Diritto e Fisco | Articoli

Come difendersi da un’accusa di diffamazione

25 Dicembre 2021
Come difendersi da un’accusa di diffamazione

Cosa fare nel momento in cui si offende la reputazione di una persona?

Di recente, hai scoperto che la tua ex ragazza si è fidanzata con un altro. Arrabbiato e deluso, hai scritto un lungo post su Facebook in cui l’hai accusata apertamente di essere una ragazza facile. Il giorno dopo, però, ti sei pentito amaramente di ciò che hai fatto, in fin dei conti le hai voluto bene sul serio e vuoi vederla felice. Peccato che, a distanza di qualche settimana dalla pubblicazione su Internet, hai saputo di essere stato querelato. In questo articolo ti spiego come difendersi da un’accusa di diffamazione.

Devi sapere che quando si offende la reputazione altrui, anche attraverso i social network, si rischiano spiacevoli conseguenze. In alcuni casi, la faccenda si può risolvere con delle semplici scuse. Ma cosa accade quando la persona offesa ha intenzione di rivolgersi al giudice? Per scoprirlo ti consiglio di metterti comodo e di proseguire nella lettura.

Diffamazione: cosa vuol dire?

Prima di capire come difendersi, cerchiamo di chiarire una volta per tutte cosa si intende per diffamazione. In pratica, nel momento in cui si offende con altri la reputazione e l’onore di una persona assente si commette un reato che prende il nome di diffamazione appunto. Ti faccio un esempio per spiegare meglio questo concetto.

Tizio e Caio stanno parlando con i loro amici ad una festa di compleanno. Ad un certo punto, salta fuori il nome di Sempronio, una vecchia conoscenza in comune. Dato che nessuno di loro lo ha mai sopportato, Tizio e Caio iniziano a parlarne male con tutti i presenti.

Come puoi notare, affinché possa configurarsi il reato di diffamazione [1] è necessario che l’offesa sia comunicata a due o più persone con la consapevolezza di ledere la reputazione altrui.

Diffamazione: come viene messa in atto?

La diffamazione può essere messa in atto attraverso varie modalità: stampa, Internet, social network, ecc. Dato che la rete è diventata il principale mezzo di comunicazione è molto facile commettere l’errore di offendere qualcuno con una fotografia, un post, un messaggio in chat, una recensione, una mail e così via. Anzi, devi sapere che l’utilizzo di Internet configura un’ipotesi di diffamazione aggravata, visto che sul web l’offesa viene percepita da un numero illimitato di persone. Ti faccio qualche esempio.

Tizio riceve una promozione sul lavoro. Il collega Caio, geloso della notizia, pubblica sul profilo Instagram una fotografia in cui appare Tizio ubriaco durante una festa di addio al nubilato. Il post è accompagnato da una didascalia in cui c’è scritto che Tizio non merita la promozione.

Mevio invia un’e-mail a Sempronio dove accusa Caio di essere un buono a nulla.

Come puoi notare, nel primo esempio, può parlarsi di diffamazione in quanto, come ti ho spiegato, il post pubblicato su un social network viene letto da tante persone. Nel secondo esempio, invece, il reato non sussiste perché Mevio ha inviato l’e-mail solamente a Sempronio, quindi l’offesa non è stata comunicata a più persone.

Inoltre, va evidenziato che per far scattare il reato non è necessario indicare esattamente il nome e il cognome della persona a cui è rivolta l’offesa, basta semplicemente che la stessa sia individuabile dalla collettività.

Diffamazione: che deve fare la vittima?

Chi è vittima di diffamazione deve presentare una querela, entro 3 mesi dalla conoscenza delle dichiarazioni offensive, presso le autorità territorialmente competenti (polizia, carabinieri, Procura della Repubblica). Se l’offesa è stata perpetrata tramite Internet o social network è importante segnalarlo, oltre alla polizia postale, anche al titolare del sito web oppure al centro assistenza della piattaforma interessata.

Se alla querela segue il rinvio a giudizio, allora è bene rivolgersi ad un avvocato per costituirsi parte civile nel processo penale per chiedere il risarcimento del danno patito (richiesta che può essere avanzata anche in una causa civile).

Come difendersi da un’accusa di diffamazione?

Dopo aver fatto una panoramica generale, affrontiamo il nocciolo della questione e vediamo come difendersi da un’accusa di diffamazione. Devi sapere che il presunto responsabile rischia la pena della reclusione fino ad un anno o la multa fino a 1.032 euro. Se poi viene contestata l’aggravante, la pena della reclusione è aumentata fino a tre anni e la multa non è inferiore a 516 euro.

Per difendersi dalle accuse, per prima cosa, è bene ammettere di aver sbagliato e provare, nei limiti del possibile, a rimediare (ad esempio, cancellando il post offensivo e porgendo le proprie scuse). In tal caso, la persona offesa potrebbe:

  • ritenersi soddisfatta e non proporre querela nei confronti del responsabile delle dichiarazioni;
  • rinunciare a portare avanti la questione nell’ipotesi in cui si fosse già rivolta alle autorità (ciò che nel gergo giuridico prende in nome di remissione di querela).

Nell’eventualità in cui la persona offesa presenti una querela a cui segue il rinvio a giudizio, allora l’imputato deve rivolgersi ad un bravo avvocato penalista. Quest’ultimo avrà il compito di convincere il giudice dell’innocenza del suo cliente.

Ad esempio, si può dimostrare che:

  • il vero responsabile della diffamazione è un’altra persona;
  • le dichiarazioni non hanno offeso la reputazione del querelante;
  • è stato esercitato semplicemente il diritto di critica (o di cronaca);
  • è intervenuta la prescrizione e quindi il reato è estinto.

Insomma, il difensore, dopo aver valutato tutte le prove, saprà consigliare al proprio assistito la miglior strategia per evitare una condanna per diffamazione.


note

[1] Art. 595 cod.pen.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube