncia si può fare nell’ufficio postale (fonte 800.00.33.22 postepay).
    Un altro problema è che in il resoconto delle poste è limitato a un massimo di 40 operazioni. Chissà quante ce ne saranno. Ho più di 200 € da farmi rimborsare!!!
    Lunedì in posta farò guerra.

    1. Certo che al numero verde Postepay dicono di non andare dai carabinieri a fare la denuncia, meglio risolvere la questione “in casa propria” e non far insospettire nessuno. Bisogna denunciare in massa, questa problema deve diventare di dominio pubblico…

  2. Grazie alla segnalazione di un amico ho controllato e hanno iniziato giorno 5 ottobre con 3 tentativi da 6 euro e rotti (non ancora contabilizzati) e dal 6 ottobre un addebito da 12,95 $ e poi 7 addebiti da 4,33 per ogni addebito poste si è presa i costi di cambio valuta, i pagamenti effettuati sono tutti a GOOGLE *GOOGLE PLAY G.CO/HELPPAY£ US tranne quelli non contabilizzati. Bloccata carta da app ma non serve a nulla, la si deve bloccare chiamando il numero 800 003 322. fatto reclamo dal sito delle poste ho ricevuto questa risposta che nulla dice:Gentile Cliente,

    in riferimento alla sua richiesta con Oggetto: «postepay» , le comunichiamo quanto segue:
    si è reso necessario un ulteriore controllo al fine di interpretare al meglio e arginare il fenomeno degli addebiti disconosciuti su Google Play.abbiamo bisogno di sapere se il fenomeno di tali addebiti si è protratto anche a seguito di blocco e sostituzione della carta precedentemente coinvolta.

    Incompetenti, inconcludenti e vergognosi, questa la mia opinione.

    PS dal primo ottobre sono partite le nuove funzionalità delle carte postali, postepay compresa:

  3. Ciao a tutti, vi scrivo per informarvi che c’è una soluzione diversa per il rimborso; come voi ho trovato 4 addebiti non autorizzati da Google Play per un totale di 35 euro, così ho pensato di contestare direttamente a loro specificandone importi e date come da descrizione dei movimenti sulla postpay, considerando il fatto che non avessi mai associato il numero della carta postpay all’account di Google. Beh a distanza di qualche giorno dal reclamo ho ricevuto l’esito della rivendicazione, mi hanno rimborsato 30 euro, specificando che non sono stati in grado di confermare un’attività fraudolenta in relazioni e tutti gli articoli evidenziati. Beh meglio di niente ho riavuto l’accredito di gran parte della cifra prelevatami. Spero di esser d’aiuto per qualcuno che non voglia magari seguire la burocratica linea con le Poste. Buona giornata a tutti!

    1. Ciao, come hai contestato? Con il modulo specifico ” Modulo contestazione addebito per i servizi postepay” (pdf di 8 pagine) e poi inviandolo all’indirizzo pec? Grazie Valentina per la risposta.

  4. Sono senza parole! Ho controllato per caso la carta Post Pay e scopro diversi pagamenti a GOOGLE *GOOGLE PLAY G.CO/HELPPAY£ US + i costi di cambio valuta…. Sottratti più di 70€! il primo addebito da 13€, poi 8,67, 4 da 4,33, il 13 ottobre, in 2 minuti. Il 14 ottobre addirittura di € 21,70…. domani mi tocca andare in posta, spero che siano gentili con me come sempre!! e comunque farò anche la denuncia ai Carabinieri. Si prega di divulgare la notizia allucinante a più persone possibili…Grazie

  5. Stessa cosa anche a me per un totale di più di cento euro fatto da numerosi addebiti di circa 4,32€.
    Bloccato la carta e avviato la procedura per chiedere il rimborso. La cosa preoccupante è che dopo aver chiuso la carta ne ho richiesta immediatamente una nuova, che ho attivato una settimana fa e che aveva solo la carica standard di 5€. Nella giornata di ieri vedo che è gia stata prosciugata sempre con il solito sistema 4,32€ da google.play. La cosa preoccupante è che non la avevo ancora agganciata a niente è stata fatta solo l’attivazione sul sito delle poste. Ho c’è qualche talpa interna o hanno i loro server che sono dei colabrodi.

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