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Come fare una perizia auto

20 Dicembre 2021 | Autore:
Come fare una perizia auto

In quale modo vengono accertati i danni causati in un incidente stradale e con quale criterio viene proposta la liquidazione?

Stai uscendo da un parcheggio e ti sei distratto un attimo mentre finisci di impostare sul navigatore l’indirizzo a cui devi andare. Non ti sei accorto che proprio mentre la tua macchina sbuca sulla strada ne stava arrivando un’altra. L’impatto è inevitabile. Ti prendi la colpa, come succede normalmente quando un sinistro è provocato da chi lascia un’area di sosta senza dare la precedenza (a volte proprio senza guardare), La tua assicurazione pagherà il danno alla controparte ma prima vorrà accertare l’entità del danno. In questo caso, come fare una perizia auto? Chi può fare la perizia e quali controlli vengono effettuati sul veicolo?

Lo stesso succede quando ad avere ragione sei tu. Ad esempio, quando sei fermo ad un semaforo rosso e qualche distratto automobilista che arriva dietro di te «dimentica» di schiacciare il freno e finisce per tamponarti. In questo caso, sarà necessaria la perizia sulla tua macchina per stabilire il risarcimento che ti deve essere riconosciuto. Vediamo come funziona questa procedura e come fare una perizia auto.

Perizia auto: a che serve?

La perizia dell’auto in caso di incidente serve ad accertare l’entità del danno che l’assicurazione dovrà risarcire. Anche quando il conducente o i conducenti coinvolti nel sinistro hanno consegnato alle rispettive compagnie il modulo Cid, cioè la constatazione amichevole, da cui emerge chi ha avuto la responsabilità dell’incidente o l’eventuale concorso di colpa, l’assicurazione effettua l’analisi del danno per stabilire l’importo da corrispondere.

Va da sé che valutare i danni materiali di una macchina non è un’operazione che si può fare «a occhio». Pertanto, sarà necessario l’intervento di un esperto del settore che non si limiterà a quantificare quanto costa la riparazione della carrozzeria, del motore, delle gomme, ecc. ma che, attraverso un esame approfondito, potrà anche stabilire se quanto dichiarato nella constatazione amichevole (se c’è stata) corrisponde alla verità.

In altre parole, il perito dell’assicurazione sarà in grado di capire se, effettivamente, il conducente dell’auto danneggiata non ha avuto alcuna responsabilità nel sinistro.

Perizia auto: chi può farla?

Come appena accennato, la perizia dell’auto viene affidata ad un esperto, così come disposto dalla legge [1] che stabilisce le competenze e le attribuzioni proprie di questa figura.

Presso il ministero dell’Industria, del Commercio e dell’Artigianato esiste il «ruolo nazionale dei periti assicurativi per l’accertamento e la stima dei danni alle cose derivanti dalla circolazione, dal furto e dall’incendio dei veicoli a motore e dei natanti». Si tratta di un elenco al quale devono essere iscritti i periti che la Direzione generale delle assicurazioni private deve aggiornare entro il 31 dicembre di ogni anno. Entro i tre mesi successivi, il nuovo ruolo deve essere pubblicato e inviato in copia alle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura.

Per poter fare una perizia dell’auto, l’iscritto deve riportare nell’elenco le seguenti informazioni:

  • nome e cognome;
  • data di nascita;
  • titolo di studio;
  • Comune di residenza;
  • codice fiscale;
  • data di iscrizione all’elenco;
  • indirizzo della sede operativa;
  • tribunale competente per territorio presso il quale svolge le funzioni di consulente del giudice o di perito di ufficio.

Inoltre, deve trattarsi di un libero professionista, cioè non può essere dipendente di una compagnia di assicurazioni per evitare il rischio di avere un giudizio di parte. Il perito, infatti, deve agire di propria coscienza ed in modo libero, indipendente, oggettivo e trasparente. In altre parole, non può effettuare la perizia chi ha un rapporto di lavoro dipendente con un ente assicurativo, salvo le deroghe già concesse allo scopo di aggiornare la qualità professionale. Proprio per questo, il perito non deve essere iscritto ad uno di questi elenchi:

  • enti pubblici, imprese o enti assicurativi;
  • agenti e mediatori di assicurazione;
  • riparatori di veicoli e di natanti.

