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Se l’avvocato non dichiara la morte della parte

20 Dicembre 2021 | Autore:
Se l’avvocato non dichiara la morte della parte

Interruzione del processo: cos’è e come funziona? Come riprendere un procedimento interrotto? Gli eredi possono costituirsi?

È possibile che, durante il processo, una delle parti muoia. Questo accadimento è senz’altro favorito dall’estrema lentezza della giustizia italiana, che permette alle cause di durare anni, a volte anche decenni. Si potrebbe pensare che il decesso della persona direttamente coinvolta nella vicenda processuale determini in automatico l’estinzione del giudizio. Non è così, o almeno non lo è per il procedimento civile. Con questo articolo vedremo cosa succede se l’avvocato non dichiara la morte della parte.

Sin d’ora possiamo dire che il difensore non è costretto a comunicare al giudice il decesso del proprio assistito. In un caso del genere, il processo va avanti regolarmente, anche nel caso in cui non dovessero costituirsi gli eredi. Al contrario, se l’avvocato dichiara la morte della parte, il giudice deve necessariamente interrompere il processo, lasciando un termine alle parti costituite oppure agli eredi per poterlo riassumere. Se l’argomento ti interessa e vuoi saperne di più, prosegui nella lettura: vedremo insieme cosa succede se l’avvocato non dichiara la morte della parte.

Morte della parte processuale: cosa succede?

La morte della parte processuale comporta l’interruzione del processo. Con l’interruzione, l’intera causa si blocca e impedisce alle parti costituite di poter compiere qualsiasi atto.

L’interruzione, però, non opera in automatico: affinché il processo entri in questo particolare stato occorre che l’avvocato dichiari espressamente che il proprio assistito sia deceduto. Solo lui ha questo potere: anche se la controparte rivelasse al giudice la morte del rivale, non servirebbe a niente, in quanto solo il difensore di fiducia ha il potere di interrompere il processo dichiarando la morte dell’assistito.

Avvocato non dichiara la morte della parte: cosa succede?

Se l’avvocato non dichiara la morte della parte il processo prosegue normalmente, come se nulla fosse. Secondo la giurisprudenza, infatti, quello di dichiarare la morte del proprio assistito è un diritto potestativo dell’avvocato, che solo lui può decidere di esercitare o meno.

Se la parte muore durante la causa e l’avvocato non lo dice, il giudizio proseguirà come se la parte fosse ancora in vita, con la differenza che gli effetti finali della sentenza si ripercuoteranno nei confronti degli eredi.

Per non incorrere in responsabilità professionale, dunque, l’avvocato dovrà avvisare gli eredi del proprio assistito che il processo sta proseguendo nonostante la morte della parte. In questo modo, gli eredi saranno resi consapevoli del procedimento e saranno messi nella condizione di potersi costituire in sostituzione del familiare defunto, come meglio diremo nel prosieguo.

Come dichiarare la morte della parte processuale?

Se l’avvocato decide di dichiarare la morte della parte e, quindi, di interrompere il procedimento, potrà farlo in due modi:

  • notificando tale evento alle altre parti costituite nel giudizio;
  • riportando la circostanza direttamente nel verbale d’udienza.

In questo modo, il giudice sarà costretto a interrompere il processo. Vediamo cosa succede dopo questo evento.

Interruzione del processo: cosa succede?

A seguito della dichiarazione di interruzione, il processo può essere ripreso dalla parte che ha interesse alla sua prosecuzione.

Per la precisione, la legge [1] dice che il processo deve essere proseguito o riassunto entro il termine perentorio di tre mesi dall’interruzione, altrimenti si estingue.

Dunque, dal momento in cui il giudice dichiara l’interruzione del processo, ci sono tre mesi di tempo per “svegliare” il giudizio dallo stato di quiescenza in cui è caduto a seguito della dichiarata interruzione.

In particolare, se sono gli eredi della parte defunta a voler andare avanti, si parlerà di “prosecuzione” del processo interrotto; al contrario, se è interesse della controparte riprendere il giudizio, si parlerà di “riassunzione” del processo.

In entrambi i casi, la ripresa del giudizio va fatta con ricorso depositato in cancelleria e poi notificato alle altre parti.

Morte parte processuale: costituzione degli eredi

Gli eredi della parte processuale deceduta possono decidere di costituirsi in giudizio senza che il giudice dichiari l’interruzione. Ciò avviene depositando il proprio atto di costituzione direttamente in udienza oppure nella cancelleria del giudice, senza che l’avvocato dichiari la morte della parte.

In altre parole, per evitare l’interruzione del processo (che, come visto, comporterebbe poi un nuovo atto per la prosecuzione o riassunzione, pena l’estinzione), gli eredi che sono interessati a proseguire la causa possono intervenire direttamente nel processo in corso, costituendosi al posto della parte deceduta.

Così facendo, il processo non subirà alcuna battuta d’arresto, in quanto la costituzione volontaria degli eredi rende superflua l’interruzione [2].


note

[1] Art. 305 cod. proc. civ.

[2] Art. 300 cod. proc. civ.

Autore immagine: canva.com/


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