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Donazione di sangue: cosa dice la legge

17 Giugno 2014
Donazione di sangue: cosa dice la legge

Caratteristiche del donatore e permessi dal lavoro: quale la disciplina?

Se vuoi donare il sangue devi conoscere non puoi avventurarti senza prima sapere quello che prevede la legge. Ecco quindi questa breve guida che potrà esserti utile.

Il donatore

Le donazioni di sangue sono regolate da una disciplina molto stringente, per evitare rischi alla salute sia per il donatore che per il ricevente.

Un decreto ministeriale del 3 marzo 2005 stabilisce che il donatore debba avere un’età non minore di 18 anni e non superiore a 60 anni.

Quanto al peso, esso non deve essere inferiore a 50 kg.

Il donatore deve avere una pressione minima tra 60 e 100 mm di mercurio e massima tra 110 e 180 mm. Inoltre il suo cuore deve battere in modo ritmico e regolare tra le 50 e le 100 volte al minuto.

L’emoglobina non deve essere inferiore a 12,5 g/dL nelle donne e 13,5 g/dL negli uomini.

In ogni caso, prima della trasfusione, è sempre bene che il donatore sostenga un colloquio privato con un medico, che ne verifichi lo stile di vita.

Chi si presenta per donare il sangue deve essere a digiuno (è sufficiente un digiuno nelle ultime cinque ore) o dopo una leggera colazione priva di cibi solidi.

In genere la donazione non dovrebbe superare  450 cc del proprio sangue.

Dopo il prelievo, al donatore deve essere offerto un ristoro per reintegrare i liquidi (una colazione leggera).

L’intervallo minimo tra una donazione di sangue intero e l’altra è di 90 giorni.

Di norma, quindi, gli uomini possono donare sangue intero 4 volte l’anno, mentre le donne 2 volte l’anno.

Le donne non possono donare sangue durante le mestruazioni o la gravidanza, e per un anno dopo il parto.

Permessi del lavoratore

I donatori di sangue titolari di un rapporto di lavoro dipendente hanno diritto ad astenersi dal lavoro per l’intera giornata in cui effettuano la donazione, conservando la normale retribuzione per l’intera giornata lavorativa.

In pratica, al dipendente che cede il sangue gratuitamente viene concessa una giornata di riposo: per tale giornata egli ha diritto alla normale retribuzione.

La retribuzione viene corrisposta direttamente dal datore di lavoro, il quale ha facoltà di chiedere il rimborso all’Istituto di assicurazione contro le malattie al quale è iscritto il donatore.

Il datore di lavoro porrà a conguaglio la retribuzione corrisposta al donatore di sangue con i contributi dovuti all’Inps.

Onde ottenere il diritto alla giornata di riposo e la relativa retribuzione è necessario che:

1. il prelievo di sangue sia effettuato presso Centri autorizzati (Centro di raccolta fisso o mobile, oppure presso un Centro trasfusionale, oppure presso un Centro di produzione di emoderivati regolarmente autorizzati dal Ministero della Sanità);

2. la donazione non sia inferiore a 250 grammi.



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