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Cittadinanza onoraria: cos’è?

24 Dicembre 2021 | Autore:
Cittadinanza onoraria: cos’è?

Qual è la differenza tra cittadinanza, cittadinanza onoraria e cittadinanza italiana per meriti speciali? Qual è la procedura per attribuire l’onorificenza?

Di tanto in tanto, le cronache riportano di alcune persone che, per i loro particolari meriti, hanno ricevuto la cittadinanza onoraria da parte di un Comune. Sicuramente, anche tu ne avrai sentito parlare. Incuriosito, hai fatto qualche ricerca e non hai scoperto praticamente nulla a proposito di questo particolare riconoscimento: ciò perché non esiste una legge italiana che la prevede. Sorge dunque spontanea una domanda: cos’è la cittadinanza onoraria e quando viene attribuita?

In effetti, la denominazione di questo particolare tipo di onorificenza può far sorgere alcune perplessità, in quanto la cittadinanza è in genere legata all’appartenenza a una Nazione, non a una singola comunità. In altre parole, come fa un semplice comune ad attribuire la “cittadinanza”, seppur onoraria? Ebbene, questo equivoco va chiarito, ed è proprio ciò che faremo con questo articolo, in cui cercheremo di capire cos’è la cittadinanza onoraria.

Cittadinanza: cos’è?

La cittadinanza è uno status che la legge attribuisce alle persone quando ricorrono determinati requisiti. Alla condizione di cittadino sono collegati tutta una serie di diritti e doveri, come ad esempio quello di votare e di difendere la patria.

Cittadinanza italiana: come si ottiene?

Ogni Stato stabilisce, con le proprie leggi, le condizioni per la concessione della cittadinanza. Come si ottiene la cittadinanza italiana? Ci sono diversi modi.

La cittadinanza italiana si può acquisire automaticamente per:

  • nascita (diritto di sangue), in caso di persona straniera nata da almeno un genitore italiano;
  • nascita sul territorio italiano (“ius soli” o diritto di suolo), se i genitori sono ignoti o apolidi, se non trasmettono la propria cittadinanza al figlio secondo la legge dello stato di appartenenza o se il minore è stato rinvenuto in una condizione di abbandono sul territorio italiano;
  • adozione, in caso di minorenne adottato da cittadino italiano.

La cittadinanza si può acquisire anche su domanda per matrimonio o residenza. Nel primo caso, il cittadino straniero o apolide, coniugato con cittadino italiano, può chiedere di acquisire la cittadinanza:

  • se risiede legalmente in Italia da almeno 12 mesi, in presenza di figli nati o adottati dai coniugi o dopo 24 mesi di residenza con il cittadino italiano;
  • in caso di residenza all’estero, dopo 18 mesi in presenza di figli nati o adottati da coniugi o dopo 36 mesi dalla data del matrimonio (se non vi è stato scioglimento, annullamento o cessazione degli effetti civili e se non è in corso la separazione legale).

La cittadinanza italiana per residenza è concessa dal ministero dell’Interno, previa domanda da presentare alla prefettura, al cittadino straniero residente in Italia in possesso di almeno uno dei seguenti requisiti:

  • nato in Italia e residente legalmente da almeno tre anni;
  • figlio o nipote in linea retta di cittadini italiani per nascita, residente legalmente in Italia da almeno tre anni;
  • maggiorenne, adottato da cittadino italiano, residente legalmente in Italia da almeno cinque anni, successivi all’adozione;
  • che ha prestato servizio, anche all’estero, per almeno cinque anni alle dipendenze dello Stato italiano, in questo caso la domanda di cittadinanza italiana va richiesta alla competente autorità consolare;
  • comunitario residente legalmente in Italia da almeno quattro anni;
  • apolide o rifugiato residente legalmente in Italia da almeno cinque anni;
  • residente legalmente in Italia da almeno dieci anni.

Per tutti i cittadini stranieri che rientrano in una delle fattispecie indicate, è richiesto anche il possesso del requisito del reddito personale o del reddito familiare se appartenenti allo stesso nucleo familiare e allo stesso stato di famiglia.

I cittadini stranieri possono presentare la domanda di cittadinanza italiana, a determinate condizioni, dopo il periodo di residenza:

  • quattro anni per i comunitari;
  • cinque anni per gli apolidi;
  • dieci anni per gli stranieri.

Cittadinanza onoraria: cos’è?

La cittadinanza onoraria è un riconoscimento che un Comune può attribuire a una persona per i suoi particolari meriti nei riguardi della comunità.

La cittadinanza onoraria è dunque un’onorificenza, una sorta di premio che una comunità decide di attribuire a una persona che si è resa particolarmente meritevole, in genere per i servizi prestati alla collettività.

Cittadinanza onoraria: a chi è conferita?

Di norma, la cittadinanza onoraria è conferita a persona che si è distinta nel campo delle scienze, delle lettere, delle arti, dell’industria, del lavoro, della scuola, dello sport, con iniziative di carattere sociale, assistenziale e filantropico o in opere, imprese, realizzazioni, prestazioni in favore degli abitanti del Comune.

Nulla toglie, però, che la cittadinanza onoraria possa essere conferita anche per motivi molto più banali: è il caso della cittadinanza riconosciuta a personaggi dello spettacolo, contraddistintisi solamente per essere divenuti famosi.

La cittadinanza onoraria può essere concessa anche ad associazioni, enti, raggruppamenti di persone in ambito civile, militare, religioso e conferita ad un loro rappresentante.

Nulla vieta che la cittadinanza onoraria possa essere concessa anche alla memoria, cioè a persone che non sono più in vita.

Cittadinanza onoraria: come funziona?

Come detto, la cittadinanza onoraria è un riconoscimento tipico degli enti locali e, nello specifico, dei Comuni.

Non esiste una regola specifica che disciplina l’attribuzione di questa particolare onorificenza: ciò perché, come detto in apertura, non c’è una legge che regola il conferimento della cittadinanza onoraria.

È dunque lo statuto locale o un apposito regolamento a stabilire a quali condizioni è possibile votare la concessione del riconoscimento. In genere, il conferimento della cittadinanza onoraria è deliberato dal Consiglio Comunale, con le maggioranze stabilite nello statuto o nel regolamento.

La proposta di conferimento può essere avanzata dal sindaco, dai consiglieri comunali o dai cittadini, mediante raccolta di firme autenticate dal segretario comunale o da un suo delegato.

Cittadinanza onoraria: può essere revocata?

La cittadinanza onoraria può essere revocata alle condizioni stabilite dal Comune. In genere, incorre nella perdita dell’onorificenza l’insignito che se ne renda indegno a seguito di condotte contrarie a quelle che gli hanno consentito di acquisire il riconoscimento.

Il provvedimento di revoca è deliberato dal Consiglio Comunale, con le maggioranze prescritte.

Cittadino onorario: che diritti ha?

Si potrebbe pensare che la cittadinanza onoraria, esattamente come la normale cittadinanza, possa conferire alcuni diritti e attribuire determinati doveri. Non è così.

La cittadinanza onoraria costituisce un riconoscimento onorifico di carattere eccezionale e privo di rilevanza giuridica. Ciò significa che il cittadino onorario non acquisisce nessun particolare diritto, se non quello di essere invitato in occasione di particolari ricorrenze o cerimonie ufficiali, di prendere posto tra le autorità e di essere iscritti in un apposito albo (sempre che lo statuto o il regolamento locale lo prevedano).

La cittadinanza onoraria non attribuisce nemmeno la residenza nel Comune che ha conferito il riconoscimento.

Cittadinanza italiana per meriti speciali: cos’è?

Diversa dalla cittadinanza onoraria è la cittadinanza italiana per meriti speciali: si tratta di un particolare riconoscimento che lo Stato attribuisce agli stranieri che hanno reso importanti servizi all’Italia.

La concessione della cittadinanza italiana per meriti speciali è disciplinata dalla legge [1] e avviene con decreto del presidente della Repubblica, sentito il Consiglio di Stato e previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, su proposta del ministro dell’Interno, di concerto con il ministro degli Affari esteri.

Lo straniero a cui è attribuita la cittadinanza per meriti speciali deve aver reso eminenti servizi all’Italia oppure deve esserci un eccezionale interesse dello Stato. Una delle ultime cittadinanze per merito è stata attribuita a un atleta marocchino, da anni residente in Italia, per consentirgli di rappresentare il nostro Paese ai campionati europei.


note

[1] Art. 9, legge n. 91/92.

Autore immagine: canva.com/


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