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5 pettegolezzi che potrebbero costarti caro

5 Ottobre 2021
5 pettegolezzi che potrebbero costarti caro

Diffamazione: vere o false che siano, alcune notizie non possono mai essere rivelate. Pena una querela o, negli ambienti di lavoro, il licenziamento. 

La lingua può essere un’acerrima rivale tanto dell’uomo quanto della donna. Chi parla più del dovuto, infatti, e lo fa in pubblico o con più persone, rischia una condanna penale. Ecco allora 5 pettegolezzi che potrebbero costarti caro. Ma prima ancora di entrare nel vivo del discorso, vediamo cosa prevede la nostra legge su pettegolezzi e maldicenze.

Il pettegolezzo è reato?

La nostra legge non prevede alcuna norma che vieti il pettegolezzo. Una volta svelato un segreto a un amico non ci si può poi lamentare se questi lo rivela ad altri. Per legge, infatti, non è consentito far affidamento sulla discrezione altrui. Ad esempio, se una persona rivela a un’altra la propria simpatia per un collega di lavoro non può poi lamentarsi se la notizia diventa di pubblico dominio. 

Risultato: chi vuol mantenere il massimo riserbo su un determinato fatto deve essere il primo a custodirlo e a non rivelarlo. 

Diverso è il caso della maldicenza che, al contrario del pettegolezzo innocuo, è offensiva e mira a pregiudicare l’onore e la reputazione di una persona. È rivolta cioè a danneggiare l’immagine della vittima. La maldicenza è spesso falsa o è l’esagerazione di un fatto reale.

Non è facile individuare il confine tra pettegolezzo e maldicenza. E ciò perché i due termini vengono spesso usati indistintamente nella lingua comune. Ecco allora 5 pettegolezzi che potrebbero costarti caro. 

Quando il pettegolezzo è reato?

In generale, possiamo dire che il pettegolezzo, per diventare reato, deve innanzitutto consistere in un’offesa all’altrui decoro morale o professionale. Se la notizia – vera o falsa che sia – non lede in alcun modo la dignità altrui, la sua diffusione non è reato e non è possibile denunciare l’autore della divulgazione. 

In secondo luogo, affinché il pettegolezzo diventi reato deve essere comunicato ad almeno due persone. Non è necessario che ciò avvenga nel medesimo contesto ossia in un unico luogo. Il reato difatti scatta anche quando si sparla di qualcuno prima con una persona, poi con un’altra, poi con un’altra ancora. In tal caso, si configura ugualmente una diffamazione se il fatto rivelato è sempre lo stesso. Se invece si tratta di fatti tra loro differenti non ci sarà alcun reato e non sarà possibile sporgere querela. 

Il fatto offensivo non deve essere necessariamente falso. Come avremo modo di vedere, chi rivela determinati aspetti della vita più intima di una persona, che per l’opinione comune possono pregiudicarne il decoro, commette reato. 

Il pettegolezzo diffuso negli ambienti di lavoro può costare, secondo la giurisprudenza, il licenziamento. 

Vediamo ora, più nel concreto, 5 pettegolezzi che possono costare caro a chi li dice.  

Rivelare una relazione sentimentale è reato?

Rivelare una relazione altrui non è reato, a meno che non si tratti di una persona sposata. Questo perché, non solo per la legge ma anche per la morale pubblica, il tradimento non è un comportamento di cui andare fieri come magari poteva essere negli anni ’30. Con il rischio, peraltro, che la voce arrivi all’orecchio del coniuge tradito, il che costituisce un attacco alla serenità familiare altrui. 

Occhio quindi a rivelare di aver visto una persona sposata con l’amante. Allo stesso modo, guardatevi bene dal fare illazioni su possibili tradimenti da voi solo sospettati. 

Lo stesso amante può essere querelato per diffamazione se rivela la propria tresca con una persona sposata, tanto più se lo fa proprio con l’altro coniuge: secondo la Cassazione, rivelare al tradito che ha le corna è reato di molestie per via del danno arrecato alla riservatezza e all’intimità sessuale della vittima.  

Rivelare un debito è reato?

È meglio farsi i fatti propri: i debiti degli altri non vanno comunicati a terzi. Dire di una persona che non paga i creditori costituisce un’offesa: il pettegolezzo può perciò costare una querela. È vero che, al giorno d’oggi, una situazione di difficoltà economica è talmente frequente e diffusa da non costituire più un attacco all’altrui moralità. Tuttavia, la giurisprudenza preferisce tenere riservati determinati fatti: pertanto, scatta la condanna penale nei confronti di chi, allo scopo di screditare la vittima, ne rivela le inadempienze e la definisce, dinanzi agli altri, «moroso».

L’unico caso in cui è consentito rivelare le altrui condizioni economiche è in condominio, quando il debitore è uno dei condomini. Proprio da ciò infatti può dipendere la riscossione delle quote condominiali, interesse questo di tutti i condomini. Le casse del condominio sono affare comune e, quindi, è legittimo sapere se una persona è oggetto di un pignoramento o è fallita.

Peraltro, proprio la legge impone all’amministratore di condominio di rivelare, ai creditori del condominio stesso, i nomi dei condomini non in regola con le quote. Difatti, il pignoramento per il recupero dei crediti dei fornitori deve iniziare proprio da tali soggetti; solo dopo è possibile passare agli altri condomini. 

Rivelare lo stato di salute altrui è vietato?

Non si può spettegolare sulla salute altrui.

La salute è considerata uno dei dati più sensibili che abbiamo. Quindi, chi viene a conoscenza di una malattia di cui soffre una persona (a prescindere dal fatto che lo sappia per via del proprio lavoro, di una confidenza ricevuta da terzi o dallo stesso interessato) non può rivelarlo a altri. Diversamente, non commetterebbe reato ma pur sempre un illecito civile, a fronte del quale sarebbe tenuto a risarcire i danni alla vittima. L’eventuale divulgazione del segreto diventa, ovviamente, ancora più grave quando la persona che diffonde il messaggio è tenuta, in virtù della propria professione o carica, a rispettare il riserbo di terzi: si pensi, per esempio, al medico o all’avvocato, entrambi tenuti al segreto professionale.

Pettegolezzo falso: è reato?

Abbiamo visto sinora che la diffamazione può scattare anche quando il pettegolezzo ha ad oggetto un fatto vero se questo può ledere l’onore o la privacy della vittima e trascende dalla normale critica. 

È tuttavia più facile sconfinare nel reato quando il pettegolezzo riguarda notizie false: in tal caso, a prescindere dalle motivazioni che lo sorreggono – cioè dalla volontà di danneggiare o meno la vittima – si configura una responsabilità penale. 

Parlare male degli altri alle loro spalle non è consentito dalla nostra legge. E a rispondere penalmente di tale condotta non è solo colui che, per primo, ha dato il via alla “voce di corridoio” ma anche tutti coloro che hanno, a loro volta, riportato il fatto ad altre persone. Condividere un fatto offensivo espone a una responsabilità personale di tutti i soggetti inseriti in tale catena del “passaparola”.

Pettegolezzo sul conto in banca

Tra i dati sensibili di una persona non c’è solo la salute del corpo ma anche quella del portafogli. Chi viene a sapere – ad esempio, un dipendente di banca – quanto una persona ha sul conto corrente non può rivelare il fatto ad altri: pena un risarcimento del danno. 

Il saldaconto insomma è protetto da privacy e non può essere rivelato a terzi. 



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