Studenti a rischio discriminazione per il vaccino

4 Ottobre 2021 | Autore:
Studenti a rischio discriminazione per il vaccino

Comporta una violazione della privacy chiedere ad un ragazzo se lui e i suoi familiari hanno aderito alla campagna vaccinale? Ecco le disposizioni del Garante.

Un professore è legittimato a porre delle domande al suo allievo. Purché riguardino le odi di Carducci, una formula matematica, l’Impero Romano o argomenti di qualsiasi materia si debba studiare a scuola. Attenzione, però, a esagerare con le interrogazioni: il ragazzo ha il sacrosanto diritto di non rispondere su determinate questioni che non si trovano sui testi scolastici senza rischiare l’insufficienza. Poniamo il caso del Covid: il docente può chiedere allo studente se è vaccinato? Così facendo, gli studenti sono a rischio discriminazione per il vaccino?

Al posto dell’allievo interviene il Garante della privacy. E non certo perché ha bisogno di un voto alto, ma per proteggere la riservatezza di chi non è tenuto a rispondere ad una domanda non solo inopportuna ma anche senza senso, come vedremo tra poco. Il punto è sapere se la domanda è vietata, cioè se va contro la legge chiedere allo studente se è vaccinato. Perché, in quest’ultimo caso, il prof sarebbe punibile.

Per evitare sgradevoli malintesi, l’Autorità che si occupa della protezione dei dati personali ha inviato al ministero dell’Istruzione una lettera in cui ha chiarito come si deve e non si deve comportare il personale scolastico per quanto riguarda il rischio di violazione dei dati che hanno a che fare con il vaccino anti-Covid. Vediamo cosa ha detto il Garante.

Lo studente deve dire se è vaccinato contro il Covid?

Secondo il Garante per la protezione dei dati personali, ci sono due punti fermi che riguardano la tutela della privacy sulla questione Covid. Uno: il personale scolastico, che si tratti del dirigente, del docente o dell’impiegato della segreteria, non può chiedere a uno studente se ha fatto il vaccino contro il coronavirus. Men che meno può pretendere di sapere se tutti a casa sua sono stati vaccinati. Secondo punto fermo: porre tale domanda a un allievo comporta il rischio di compromettere il suo piano educativo.

Partiamo, però, da un concetto base. Uno degli ultimi decreti firmati dal Governo sulle misure contro il Covid dice che gli studenti del primo e del secondo ciclo d’istruzione (quindi, dall’asilo alla maturità) non hanno l’obbligo di esibire il Green pass all’ingresso dell’istituto scolastico. Basterebbe questo per ritenere assurdo, oltre che inutile, chiedere ad un ragazzo che frequenta le medie o il liceo se ha fatto il vaccino oppure appartiene alla categoria dei no-vax: lo studente avrebbe comunque il diritto di frequentare le lezioni in presenza. A meno che – ed è questo il timore del Garante – si voglia fare una sorta di schieramento tra immunizzati e non immunizzati. Non solo violerebbe la privacy, secondo l’Autorità, ma rischierebbe di mettere in difficoltà chi finisce nel gruppo meno numeroso: tra ragazzi, il pericolo di venire additati per qualsiasi cosa ed esclusi (si legga «discriminati», per riportare il termine usato dal Garante) è piuttosto diffuso.

Cosa rischia il docente che chiede allo studente se è vaccinato?

In sostanza, quindi, secondo il Garante, chiedere allo studente se è vaccinato non è legale: si tratta di una violazione punita dalla legge, cioè di un vero e proprio reato che si chiama violazione della privacy e che prevede per i trasgressori:

  • la reclusione da sei mesi a tre anni se la violazione viene commessa al fine di recare danno ad un soggetto terzo;
  • la stessa pena se si dichiara il falso;
  • la reclusione da tre mesi a due anni per il mancato rispetto dei provvedimenti del Garante;
  • la reclusione fino a due anni o l’ammenda da 10mila a 50mila euro se non vengono messe in atto le misure di sicurezza per la protezione della privacy.

Nel caso specifico, si potrebbe ipotizzare che il docente che chiede a uno studente se è vaccinato verrebbe punito per le ultime due violazioni, cioè per il mancato rispetto del provvedimento del Garante e per non aver messo in atto tutte le misure di sicurezza volte a proteggere la privacy.

In un precedente intervento sul quotidiano La Repubblica, il presidente dell’Autorità garante del trattamento dei dati personali, Pasquale Stanzione, aveva già chiarito che non è lecito nemmeno chiedere al personale scolastico se ha aderito o meno alla campagna vaccinale: «Non è consentita la verifica diretta delle scelte vaccinali e della condizione sanitaria da parte dei dirigenti scolastici: devono limitarsi – conclude Stanzione – a verificare il possesso di una certificazione valida».



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