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Chirurgia estetica: ciò che i pazienti devono sapere

26 Dicembre 2021 | Autore:
Chirurgia estetica: ciò che i pazienti devono sapere

A chi affidarsi per l’intervento, quali aspetti valutare sul medico e sulla struttura e quando spetta il risarcimento in caso di operazione sbagliata.

Chi lo fa per correggere i postumi di un incidente, chi per far sparire qualche difetto. Chi perché ha il naso troppo lungo o troppo corto, chi perché è senza labbra o perché le ha troppo grosse. Chi perché l’area attorno agli zigomi comincia a cedere o perché sente il bisogno di una generale «tiratina» al viso. La perfezione è patrimonio di pochi ma l’ambizione di raggiungerla è il sogno di molti. Non c’è come poterselo permettere, a seconda di quanto costa arrivare al traguardo desiderato, per decidere di fare un intervento di chirurgia estetica. Ciò che i pazienti devono sapere prima di varcare la porta della clinica è che in questo settore non bisogna mai dare tutto per scontato.

Occorre riflettere bene sui motivi per cui si vuole «modificare i propri connotati», se si tratta di un capriccio di cui ci si può pentire oppure di una necessità anche psicologica per accettarsi meglio. Bisogna scegliere e valutare con cura la struttura presso la quale recarsi e sapere nelle mani di chi ci si sta per mettere. Sarà anche importante sapere cosa fare nel malaugurato caso in cui il risultato ottenuto non assomigli nemmeno di striscio a quello promesso. Perché, come ha detto in qualche occasione l’attrice comica Francesca Reggiani, «la chirurgia estetica è come la bomba H: sai come inizi, ma non sai come finisci». Ecco, allora, ciò che i pazienti devono sapere sulla chirurgia estetica.

Chirurgia estetica: la scelta del medico

Arrivati alla conclusione che, per i motivi più svariati, si vuole fare un intervento di chirurgia estetica, probabilmente la cosa più importante da sapere è a chi rivolgersi, cioè chi sarà il medico incaricato di svolgere un compito così delicato.

Occorre verificare che si tratti di un chirurgo plastico specialista. In realtà, come spiega l’Associazione italiana del settore (Aicpe), qualsiasi medico può fare un intervento di chirurgia plastica ma non tutti hanno l’esperienza adatta per effettuare determinate operazioni. Il medico specializzato ha studiato altri cinque anni dopo i sei di Medicina. Sicuramente, risulterà più affidabile di chi non ha conseguito alcuna specializzazione in materia.

Non solo il titolo, dunque, ma anche l’esperienza: il fatto di operare da un certo periodo di tempo, di aver partecipato ad ulteriori corsi di aggiornamento o congressi del settore. Cose che si scoprono su Internet, cercando il curriculum del medico o dei medici prescelti.

Da non sottovalutare, infine, l’aspetto più personale del medico, per quanto riguarda i suoi gusti. Per fare un esempio banale: un architetto può essere espertissimo e bravissimo ma nei suoi progetti vuole solo dei balconi tondi e mai quadri, oppure la facciata in mattoni anziché pitturata di giallo o di un altro colore. I gusti, le tendenze, l’orientamento estetico del medico saranno importanti per capire che cosa intende proporre a chi vuole «farsi una plastica».

A tal proposito, è importante vedere diverse ipotesi del risultato finale attraverso disegni, immagini, simulazioni al computer con il proprio viso prima e dopo l’intervento. In questo modo, non solo si avrà un’idea di come si uscirà dalla sala operatoria (a differenza di quello che diceva la Reggiani) ma si avrà la possibilità di contestare più facilmente il risultato nel caso non fosse soddisfacente o fosse del tutto sbagliato rispetto a quanto promesso.

Ovviamente, andrà valutata molto bene anche la struttura in cui lavora il medico, che si tratti di una clinica o di un ospedale con l’adeguata cura dell’igiene, con la strumentazione corretta, con il personale al massimo della professionalità.

Chirurgia estetica: cosa fare se il risultato è sbagliato?

Chi vuole rifarsi il naso, le labbra, gli zigomi, il seno e/o quant’altro deve tenere ben presente che sta per sottoporsi a tutti gli effetti ad un intervento chirurgico. Pertanto, ha il diritto di ricevere il consenso informato, in particolar modo per quanto riguarda i rischi legati all’operazione. Non solo è dovuto ma è anche necessario nel caso in cui si pretenda un risarcimento del danno perché il risultato non è stato quello voluto dal paziente o garantito dal medico.

Di solito, gli inconvenienti più comuni riguardano:

  • il mancato raggiungimento del risultato accordato tra paziente e medico;
  • la mancanza del consenso informato;
  • la difficoltà a reperire la documentazione e la cartella clinica riguardanti l’operazione;
  • l’intervento di personale non qualificato in ambienti non adeguati e con strumentazione poco adatta o materiali scadenti.

Il consenso informato, dunque, è uno degli elementi fondamentali per essere messi a conoscenza del tipo di intervento che si sta per affrontare, delle terapie da seguire in un momento successivo, dei rischi che comporta l’operazione di chirurgia estetica in generale e quella da fare in particolare. Va ricordato che un intervento sbagliato può avere delle conseguenze molto pesanti sia dal punto di vista fisico e della salute sia da quello psicologico, condannando il paziente a «non piacersi più» per il resto della sua vita o a operarsi di nuovo.

Chi subisce un danno dopo un intervento di chirurgia estetica sbagliato ha diritto al risarcimento. Il chirurgo, infatti, non solo dovrà rimborsare al paziente la somma da lui ricevuta per l’operazione ma anche risarcire i danni patrimoniali e non patrimoniali, cioè quelli che causano sofferenza interiore o che pregiudicano la vita di relazione e le attività sociali e lavorative.

A cascata, va considerato anche il danno da lucro cessante, nel caso in cui le conseguenze dell’intervento di chirurgia estetica sbagliato abbia costretto il paziente a restare fermo per un periodo di tempo per sottoporsi ad ulteriori cure o terapie, rinunciando quindi a produrre reddito.



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