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Mutuo: è obbligatorio il conto corrente nella stessa banca?

26 Dicembre 2021 | Autore:
Mutuo: è obbligatorio il conto corrente nella stessa banca?

Il cliente può mantenere il suo rapporto per il pagamento delle rate con un altro istituto diverso da quello che concede il finanziamento?

Chi deve comprare casa e si rivolge a una banca per chiedere un finanziamento, quasi sempre si sente dire che, per il pagamento delle rate, dovrà aprire un conto presso quell’istituto di credito. Ma tale pretesa è legale? Per ottenere un mutuo, è obbligatorio il conto corrente nella stessa banca?

Può anche darsi che sia anche conveniente, che le condizioni applicate siano addirittura migliori rispetto a quelle del conto che si ha altrove. Il punto, però, è un altro: si tratta di capire se la banca può costringere l’aspirante mutuatario a farlo oppure no.

In realtà, non dovrebbe essere così. Addirittura, il Codice del consumo ritiene tale comportamento vessatorio e lo inserisce tra le pratiche commerciali scorrette. Ciò non vuol dire che aprire un conto corrente nella stessa banca che erogherà il finanziamento non abbia i suoi vantaggi, anzi: come vedremo tra poco, in questo modo, si semplificano molte cose. Ma chi, comunque, volesse rifiutarsi per qualsiasi motivo, lo può fare o si vedrà negare il mutuo? Ecco cosa dice la legge.

Mutuo: si può rifiutare il conto nella stessa banca?

Può capitare che un cliente voglia mantenere il conto corrente nella stessa banca e si rivolga ad un altro istituto per chiedere un mutuo, poiché considera il finanziamento più vantaggioso rispetto a quello offerto dal suo istituto. Si può condizionare la concessione del mutuo al fatto che il cliente debba aprire un conto corrente nella stessa banca che lo eroga?

Non c’è alcuna legge che lo preveda, anzi: ce n’è una che vieta agli istituti di credito tale imposizione. Si tratta di un decreto legge del 2011, il cosiddetto Salva Italia, lo stesso che impedisce alla banca di limitare al cliente la libertà di scegliere con chi accendere una polizza assicurativa collegata al mutuo.

Anche il Codice del consumo [1] è perentorio da questo punto di vista e recita: «È considerata scorretta la pratica commerciale di una banca, di un istituto di credito o di un intermediario finanziario che, ai fini della stipula di un contratto di mutuo, obbliga il cliente alla sottoscrizione di una polizza assicurativa erogata dalla medesima banca, istituto o intermediario ovvero all’apertura di un conto corrente presso la medesima banca, istituto o intermediario».

Ciò vuol dire che una banca non può rifiutare la concessione di un mutuo se il cliente decide di lasciare il suo conto corrente altrove e di attivare da lì il pagamento delle rate. Così come sarebbe scorretto se l’istituto a cui si chiede il finanziamento applicasse delle condizioni particolarmente sfavorevoli al cliente che decidesse di non aprire nella stessa banca il conto corrente, allo scopo di fargli cambiare idea.

La legge non mette in discussione il fatto che la banca si adoperi al fine di tutelare i propri interessi chiedendo al futuro mutuatario di aprire in sede il conto, in modo da tenere sotto controllo la sua situazione patrimoniale e capire se mantiene le garanzie per il regolare e puntuale pagamento delle rate. La convenienza, però, non può diventare imposizione, dice la normativa.

Mutuo: i vantaggi di avere il conto nella stessa banca

Il cliente che accetta di aprire un conto corrente nella stessa banca alla quale ha chiesto un mutuo gode di alcuni vantaggi, soprattutto di tipo pratico ma anche economico. In particolare:

  • può avere l’addebito automatico delle rate, senza dover pensare ogni volta al versamento della mensilità o della rata trimestrale. In questo modo, non ci sarà il rischio di ritardi o di dimenticanze che possono portare con sé interessi di mora o la segnalazione come cattivo pagatore;
  • può beneficiare, se la banca lo ritiene opportuno, di speciali condizioni sullo spread del finanziamento.

Quest’ultimo aspetto, però, va approfondito. Nel caso in cui la banca offra uno spread apparentemente più conveniente per incoraggiare ad aprire un conto collegato al mutuo, bisognerà fare due calcoli. Il cliente dovrà confrontare il Taeg, cioè il tasso che comprende tutti i costi collegati al finanziamento, delle due ipotesi: mutuo senza conto nella stessa banca, mutuo con conto collegato. La banca è tenuta a fornire queste informazioni. Così si potrà capire se l’istituto sta facendo una proposta davvero conveniente o se si tratta solo di una mossa strategica per assicurarsi l’apertura del conto.

Altro fattore da valutare è la possibilità di chiudere il conto – se fosse necessario – durante la restituzione del mutuo. In altre parole, se il finanziamento dura 20 anni, significa che bisogna tenere il conto attivo per almeno 20 anni o dopo 10 anni dalla prima rata lo si può chiudere? Occorrerà valutare l’eventuale presenza di penali nel contratto.


note

[1] D.lgs. n. 206/2005.


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