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Pensione contributiva: importo minimo

18 Dicembre 2021 | Autore:
Pensione contributiva: importo minimo

Importo soglia del trattamento pensionistico calcolato con sistema interamente contributivo: di che cosa si tratta.

Oltre al danno, la beffa: non solo il pensionato assoggettato al calcolo interamente contributivo del trattamento non può ottenere alcun aumento, come l’integrazione al trattamento minimo o l’incremento al milione, ma deve anche raggiungere un importo minimo, o importo soglia, per potersi pensionare. In merito alla pensione contributiva, l’importo minimo che cos’è?

Il nome non inganni: non si tratta dell’ammontare minimo di pensione che l’Inps deve liquidare a chi subisce il calcolo integralmente contributivo del trattamento ma, al contrario, dell’importo minimo che il trattamento deve raggiungere per ottenere il diritto alla pensione.

Detto in parole semplici: la tua pensione è bassa ed è calcolata con il sistema integralmente contributivo? L’Inps non te la liquida.

Da queste disposizioni emerge l’enorme disparità di trattamento tra i pensionati soggetti al calcolo misto (per una quota retributivo, per una quota contributivo) e quelli soggetti al solo calcolo contributivo: non solo la pensione contributiva risulta più bassa, nella generalità dei casi, ma in diverse ipotesi non è nemmeno possibile pensionarsi e, per di più, non spettano le integrazioni del trattamento.

Appare chiaro che la finalità della normativa sia quella di riequilibrare le casse pubbliche, in grave difficoltà a causa della mancata sostenibilità del sistema pensionistico pubblico, peraltro eccessivamente generoso in passato, ma questo fine viene perseguito, purtroppo, a discapito dei lavoratori con minore anzianità.

Che cos’è il sistema contributivo?

Il sistema contributivo di calcolo della pensione è stato introdotto nel nostro ordinamento dalla cosiddetta legge Dini [1]. È un sistema che, anziché basarsi sugli ultimi redditi e sull’anzianità contributiva maturata entro determinati periodi, si basa sui contributi effettivamente versati e sull’età al momento della pensione.

Ecco perché il sistema retributivo – misto risulta più favorevole rispetto al contributivo: mentre il primo si basa sugli ultimi stipendi o redditi, di solito i più elevati, il sistema contributivo prende in considerazione tutti gli accrediti effettuati nell’estratto conto previdenziale del lavoratore. Inoltre, i coefficienti di rivalutazione dei redditi o delle retribuzioni, utilizzati nel calcolo retributivo, risultano maggiori rispetto al tasso di capitalizzazione utilizzato per rivalutare i contributi.

Per approfondire, leggi: Guida al calcolo contributivo della pensione.

A quali lavoratori la pensione viene calcolata solo col sistema contributivo?

I sistemi di calcolo della pensione, per la generalità dei lavoratori iscritti all’Inps, sono tre:

  • il calcolo retributivo, che si basa sui redditi più alti, o migliori (a seconda della gestione previdenziale di appartenenza);
  • il calcolo contributivo, che si basa sui contributi accreditati e sull’età pensionabile,
  • il calcolo misto, che comprende entrambi i sistemi.

Chi possiede almeno 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995 ha diritto al calcolo retributivo sino al 2011, poi al calcolo contributivo.

Chi possiede meno di 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995 ha diritto al calcolo retributivo sino al 1995, poi al calcolo contributivo: può però optare per il calcolo integralmente contributivo, avvalendosi dell’opzione contributiva; si tratta di una possibilità introdotta dalla legge Dini [2]. L’opzione contributiva Dini non consente però di raggiungere le pensioni contributive “speciali”, quali la pensione anticipata a 64 anni e la pensione di vecchiaia con 5 anni di contributi.

Chi non possiede contributi al 31 dicembre 1995 ha diritto al solo calcolo contributivo.

Sono soggetti al calcolo interamente contributivo anche:

  • i lavoratori che optano per il computo presso la gestione Separata Inps, cioè per far confluire tutta la contribuzione verso questa cassa [3];
  • alcuni lavoratori la cui pensione viene liquidata in regime di totalizzazione [4];
  • le lavoratrici che aderiscono all’opzione donna (la pensione con opzione donna, però, non è assoggettata a tutte le regole del sistema contributivo, tanto è vero che può essere integrata al minimo).

Che cos’è l’importo soglia della pensione?

L’importo soglia è l’importo minimo che una pensione, calcolata con sistema integralmente contributivo, deve raggiungere per poter essere liquidata dall’Inps.

Fortunatamente, non tutti i trattamenti pensionistici lo richiedono. L’importo minimo è previsto:

  • per la pensione anticipata contributiva, che si raggiunge con 64 anni di età e 20 anni di contributi; in questo caso, il trattamento può essere liquidato con un importo almeno pari a 2,8 volte l’assegno sociale, cioè pari a 1288,78 euro mensili per il 2021;
  • per la pensione di vecchiaia ordinaria, che si raggiunge con 67 anni di età e 20 anni di contributi; in questo caso, il trattamento può essere liquidato con un importo almeno pari a 1,5 volte l’assegno sociale, cioè pari a 690,42 euro mensili per il 2021;
  • per la pensione di vecchiaia in regime di totalizzazione, che si raggiunge con 66 anni di età, 20 anni di contributi complessivi (tra tutte le gestioni previdenziali d’iscrizione), il trattamento può essere liquidato con un importo almeno pari a 1,5 volte l’assegno sociale, cioè pari a 690,42 euro mensili per il 2021.

L’importo soglia è richiesto anche se la pensione anticipata contributiva o la pensione di vecchiaia ordinaria è conseguita in regime di cumulo (si tratta di una misura, come la totalizzazione, che consente di sommare gratuitamente alla contribuzione accreditata in casse diverse).

Che cosa succede se non si raggiunge l’importo soglia?

Se il lavoratore non raggiunge l’importo soglia minimo, può comunque pensionarsi con i trattamenti che non lo prevedono, quali ad esempio:

  • la pensione anticipata ordinaria, che si raggiunge con 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne;
  • la pensione di vecchiaia contributiva, che si raggiunge con 71 anni di età e 5 anni di contributi.

note

[1] L. 335/1995.

[2] Art. 1 co. 23 L. 335/1995.

[3] Art. 3 DM 282/1996.

[4] D.lgs. 42/2006.

Autore immagine: pixabay.com


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