Oltre al requisito della libera professione, gli altri che vengono richiesti al perito sono:

  • cittadinanza italiana, di un altro Stato dell’Unione europea o di un Paese extra-Ue purché si abbia la residenza in Italia;
  • godimento dei diritti civili;
  • diploma di scuola media secondaria superiore di indirizzo tecnico o di laurea;
  • superamento di una prova di idoneità mediante esame scritto e orale su materie tecnico-specialistiche concernenti l’esercizio dell’attività, a meno di avere un diploma di perito industriale in area meccanica o una laurea in ingegneria e risulti iscritto nei relativi albi professionali da almeno tre anni. Questi ultimi, però, devono avere esercitato l’attività nel settore per almeno tre anni (documentati).

Infine, viene richiesto di non avere riportato alcuna condanna per un delitto contro:

  • la Pubblica Amministrazione;
  • l’Amministrazione della giustizia;
  • la fede pubblica;
  • l’economia pubblica, l’industria e il commercio;
  • il patrimonio;
  • per altro delitto non colposo per il quale sia comminata la pena della reclusione da due a cinque anni;
  • per il reato di omesso versamento dei contributi previdenziali e assistenziali obbligatori;
  • per qualche fatto che comporti l’applicazione della pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici di durata superiore a tre anni.

Perizia auto: come viene fatta?

Nel caso in cui tu finisca coinvolto in un incidente stradale, dovrai dare comunicazione del sinistro alla tua compagnia di assicurazioni entro e non oltre tre giorni. In caso contrario, potresti perdere il diritto al risarcimento. In questo modo, la compagnia tenta di mettersi al riparo di eventuali truffe consistenti nella manomissione del veicolo.

L’assicuratore, a questo punto, nominerà un perito per accertare l’entità dei danni materiali e stabilire, successivamente, il risarcimento che ti verrà proposto. In pratica, per fare la perizia dell’auto. Devi sapere, però, che anche tu puoi nominare privatamente il tuo perito per avere un secondo parere, purché abbia i requisiti sopra descritti.

Il professionista dovrà ricostruire i fatti per determinare le responsabilità dei conducenti. Lo farà attraverso:

  • un sopralluogo, per esaminare il luogo dell’incidente, i veicoli coinvolti, i verbali delle forze dell’ordine intervenute sul posto e le dichiarazioni di eventuali testimoni;
  • un verbale con le sue conclusioni che faranno parte del documento di valutazione finale.

Infine, il perito redigerà sotto la sua responsabilità un atto scritto (la perizia vera e propria) in cui dovrà indicare:

  • una breve ricostruzione dei fatti;
  • le generalità dei soggetti coinvolti e degli eventuali testimoni;
  • il verbale redatto dopo il sopralluogo;
  • i criteri per stabilire l’ammontare del danno;
  • la proposta di liquidazione.

In caso di mancato accordo tra le parti, resta come unica via percorribile quella del tribunale.


note

[1] Legge n. 166/1992 del 17.02.1992.


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1 Commento

  1. Buongiorno, ho letto il suo articolo https://www.laleggepertutti.it/523167_come-fare-una-perizia-auto e mi e parso interessante. Peccato che faccia riferimento ad una legge del 1992. Da allora la competenza dell’albo è passata dal ministero dell’industria all’ISVAP diventato IVASS e poi, con l’ultima legge “Codice delle Assicurazioni” (DECRETO LEGISLATIVO 7 settembre 2005, n. 209) la competenza per la tenuta del Ruolo Nazionale Periti Assicurativi è passato alla CONSAP. Resto a disposizione per eventuali approfondimenti e chiarimenti.
    PA Roberto Marino
    Presidente
    Associazione Periti Auto

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