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Cartelle esattoriali meno care

6 Ottobre 2021
Cartelle esattoriali meno care

Parte la riforma del Fisco con un alleggerimento delle cartelle di pagamento per chi non ha pagato tributi o sanzioni. 

Avremo cartelle esattoriali meno care. Non subito, ma neanche in un futuro lontano. A prevederlo è la legge delega che ieri il Governo ha varato insieme alla riforma fiscale. L’alleggerimento proverrà dalla definitiva cancellazione dell’aggio, come del resto già richiesto a gran voce dalla Corte Costituzionale (sentenza n. 120/2021). L’aggio, lo ricordiamo, è una componente percentuale di ogni cartella esattoriale, che costituisce il “corrispettivo” per l’attività di recupero del credito posta in essere dall’Esattore. Un’attività che aveva senso remunerare quando l’Esattore era un soggetto privato – Equitalia Spa – ma che oggi, con la trasformazione in ente pubblico, è anacronistica e ingiustificata.  

Già qualche governo fa si era attuata una mini riforma, dando una leggera sforbiciata alla misura dell’aggio e, sotto un aspetto formale, conferendogli un nome più politically correct: oneri di riscossione. 

Non sarà la parte più rilevante della cartella esattoriale ma, se è vero – come diceva il grande Totò – che è la somma a fare il totale, anche l’aggio pesa sul contribuente nel momento in cui deve pagare la cartella. La percentuale dell’aggio è pari all’8% del debito. Tuttavia, in caso di pagamento effettuato entro 60 giorni dalla notifica della cartella, l’aggio è pari al 4,65% delle somme riscosse (il restante 3,35% è a carico dell’ente creditore).

Veniamo quindi al Ddl delega che ieri l’esecutivo di Draghi – pur assente la Lega – ha approvato in gran fretta. Il capitolo sulla riscossione è attraversato da un filo rosso: rendere il sistema più efficiente. Un obiettivo che avrà una ricaduta pratica anche per il contribuente, con il superamento dell’attuale sistema dell’aggio della riscossione. 

Il recupero di efficienza si otterrà favorendo l’uso delle più evolute tecnologie e di forme di integrazione e interoperabilità dei sistemi informatizzati. Detto in parole povere, le banche dati (come l’Anagrafe tributaria) avranno un grosso peso nell’attività di riscossione, senza bisogno di autorizzazioni alle indagini (così come del resto avviene oggi per Agenzia Entrate). Verranno inoltre eliminate duplicazioni organizzative, logistiche e funzionali, con la conseguente riduzione dei costi. 

Diremo addio ad Agenzia Entrate-Riscossione che sarà probabilmente assorbita direttamente da Agenzia delle Entrate. Sicché avremo un unico ente sia per l’accertamento che per la riscossione. Tutto ciò porterà a un risparmio di costi e alla cancellazione dell’aggio – o meglio, oneri di riscossione – su tutte le cartelle. 

Bisogna ricordare come la Corte costituzionale, con la sentenza n. 120/2021, ne abbia stigmatizzato le gravi problematicità. La denuncia della Consulta attiene in particolare al fatto che, per effetto della palese inefficacia dell’azione di recupero del Fisco, solo una minoranza di debitori è chiamata a finanziare con l’aggio il funzionamento del sistema pubblico della riscossione. Allo scopo, osserva ancora la Consulta, sarebbe senz’altro più conforme ai principi costituzionali porre a carico del bilancio statale l’attività in esame, se del caso, anche attraverso sistemi misti, in cui una quota dei costi resterebbe addebitata al soggetto moroso.

Sul punto, la delega non si sbilancia, lasciando aperte tutte le strade per disegnare il nuovo meccanismo di finanziamento.

 



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