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Mantenimento versato direttamente al figlio maggiorenne

18 Giugno 2014
Mantenimento versato direttamente al figlio maggiorenne

Possibile interrompere il pagamento nelle mani dell’ex coniuge, a favore invece del giovane, solo se sia quest’ultimo a chiederlo.

Sei separato e versi mensilmente, all’ex coniuge, un assegno per il mantenimento di vostro figlio? Vorresti erogare tale somma direttamente a quest’ultimo, affinché la amministri in autonomia, indipendentemente dall’intermediazione dell’altro genitore? Non puoi farlo di tua spontanea iniziativa, ma solo se è il ragazzo (o la ragazza) a chiedertelo.

La Cassazione, infatti, ha di recente precisato [1] che il genitore separato o divorziato, tenuto al mantenimento del figlio maggiorenne, non può pretendere di versare tale somma, anziché nelle mani dell’ex coniuge (per come stabilito dal giudice all’atto della separazione/divorzio), direttamente in quelle del figlio, a meno che non sia quest’ultimo a chiederglielo espressamente. Ciò vale anche se il figlio non sia più convivente con l’altro genitore.

La regola generale [2] prevede che il giudice disponga il pagamento dell’assegno periodico direttamente in favore dei figli. Tuttavia, lo stesso tribunale – nella maggior parte dei casi, specie se la causa di separazione inizia quando la prole è ancora minorenne – dispone che il versamento avvenga, anziché nelle mani del figlio, in quelle dell’altro genitore che si occupa materialmente del suo mantenimento.

Resta fermo, però, che, una volta raggiunta la maggiore età, il figlio può, “rendersi indipendente” e chiedere che la somma venga accreditata sul proprio conto.

Ricordiamo che il mantenimento del figlio maggiorenne è obbligatorio finché quest’ultimo non sia economicamente autosufficiente: un concetto, quest’ultimo, che deve essere valutato anche alla luce delle condizioni del mercato di lavoro e delle aspettative del giovane. Di recente, infatti, la Corte di Appello di Catania ha precisato che il ragazzo che non accetti un posto da precario, anche in un call center, e nello stesso tempo non stia studiando per formarsi, perde il diritto al mantenimento (leggi “Non accetti il posto al call center? Niente più mantenimento”).


note

[1] Cass. sent. n. 25300 dell’11.11.2013.

[2] Art. 155 quinquies cod. civ.

Autore immagine: 123rf com


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3 Commenti

  1. E se il padre di sua spontanea volontà iniziasse a versare l’assegno, pur regolarmente, ma direttamente al figlio? la madre in questo caso come potrebbe agire?

  2. Ridicolo. Per legge la maggiore età consente l’accesso a guidare un’automobile – dopo opportuni esami di idoneità – al voto , al matrimonio e tutte gli altri diritti , ma per l’assegno di mantenimento non basta il semplice volere ma il giudice deve metterci li becco . Inoltre ” È pacifico che, affinché venga meno l’obbligo del mantenimento, lo status di indipendenza economica del figlio può considerarsi raggiunto in presenza di un impiego tale da consentirgli un reddito corrispondente alla sua professionalità e un’appropriata collocazione nel contesto economico-sociale di riferimento, adeguata alle sue attitudini ed aspirazioni (v. Cass. n. 4765/2002; n. 21773/2008; n. 14123/2011; n. 1773/2012)”

    Ma dove vive questa gente ? ” Corrispondente alle sue professionalità” è più che auspicabile ma la realtà è ben diversa! “Attitudini e aspirazioni”?? Ma per favore svegliatevi!

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