Diritto e Fisco | Articoli

Regolarizzare l’occupazione abusiva: quali requisiti?

18 Dicembre 2021
Regolarizzare l’occupazione abusiva: quali requisiti?

Si può abitare in una casa popolare senza un provvedimento di assegnazione? Come sanare l’irregolarità?

Di recente, stai vivendo una situazione davvero difficile a causa della perdita del lavoro. Da quel giorno, tutto è cambiato e non sai né come mantenerti né dove trovare un altro impiego. Per alcune settimane hai vissuto per strada, ma adesso hai trovato finalmente un posto dove stare. Tuttavia, sai bene che non hai alcun permesso per rimanere in quest’alloggio di fortuna anche se è disabitato.

In questo articolo faremo il punto della situazione su come regolarizzare l’occupazione abusiva: quali sono i requisiti? Devi sapere, anzitutto, che prendere possesso di un immobile altrui oppure di un alloggio pubblico, senza le dovute autorizzazioni, configura un reato punito dalla legge con la reclusione. Ciò vale anche se il responsabile di una simile condotta si appella allo stato di necessità, ossia al bisogno di salvare la propria vita.

L’irregolarità, però, può essere sanata a determinate condizioni. Basta, infatti, presentare un’istanza al Comune di appartenenza in cui dichiarare, in particolare, i propri dati anagrafici, la composizione del nucleo familiare e la data dell’occupazione.

Attenzione: per godere di un simile beneficio è necessario possedere determinati requisiti, come ad esempio non superare un certo limite di reddito e non essere titolare del diritto di proprietà, uso, usufrutto o abitazione. Inoltre, occorre pagare tutti i canoni pregressi attraverso una procedura di rateizzazione. Ma come tutelare il proprio immobile da una simile eventualità? Quali sono le azioni civili e penali? Per scoprirlo, ti consiglio di prenderti qualche minuto per proseguire nella lettura.

Occupazione abusiva: cosa vuol dire?

La legge tutela l’inviolabilità della proprietà altrui. Pertanto, se qualcuno occupa arbitrariamente, vale a dire senza averne titolo, un immobile pubblico o privato commette un reato [1] punito dal Codice penale con la reclusione fino a due anni o la multa fino a 1.032 euro. La pena è aumentata (con la reclusione fino a quattro anni e la multa fino a 2.064 euro) se il fatto è commesso da più di cinque persone o da una persona armata. Ti faccio qualche esempio.

Tizio vive in un piccolo appartamento in affitto. Sebbene il contratto sia ormai scaduto da mesi, tuttavia non manifesta alcuna volontà di trasferirsi altrove. A questo punto, il proprietario di casa è disperato e non sa più cosa fare per mandare via l’inquilino una volta per tutte.

Sempronio è in lista per l’assegnazione di un alloggio popolare. Visto che si è stancato di aspettare i tempi della burocrazia, decide di introdursi arbitrariamente in un edificio e stabilirvisi definitivamente.

Mevio trascorre qualche giorno di ferie presso la sua villa al mare. Al rientro dalle vacanze, però, trova una coppia di immigrati che hanno preso possesso della sua abitazione mentre lui era via.

In tutte e tre le ipotesi sussiste il reato di occupazione abusiva. Tuttavia, il proprietario dell’immobile non può farsi giustizia da sé, ma, come vedremo a breve, deve ricorrere necessariamente alle autorità competenti.

Quindi, affinché possa configurarsi l’occupazione abusiva è necessario che:

  • l’agente (cioè l’autore del delitto) non abbia il possesso o la disponibilità dell’immobile in questione;
  • l’introduzione nell’edificio pubblico o privato non sia momentanea e sia finalizzata a trarne qualche vantaggio.

Reato di occupazione abusiva: che fare?

Dal punto di vista penale, la vittima – quindi, il proprietario dell’immobile occupato abusivamente – deve segnalare il fatto alle autorità competenti (polizia, carabinieri, Procura della Repubblica). Tale adempimento farà scattare le indagini e se il pubblico ministero riterrà la notizia di reato fondata, allora il presunto responsabile sarà rinviato a giudizio per essere giudicato. In tal caso, chi ha subito l’occupazione abusiva può costituirsi parte civile nel processo penale in modo da ottenere un risarcimento del danno in caso di condanna dell’imputato.

Occupazione abusiva: come ottenere il rilascio dell’immobile?

Il legittimo proprietario che intenda conseguire il rilascio dell’immobile occupato deve agire anche sul piano civile. La prima soluzione più immediata ed urgente è quella di intraprendere, entro un anno dal giorno dell’occupazione o da quando si è avuta conoscenza dell’illecito, l’azione di reintegrazione (anche detta azione di spoglio). In pratica, il proprietario oppure chi ha la disponibilità del bene (come il conduttore o l’usufruttuario) deve dimostrare al giudice di avere il possesso dell’immobile.

Un’altra soluzione è quella di proporre, in qualsiasi momento, l’azione di rivendicazione della proprietà. In pratica, il legittimo proprietario può agire in giudizio per rivendicare il bene da chiunque lo possiede o lo detiene illecitamente. In questa seconda ipotesi, però, bisogna dimostrare di avere la proprietà sull’immobile occupato.

Anche sul piano civile, comunque, è possibile domandare il risarcimento per tutti i danni subiti. Inoltre, se anche a seguito della sentenza, l’occupante non intende andarsene e quindi rilasciare l’immobile, sarà necessario avviare il procedimento di esecuzione forzata.

Occupazione abusiva: si può invocare lo stato di necessità?

A questo punto, dobbiamo capire se nell’ipotesi di occupazione abusiva possa invocarsi lo stato di necessità [2]. Nel linguaggio giuridico, si tratta di una circostanza in presenza della quale una condotta, sebbene costituisca reato, non viene considerata antigiuridica. In parole più semplici, è come se il responsabile venisse giustificato per ciò che ha fatto e, quindi, non viene punito.

In caso di occupazione abusiva, per invocare lo stato di necessità è necessario che ci sia un pericolo:

  • attuale e inevitabile: nel senso che deve sussistere nel momento della realizzazione della condotta, deve protrarsi durante l’occupazione e non sia possibile scongiurarlo;
  • che potrebbe causare un danno grave alla persona.

Di conseguenza, lo stato di necessità non può essere invocato per sopperire al bisogno di trovare un alloggio al fine di risolvere, definitivamente, i problemi relativi all’abitazione.

Regolarizzare l’occupazione abusiva: in cosa consiste?

Chi occupa abusivamente un immobile altrui, ad esempio un alloggio popolare senza un provvedimento di assegnazione, può regolarizzare la propria posizione presentando una domanda di sanatoria al Comune dove si trova l’immobile occupato. Nell’istanza bisogna specificare i propri dati anagrafici, il reddito, la composizione del nucleo familiare e dichiarare la data di occupazione.

Regolarizzare l’occupazione abusiva: quali requisiti?

Per regolarizzare l’occupazione abusiva ai fini dell’assegnazione dell’alloggio è necessario che l’occupante sia in possesso di determinati requisiti. In particolare, occorre:

  • la cittadinanza italiana o di uno Stato membro dell’Unione Europea. Possono presentare domanda anche i cittadini stranieri titolari di carta di soggiorno o comunque regolarmente soggiornanti ed iscritti nelle liste di collocamento o che esercitano una regolare attività di lavoro subordinato o di lavoro autonomo;
  • la residenza anagrafica o la prova dell’attività lavorativa esclusiva o principale svolta nel Comune considerato;
  • non superare un certo limite di reddito;
  • non essere titolari del diritto di proprietà, di usufrutto, di uso o di abitazione;
  • non aver sottratto il godimento dell’alloggio ad un legittimo assegnatario già in graduatoria;
  • pagare tutti i canoni pregressi anche in forma rateale, a partire dalla data di occupazione.

note

[1] Art. 633 cod.pen.

[2] Art. 54 cod.pen.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube