Diritto e Fisco | Editoriale

Disinteressarsi dei figli anche se maggiorenni è reato

19 Giugno 2014
Disinteressarsi dei figli anche se maggiorenni è reato

Il reato scatta anche per il disoccupato perché il disinteresse non deve necessariamente attenere alla sfera economica (relativa al versamento dell’assegno), ma anche affettiva.

È responsabile di violazione degli obblighi di assistenza familiare il padre che si disinteressa totalmente del figlio maggiorenne. E ciò vale anche se il genitore è disoccupato.

A metterlo nero su bianco è stata la Cassazione con una sentenza di questa mattina [1].

La responsabilità per tale tipo di condotte è di carattere penale. In particolare, il reato scatta sia nel caso in cui ci si sottragga all’obbligo di corrispondere alla ex moglie l’assegno divorzile mensile, sia nel caso di mancata assistenza del figlio, omettendo di intrattenersi con quest’ultimo e disinteressandosi completamente del suo profilo educativo e affettivo.

Insomma, l’indifferenza nei confronti del figlio, nonostante la sua maggiore età, rientra nel “penale”.

Lo stato di disoccupazione involontario, oggettivo e incolpevole non serve al genitore per esonerarsi dalla responsabilità, poiché poco rileva il reddito quando ci si sottrae volontariamente a situazioni in cui il figlio avrebbe bisogno della presenza fisica e morale del genitore.

In particolare, mamma e papà devono far fronte a una molteplicità di esigenze, non riconducibili al solo obbligo alimentare (ossia il versamento dell’assegno mensile), ma estese all’aspetto abitativo, scolastico, sportivo, sanitario, sociale, all’assistenza morale e materiale, alla opportuna predisposizione – fin quando l’età dei figli lo richieda – di una stabile organizzazione domestica, idonea a rispondere a tutte le necessità di cura e di educazione.

Un’ultima precisazione. L’obbligo di assistenza verso i figli, il dovere di mantenerli tanto nell’ipotesi in cui essi siano minorenni che maggiori d’età ma non autosufficienti, è imposto sia ai genitori in costanza di matrimonio [2], sia per quelli separati [3], sia per quelli divorziati, nonché ai figli di genitori non sposati [4].

Per i figli maggiorenni l’obbligo dei genitori di mantenerli permane finché essi non siano economicamente indipendenti, ossia fino a quando essi iniziano una attività lavorativa che permetta loro di raggiungere l’indipendenza economica o quando provano che il mancato svolgimento di un lavoro dipende da inerzia, rifiuto o abbandono ingiustificato del lavoro stesso da parte dei figli.

Pertanto non esiste un limite di età prestabilito oltre il quale il genitore non è più tenuto a provvedere al mantenimento dei figli. L’obbligo non può avere una durata determinata: ad esempio, non si può desumere dalla media della durata degli studi e dal tempo occorrente per trovare un lavoro; anche se, ad esempio, è stato precisato che il compimento del trentesimo anno di età si ritiene, in linea tendenziale, il limite oltre il quale cessa ogni onere di mantenimento a carico del genitore [5].


note

[1] Cass. sent. n. 26507 del 19.06.2014.

[2] Previsto dagli artt. 147 e 148 cod. civ.

[3] Art. 155 cod. civ. per come modificato dalla legge n. 54 del 2006.

[4] In forza dell’art. 4, comma 2 legge n. 54 del 2006.

[5] Trib. Bari, sent. del 21.09.2006.

Autore immagine: 123rf com


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

3 Commenti

  1. Buonasera, nel caso in cui sia la figlia maggiorenne ad aver perpetrato una condotta immorale e lassista nei confronti della madre convivente (ad oggi defunta) e del padre bancomat, il padre può evitare di continuare a darle il mantenimento?? Si tenga presente che la figlia ha abbandonato gli studi già minorenne….non ha mai voluto sapere di cercare lavoro o accettare lavori proposti…ha rubato in casa….malmenato la madre malata terminale di tumore…partita per un paese al di là dell’oceano appena maggiorenne e tornata incinta(figlio cercato a suo dire)! Non ha MAI ascoltato i consigli della madre né tantomeno quelli del padre! Alla luce di tutto ciò…il padre è costretto ancora a mantenerla???

Rispondi a Mary Annulla risposta

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube