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Risarcibile il danno da “paura di morire”

18 Giugno 2014 | Autore:
Risarcibile il danno da “paura di morire”

La vittima di un incidente che abbia riportato lesioni letali può avere diritto al risarcimento del danno, liquidato agli eredi, per la sofferenza derivante dalla consapevolezza e dal timore della propria morte imminente.

 

Gli eredi possono avere diritto al risarcimento del danno da paura di morire subito dalla vittima deceduta a causa di una condotta illecita di terzi (per esempio incidente stradale o infortunio sul lavoro).

Tale diritto è ormai riconosciuto dalla giurisprudenza che qualifica il danno suddetto in termini di “danno da lucida agonia”, consistente nel dolore provato dalla persona che è consapevole del fatto che sta per morire.

Si tratta di un danno non patrimoniale, più precisamente di un danno morale, e affinché sia risarcibile è necessario che la vittima sia stata lucida al punto da comprendere che la propria fine fosse imminente.

Se la persona non è consapevole del sopraggiungere della propria morte, il danno non si configura in quanto manca la sofferenza psichica che legittima il risarcimento.

Lo ha precisato una recentissima sentenza della Cassazione [1] che ha riconosciuto il danno da paura di morire ad un uomo che, a causa della caduta dal bus, aveva subìto lesioni personali letali.

Per la quantificazione del danno da paura di morire è necessario considerare la sofferenza psichica subìta dalla vittima di lesioni.

A tal fine, secondo i giudici, occorre tener conto non tanto della durata dell’agonia (cioè alla durata dell’intervallo di tempo tra le lesioni e la morte) quanto dell’intensità della sofferenza [2].

La percezione della morte e la relativa paura possono essere tali da provocare una “disperazione catastrofica” e rendono necessario il risarcimento del danno, la cui liquidazione viene effettuata a favore degli eredi.

La giurisprudenza ha chiarito che il danno da paura di morire, in quanto danno morale separato da quello biologico, deve essere oggetto di apposita richiesta al giudice [3].

Gli eredi che vogliano agire in giudizio per far valere il danno subito dal defunto devono quindi chiedere separatamente il risarcimento dell’eventuale danno biologico (cioè pregiudizio all’integrità psico-fisica) e quello del danno da agonia per le sofferenze subite dalla vittima consapevole di morire.


note

[1] Cass. sent. n. 13537 del 13.06.2014. V. anche Cass. sent. n. 8360/2011.

[2] Cass. sent. n. 1072/11 e sent. n. 4229/2012.

[3] Cass. sent. n.10524 del 14.05.2014.

Autore immagine: 123rf com


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