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Gratta e Vinci: quante probabilità di vincita?

7 Ottobre 2021 | Autore:
Gratta e Vinci: quante probabilità di vincita?

Mediamente, quanti biglietti bisogna comprare per trovarne uno fortunato? La percentuale deve essere riportata sul tagliando acquistato?

RubinoMauro, su Twitter, scrive: «Ho grattato un Gratta e Vinci e mi è uscita la scritta “ed il bello è che non sei fortunato neanche in amore”». Chiedere di essere vincente su entrambi i fronti è forse pretendere troppo. Ma chiedere di vincere sempre al gioco è rincorrere l’impossibile. Ci sono dei biglietti che portano con sé anche più di un premio. In compenso, ce ne sono tantissimi altri da buttare via appena finito di passarci la monetina sopra. Quanti di questi sono in circolazione? Sul Gratta e Vinci, quante probabilità di vincita ci sono?

L’Agenzia delle Accise, Dogane e Monopoli (Adm) ha la sua stima ufficiale. Una percentuale che, certamente, non si ripete su tutti i giocatori. Il problema per chi tenta la fortuna grattando un pezzo di cartoncino è che non sempre conosce quella percentuale, nonostante sia obbligatorio (come la Cassazione ha ricordato in una recente ordinanza) riportare sul tagliando le probabilità di vincita. Ciò, però – aggiunge la Suprema Corte – non è un motivo abbastanza valido per dichiarare nulla la giocata e pretendere di avere indietro i soldi.

Cominciamo, però, a vedere quante probabilità di vincita ci sono sul Gratta e Vinci.

Gratta e Vinci: quanti ce ne sono?

Dire «il Gratta e Vinci» è piuttosto riduttivo. Bisognerebbe dire «i» Gratta e Vinci: secondo l’Agenzia Accise, Dogane e Monopoli, sono attualmente autorizzati 46 tipi diversi di cartoncini da grattare per tentare la fortuna. Con i nomi più disparati: si va dal classico «Milionario» ai più caratteristici «Cuccioli d’oro», «Dolce Natale», «M’AMA non M’AMA» o «Fai scopa new».

Tutti fanno parte della grande famiglia delle cosiddette lotterie istantanee, cioè di quella in cui si conosce (e in certi casi si incassa) immediatamente la vincita. Come noto, i tagliandi presentano una speciale vernice asportabile con abrasione, cioè grattandola, sotto la quale è nascosta una combinazione di numeri o di simboli. La combinazione risulta vincente se risponde a quanto previsto dalle regole del gioco, stampate sullo stesso biglietto.

Per non farci mancare nulla, nel 2006 sono state introdotte delle lotterie istantanee con partecipazione a distanza. Un Gratta e Vinci da raschiare via Internet, insomma. In questo caso, anziché acquistare il biglietto cartaceo, il giocatore deve collegarsi al sito di un rivenditore e, dopo avere fatto la sottoscrizione del contratto di conto di gioco, accede con username e password alla sezione delle lotterie tematiche. Basta selezionare a quale si vuole partecipare ed il gioco è fatto. Anzi, da fare.

Gratta e Vinci: quante probabilità?

Secondo l’Agenzia dei Monopoli, la probabilità media di vincita alla lotteria istantanea del Gratta e Vinci è di 1 su 3,60. Significa che ogni quattro tagliandi (circa) uno è vincente. Ma va da sé che questa è una pura statistica: uno può comprare anche 20 biglietti da grattare e non vincere un solo euro, come può comprarne altri dieci ed essere particolarmente fortunato con tutti (caso più unico che raro, mai visto per la verità).

La probabilità di vincita è riferita al numero di biglietti vincenti uno o più premi, rapportato al numero complessivo di biglietti costituenti i lotti prodotti e immessi sul mercato per la vendita.

Si tenga anche in considerazione che il citato valore, riportato dall’Adm, cioè «1 su 3,60» è la media complessiva che interessa tutte le lotterie istantanee: ciascuna di loro, infatti, ha il proprio calcolo di probabilità. Ad esempio, sul Gratta e Vinci «New sette e mezzo» sono di 1 su 10, sul Miliardario è di 1 biglietto su 7,84, ecc.

Sul sito dell’Agenzia delle Accise, Dogane e Monopoli c’è un elenco di tutte le probabilità di vincita per ciascun gioco, indicando anche le statistiche che riguardano ogni premio. Per fare un esempio, la vincita massima sul Miliardario è di 500mila euro spendendone cinque. Le probabilità di vincita solo per questo gioco e a seconda del premio ottenuto sono:

  • 500.000 euro: 1 su 6.000.000;
  • 300.000 euro: uno su 6.000.000;
  • 100.000 euro: uno su 6.000.000;
  • 10.000 euro: uno su 333.333,33
  • 1.000 euro: uno su 8.000;
  • 500 euro: uno su 3.000;
  • 200 euro: uno su 2.400;
  • 100 euro: uno su 150;
  • 50 euro: uno su 120;
  • 20 euro: uno su 60;
  • 15 euro: uno su 35,29;
  • 10 euro: uno su 15.

Va specificato, inoltre, che il numero dei premi non coincide con il numero di biglietti vincenti: ciascun tagliando vincente può contenere uno o più premi.

Sempre secondo l’Adm, il valore complessivo medio della restituzione in vincite può raggiungere il 75% dell’incasso. Insomma, un 25% di guadagno sicuro su quello che spendono i giocatori c’è.

Gratta e Vinci: le probabilità di vincita vanno scritte sul biglietto?

Recentemente, la Cassazione [1] ha stabilito che l’omessa indicazione sul biglietto delle percentuali di probabilità di vincita non è un valido motivo per chiedere indietro i soldi giocati al Gratta e Vinci.

La Suprema Corte precisa, innanzitutto, nell’ordinanza che puoi trovare in fondo a questo articolo che, in effetti, «le probabilità di vincita devono figurare sui tagliandi», ma «l’inosservanza di tale disposizione è punita con una sanzione amministrativa pecuniaria – pari a 50.000 euro – irrogata nei confronti del concessionario».

In altre parole: l’obbligo di inserire questo dato statistico può costare una multa al concessionario ma non ha alcuna ripercussione sul contratto di gioco. La norma che impone di segnalare la probabilità di vincita – spiega ancora la Cassazione – è stata introdotta «al fine di contrastare la dipendenza patologica dal gioco, ma questo ovviamente non è sufficiente per poter affermare che la mancanza della stampigliatura sui tagliandi comporti la nullità del contratto di scommessa». Difatti – conclude l’ordinanza – la legge non solo non prevede alcun divieto di vendita di tagliandi privi delle informazioni ma, prevedendo una sanzione per il concessionario, dimostra di ritenere che «la violazione del suddetto obbligo informativo non deve riverberare effetti sulla validità del contratto».


note

[1] Cass. ord. n. 26999/2021 del 05.10.2021.


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