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Pensione impiegati pubblici

24 Dicembre 2021 | Autore:
Pensione impiegati pubblici

Quali trattamenti pensionistici possono essere ottenuti dai dipendenti delle pubbliche amministrazioni con qualifica impiegatizia?

I lavoratori dipendenti dalle pubbliche amministrazioni con qualifica di impiegato possono ottenere la pensione, nella generalità dei casi, con gli stessi requisiti previsti per i dipendenti delle aziende del settore privato.

Vi sono però alcune differenze relative al pensionamento dei lavoratori invalidi. Anche il calcolo della pensione impiegati pubblici differisce, rispetto ai dipendenti privati, in relazione alle quote da calcolare col sistema retributivo.

Osserviamo ora, nel dettaglio, quali sono i requisiti per conseguire i principali trattamenti pensionistici diretti presso la gestione Inps dipendenti pubblici: pensione di vecchiaia, anticipata e di anzianità.

Iniziamo col ricordare che la cessazione dal servizio, per i dipendenti pubblici, è obbligatoria non solo quando si raggiungono i requisiti per la pensione di vecchiaia (al perfezionamento dei requisiti per il trattamento di vecchiaia, i dipendenti del settore privato possono essere liberamente licenziati), ma anche quando si raggiunge il limite di età ordinamentale (nella generalità dei casi pari a 65 anni) ed il diritto a pensione.

L’amministrazione può poi, discrezionalmente ma non obbligatoriamente, far cessare dal servizio il lavoratore se raggiunge i requisiti per la pensione anticipata e non raggiunge l’età ordinamentale. Ma procediamo con ordine.

Quali sono i requisiti per andare in pensione di vecchiaia come impiegati pubblici?

Gli impiegati pubblici possono innanzitutto uscire dal lavoro con la pensione di vecchiaia ordinaria [1] Fornero, con 67 anni di età e 20 anni di contributi (15 anni per i beneficiari delle deroghe al requisito contributivo). L’assegno di pensione deve essere almeno pari a 1,5 volte l’assegno sociale per i privi di contributi al 31 dicembre 1995.

In caso di trattenimento in servizio per mancato raggiungimento dei requisiti per il pensionamento di vecchiaia ordinario, gli impiegati pubblici possono raggiungere la pensione di vecchiaia contributiva, se si tratta di lavoratori privi di contributi al 31 dicembre 1995, con 71 anni di età e 5 anni di contributi.

Quali sono i requisiti per andare in pensione anticipata come impiegati pubblici?

I requisiti per la pensione anticipata ordinaria Fornero sono:

  • 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini;
  • 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne;
  • più 3 mesi di finestra dalla maturazione del requisito contributivo alla liquidazione del trattamento.

I lavoratori precoci appartenenti a determinate categorie tutelate ottengono la pensione anticipata con 41 anni di contributi.

I soli lavoratori privi di contributi al 31 dicembre 1995, o optanti per il computo nella gestione Separata, ottengono la pensione anticipata con 64 anni di età, 20 anni di contributi e un importo del trattamento almeno pari a 2,8 volte l’assegno sociale.

Si può anche andare in pensione con la pensione anticipata opzione quota 100, con 62 anni di età e 38 di contributi, se maturati entro il 31 dicembre 2021.

Le lavoratrici possono, ricalcolando la pensione con sistema contributivo, pensionarsi con la pensione opzione donna a 58 anni di età (59 se hanno contribuzione di lavoro autonomo) e con 35 anni di contributi, purché possiedano i requisiti al 31 dicembre 2020. Si applica una finestra di attesa pari a 12 mesi per le dipendenti ed a 18 mesi per chi ha contributi previdenziali di lavoro autonomo.

Quale prepensionamento per gli impiegati pubblici?

Specifiche categorie tutelate- che possono anche essere impiegati pubblici- ottengono a 63 anni un’indennità di accompagnamento alla pensione a carico dello Stato, l’Ape sociale, ma devono raggiungere il requisito anagrafico e 30 anni di contributi (36 se addetti ai lavori gravosi) entro il 31 dicembre 2021 e presentare le domande (istanza tardiva) entro il 30 novembre 2021. Le donne con figli hanno diritto a uno sconto del requisito contributivo di 1 anno per ogni figlio, sino a un massimo di 2 anni.

Quale pensione per gli impiegati pubblici che hanno fatto diversi lavori?

Gli impiegati pubblici che hanno svolto diversi lavori possono sommare i contributi accreditati in casse diverse, ai fini del diritto alla pensione:

  • gratuitamente, attraverso la totalizzazione [3] (salvo diritto ad autonoma pensione, subiscono il ricalcolo contributivo del trattamento; ogni cassa calcola autonomamente la propria quota di pensione); se possiedono 66 anni di età, 20 anni di contributi complessivi- tra tutte le casse- e assegno di pensione pari almeno a 1,5 volte l’assegno sociale per i privi di contributi al 31 dicembre 1995, dopo l’attesa di 18 mesi di finestra conseguono la pensione di vecchiaia in totalizzazione; se possiedono 41 anni di contributi complessivi, dopo l’attesa di 21 mesi di finestra conseguono la pensione di anzianità in totalizzazione;
  • gratuitamente, attraverso il cumulo [4] (ogni cassa calcola la propria quota di pensione secondo le proprie regole); se possiedono 67 anni di età, 20 anni di contributi complessivi- tra tutte le casse- e assegno di pensione pari ad almeno 1,5 volte l’assegno sociale, se privi di contributi al 31 dicembre 1995, conseguono la pensione di vecchiaia in cumulo; se possiedono 42 anni e 10 mesi anni di contributi complessivi (un anno in meno per le donne), dopo l’attesa di 3 mesi di finestra conseguono la pensione anticipata in cumulo;
  • con un’altra tipologia di cumulo [5], possono ottenere i trattamenti pensionistici riservati ai lavoratori sottoposti al calcolo interamente contributivo della pensione.

Gli impiegati pubblici possono poi riunire i contributi in un’unica gestione, a titolo oneroso, attraverso la ricongiunzione.


note

[1] Art. 24 Co. 6 DL 201/2011.

[2] Art. 24 Co. 10 DL 201/2011.

[3] D.lgs. 42/2006.

[4] Art. 1 Co. 239 e ss. L. 228/2012

[5] D.lgs. 184/1997.

Autore immagine: pixabay.com


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