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Come aggiungere un cognome al proprio?

22 Dicembre 2021 | Autore:
Come aggiungere un cognome al proprio?

È possibile presentare domanda per affiancare un altro cognome a quello che già si porta. Spetta, poi, al Prefetto accogliere o rigettare la richiesta.

La legge prevede la possibilità per i cittadini italiani di aggiungere un cognome al proprio. Si pensi ad esempio a un figlio naturale, cioè nato al di fuori del matrimonio, che è stato riconosciuto solo dalla madre. Se il padre lo riconosce successivamente, il figlio può scegliere se assumere il cognome paterno aggiungendolo o sostituendolo a quello della madre [1]. Come si aggiunge un cognome al proprio?

Per aggiungere un cognome al proprio l’interessato deve presentare un’apposita richiesta al Prefetto della Provincia del luogo di residenza o di quello nella cui circoscrizione è situato l’ufficio dello stato civile dove si trova l’atto di nascita al quale la richiesta si riferisce.

La procedura prevista per aggiungere un cognome al proprio si applica anche nelle ipotesi in cui un soggetto voglia cambiare o aggiungere un nome oppure voglia cambiare il cognome, anche perché ridicolo o vergognoso o perché rivela l’origine naturale [2].

In ogni caso, non può essere chiesta l’attribuzione di cognomi di importanza storica o comunque tali da indurre in errore circa l’appartenenza del richiedente a famiglie illustri o particolarmente note nel luogo in cui si trova registrato l’atto di nascita del richiedente o nel luogo di sua residenza.

Il cittadino residente all’estero e iscritto all’Aire (Anagrafe italiani residenti all’estero), anche se nato in uno Stato estero, può richiedere di aggiungere un cognome al proprio con le stesse modalità prescritte per i cittadini italiani residenti in Italia, inoltrando la domanda al Prefetto della Provincia di iscrizione Aire tramite il Consolato italiano o l’Ambasciata competente.

Domanda per aggiungere un cognome al proprio: qual è il contenuto?

Nell’istanza per aggiungere un cognome al proprio il richiedente deve dichiarare:

  • le proprie generalità;
  • il possesso della cittadinanza italiana;
  • il cognome che intende assumere;
  • i contatti per eventuali comunicazioni.

Inoltre, la domanda deve essere specificatamente motivata. A tal proposito e in riferimento all’ipotesi di un figlio che intende aggiungere il cognome della madre a quello paterno, la giurisprudenza ha considerato valide giustificazioni alla richiesta, la presenza di un forte legame affettivo tra madre e figlio [3] oppure l’appartenenza della madre a una famiglia famosa e il conseguente vantaggio che il figlio può trarre dall’ereditare il suo cognome [4].

Come si presenta l’istanza?

L’istanza, sottoscritta dall’interessato, va presentata personalmente o inviata a mezzo posta raccomandata a/r o tramite posta elettronica certificata (pec).

La domanda può essere presentata anche da un’altra persona munita di delega. In tal caso, va allegata la fotocopia di un documento di riconoscimento valido sia del richiedente sia del delegato.

Sull’istanza va apposta una marca da bollo da 16,00 euro e va allegata la fotocopia di un documento di riconoscimento dell’interessato.

Nel caso in cui l’aggiunta di un altro cognome riguarda un minore, occorre un’istanza sottoscritta da entrambi i genitori che esercitano la responsabilità genitoriale o da uno dei genitori, purché la domanda sia accompagnata dal consenso dell’altro.

Il consenso non è richiesto quando l’altro genitore è stato dichiarato decaduto dalla responsabilità genitoriale.

Come si svolge la procedura per aggiungere un cognome al proprio?

Il Prefetto, assunte informazioni sulla domanda, qualora la richiesta appaia meritevole di essere presa in considerazione, autorizza il richiedente, con decreto, a far affiggere all’albo pretorio del Comune di nascita e del Comune di residenza attuale, un avviso contenente il sunto della domanda.

L’affissione deve avere la durata di 30 giorni consecutivi e deve risultare dalla relazione fatta dal responsabile in calce all’avviso [5].

Lo stesso decreto può prescrivere la notifica del sunto della domanda, da parte del richiedente, a determinate persone [6].

Domanda per aggiungere un cognome al proprio: è possibile opporsi?

Chiunque ha interesse può presentare opposizione contro la domanda per aggiungere un cognome al proprio, entro 30 giorni dalla data dell’ultima affissione.

L’opposizione si propone con atto notificato al Prefetto [7].

Decorso il predetto termine, il richiedente deve presentare i seguenti documenti alla Prefettura:

  • copia dell’avviso con la relazione che attesta l’eseguita affissione e la sua durata;
  • prova delle eseguite notificazioni, quando queste si sono prescritte.

Il Prefetto, accertata la regolarità delle affissioni e vagliate le eventuali opposizioni, decide di accogliere o respingere la domanda con apposito decreto.

Il decreto di concessione, nei casi in cui è stata proposta opposizione, deve essere notificato, a cura del richiedente, agli opponenti.

Il decreto che autorizza l’aggiunta del cognome, per produrre i suoi effetti, deve essere trascritto e annotato, su richiesta dell’interessato, presso gli uffici di stato civile del Comune di residenza. Più precisamente, va annotato nell’atto di nascita del richiedente, sull’atto di matrimonio, e negli atti di nascita di coloro che ne hanno derivato il cognome.

Invece, se il Prefetto ritiene di non accogliere la domanda per aggiungere un cognome al proprio, il relativo decreto di rigetto può essere impugnato con ricorso giurisdizionale al Tar (Tribunale amministrativo regionale) territorialmente competente, entro 60 giorni dalla notifica oppure con ricorso straordinario al Capo dello Stato entro 120 giorni dalla notifica.


note

[1] Art. 262 co. 2 cod. civ.

[2] Art. 89 D.P.R. n. 396/2000.

[3] Cons. St. sent. n.2572/2004; TAR Liguria, 13.01.2012.

[4] Cons. St. sent. n. 2572/2004.

[5] Art. 90 D.P.R. n. 396/2000.

[6] Art. 90-bis D.P.R. n. 396/2000.

[7] Art. 91 D.P.R. n. 396/2000.


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